Newton Compton Editori – Acquistabile qui

Saylor McCann ha smesso di credere nell’amore. Dopo essersi finalmente lasciata alle spalle una relazione abusiva, è tornata in Arizona. Era sicura che l’ambiente stimolante di una città universitaria potesse farle bene. Quello che non si aspettava, invece, è di rivedere Cord Gentry, una vecchia conoscenza. Saylor ricorda bene i fratelli Gentry e il loro fascino selvaggio. Ma sa anche che averli intorno è come stare troppo vicino a una fiamma ardente: si rischia di bruciarsi. Dopo quello che ha passato, Cord non è decisamente il tipo di uomo con cui costruire una nuova vita. Ma lui sembra pensarla diversamente…
Cord sa di non essere un tipo facile, è vero. Ha sempre potuto contare solo sui propri fratelli, perché gli orrori vissuti durante la loro infanzia li hanno segnati. Ma adesso che ha rivisto Saylor desidera diventare un uomo migliore. Per lei.

If we could see tomorrow, what of your plans?
No one can live in sorrow, ask all your friends
Times that you took in stride, they’re back in demand
I was the one who was washing blood off your hands…
Arrivo all’ultima pagina e, quasi nascosta nella playlist, trovo Don’t Cry, dei Guns N’Roses, allora davvero capisco.
Questo romanzo è una ballata triste e dolce, una storia di abbandono e redenzione, come solo il rock più duro sa raccontare.
Perché racconta di rabbia e dolore, povertà estrema, emarginazione, ma le note sono così pure e assolute da commuovere.
Cordero Gentry, uno dei temibili e famigerati gemelli, in tutto tre, ha un cuore talmente grande da scaldare l’universo intero, e una rabbia altrettanto rovente. Ritrovare Saylor, dopo gli anni di liceo e una brutta rottura, lo fa, finalmente, venire a patti con se stesso e con il passato terribile che lui e i suoi fratelli hanno vissuto. La dolce Say, umiliata da una relazione abusiva, la tenera Say, che sa essere pungente al momento giusto, la bellissima Say, che lo fa innamorare. Di nuovo (forse) e per sempre.
Entrambi in fuga da famiglie disfunzionali, quella di Say anaffettiva e disinteressata, e da una cittadina che esiste solo perché c’è una prigione e tutt’intorno il deserto, vogliono un posto nel mondo, un posto tutto loro. Lo vogliono, malgrado tutto, nonostante tutto, perché insieme sono più forti e possono farcela.
Cord e i suoi fratelli hanno un rapporto specialissimo: si sono sempre guardati le spalle a vicenda e si amano profondamente. Lo stesso vale per Say e suo cugino Brayden, il nerd bersagliato dai bulli, l’unica persona della famiglia che le ha dimostrato affetto e attenzioni.
Insieme sono meravigliosi, riconoscono gli uni i dolori e le mancanze degli altri, le comprendono e le perdonano.
Questo libro, il primo di una serie, mi è piaciuto tantissimo. I personaggi sono ottimamente delineati, così come l’ambiente in cui si muovono. Nessuna forzatura, nessuna iperbole, anzi, una comprensibile, apparente mancanza di romanticismo e un linguaggio rude, come la scorza di un albero maltrattato dagli elementi.
L’unica nota, che è valsa mezza stella, è un testo che, dopo la traduzione, avrebbe voluto un editing più curato. Nonostante questo, la ballata rock seduce e incanta, e i Gentry hanno ancora da raccontare.
Alla prossima, con Creed, il fratellone silenzioso.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Commenti
Nessun commento ancora.