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Italia, Dolomiti 1962-1985.
Un fatto inquietante sconvolge la pigra amenità di un paesino tra le Dolomiti al confine con l’Austria.
Due ragazzine del posto vengono date per disperse; solo una di loro — Patrizia Montaldo — viene ritrovata dopo tre giorni, in stato confusionale e con un’amnesia che durerà ventitré anni, fino a che i fantasmi del passato, forse reali presenze spiritiche, torneranno a chiedere giustizia svelando segreti inconfessabili e una verità sconcertante.

ELISA STEUFEL – Giovane promessa dello sci alpino, scompare durante una gita tra i percorsi del Dolomieu con l’amica Patrizia. Mai ritrovata.
Pompieri, polizia e guide alpine non si erano fermati un attimo dopo l’allarme lanciato dai genitori la sera, quando non avevano visto rientrare a casa le figlie. Patrizia Montaldo ed Elisa Steufel, due giovani adolescenti del paese conosciute da tutti, nate e cresciute in quel luogo. Conoscevano i percorsi di montagna sin da piccole e ci si chiedeva che cosa potesse essere accaduto. Solo una disgrazia poteva aver impedito alle due di rientrare, ormai era ciò che tutti mormoravano in paese.
PATRIZIA MONTALDO – La sopravvissuta, l’amica di Elisa ritrovata dopo tre giorni di disperata ricerca. Catatonica, con un’amnesia che durerà ventitré lunghi anni prima di alzare il velo nero che darà luce alla verità su quell’episodio che scosse tutto il paese e la nazione.
«Cristo Santo…» esclamò esaminando il pertugio. «Presto! Accorrete, serve immediatamente un medico!» gridò mentre lasciava andare il cane e allungava le braccia verso una sorta di fagotto nascosto in quella grotta fatta di legno, muschio ed erba. La riconobbe subito, nonostante le condizioni: era Patrizia Montaldo, una delle due ragazzine. Arruffata, sporca, lo sguardo catatonico, una giacca a vento gialla semi strappata addosso e… coperta di quello che sembrava sangue.
L’agente la tirò fuori quasi di forza da quel buco, poiché sembrava che lei non ne volesse uscire. La prese in braccio, incurante delle sue condizioni.




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