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La vita di David Harper viene messa sottosopra quando, poco prima del suo penultimo anno alle superiori, è costretto a trasferirsi in campagna con la famiglia. Nella nuova casa non c’è niente da fare e gli mancano gli amici di città. Ma non ha altra scelta. La carriera della madre l’ha portata a Mason County, David non può fare altro che seguirla e cercare di affrontare tutto con coraggio.
All’inizio l’unico aspetto positivo del cambiamento è il ruscello che David trova al di là del campo che costeggia la sua nuova abitazione. Ed è proprio lì che incontra Benjamin Killinger. Un incontro che trasformerà l’estate di David da noiosa a molto interessante.
Benjamin è Amish. Il bagno nel ruscello è uno dei pochi divertimenti concessi a lui e ai suoi fratelli. Stringere amicizia con un ragazzo fuori dalla comunità, invece, va decisamente contro le regole. Ciò non impedisce ai due di conoscersi meglio, a patto che i loro incontri avvengano nella neutralità del ruscello. Quando David rischia la vita per salvare il padre di Benjamin, l’amicizia tra i due inizia a essere tollerata, poi accettata. Ma ben presto i sentimenti di Benjamin per David si evolvono oltre il platonico. La famiglia del ragazzo Amish e il resto della comunità non permetterebbero mai un amore del genere, ma un segreto come quello non può rimanere tale a lungo…

Trasferitosi da poco insieme alla madre in una casa di campagna, lontano da tutto ciò che conosce, David trascorre le pigre giornate estive in cerca di qualcosa da fare, combattendo la solitudine e quella consapevolezza che si sta facendo lentamente strada dentro di lui: la sensazione sempre più forte di essere diverso, in qualche modo. Senza più amici, tutti rimasti in città, non è ancora pronto a confidarsi con la madre, e non vuole di certo che la cosa si sappia nella nuova scuola che dovrà frequentare, quindi resta solo con i propri pensieri e desideri. Finché un giorno, poco lontano da casa, fa un incontro, lungo la sponda di un ruscello. Conosce Benjamin, un coetaneo che vive nella comunità Amish lì accanto, e ne resta subito affascinato.
L’amicizia tra i due sboccia lentamente, mentre nuotano tra le acque di quel ruscello che divide le proprietà in cui abitano e segna anche il confine tra i loro mondi, che non potrebbero essere più diversi.
«E tu cosa ne pensi?» chiese David. L’altro si bloccò e fece fermare anche Golia. Il cavallo mosse la testa su e giù. «Che c’è?» chiese David nel guardarsi intorno.
«Io faccio solo quello che mi dice Papa,» rispose Benjamin.
«Nessuno ti ha mai chiesto cosa pensi tu?» insistette David. L’altro ragazzo scosse la testa. «Ti è concesso avere un’opinione. Magari non puoi esporla a tuo padre, ma ti è permesso pensare.»
Avere il diritto di un’opinione diversa dai propri genitori è una problematica centrale, per un adolescente, e l’autore affronta l’argomento in modo onesto, senza attribuire ai due protagonisti idee troppo mature per la loro età, o certezze che solamente il trascorrere degli anni potrà far loro acquisire. David e Benjamin passano dall’amicizia a un timido innamoramento con dolcezza e naturalezza, attratti dalle rispettive solitudini e da un confronto continuo tra i loro stili di vita. Senza alcun giudizio, ci vengono proposti due modi di pensare contrapposti, e attraverso i ragazzi arriviamo a comprendere come non importa l’ambiente in cui siamo stati cresciuti, perché alcuni dilemmi affliggono tutti durante la crescita. In questo senso David e Benjamin sono uguali e su questa affinità si costruiscono le basi del loro rapporto.
«Quando penso a dove abiti, mi chiedo se siate davvero felici.»
Benjamin rivolse uno sguardo stupito a David, come se quella fosse la domanda più strana del mondo. «Non lo so,» rispose il ragazzo Amish, per poi cadere nel silenzio, continuando a fissare l’altro. «Tu sei felice?»
Mi sono ritrovata in una frase, in particolare, che esprime quel profondo senso di solitudine e alienità che tutti gli adolescenti hanno vissuto, a maggior ragione se come i due protagonisti sono consapevoli di appartenere a una minoranza purtroppo ancora discriminata dalla società umana.
«Prima della tua confidenza, pensavo di essere l’unica persona al mondo a provare certe cose.»
L’amore reciproco è la spinta che aiuta i due a superare le paure, ma la famiglia e la comunità di Benjamin restano un ostacolo insormontabile. Pur descrivendo con assoluto rispetto la società Amish, l’autore mette bene in chiaro che l’omosessualità resterà sempre un peccato imperdonabile per loro, qualcosa di proibito che nemmeno un legame famigliare potrà far accettare.
«Quello che sto cercando di dirti è che qualche volta non importa cosa pensino gli altri. Qualche volta conta solo quello che sai essere vero nel tuo cuore. Non credo che a Dio interessi di chi ci innamoriamo se ci si vuole davvero bene.» Erano passati anni dalla sua ultima lezione di catechismo, ma quei concetti non erano sfuggiti a David.
«Ma come fai a esserne convinto?» chiese Benjamin.
«Non lo sono. È solo quel che credo e ci rifletto da un po’, perché so come la pensi e voglio che tu sia felice.» David smise di parlare per concedere a Benjamin il tempo di comprendere bene ciò che gli aveva detto, poi aggiunse: «Non voglio smettere di vederti. Ti amo così tanto. Ma non voglio nemmeno che tu sia infelice.»
Il tempo passa e i due ragazzi affrontano separazioni e difficoltà, trovando infine quella felicità che meritano, per quanto venata dalla necessità di Benjamin di abbandonare tutto ciò che conosce se vuole riuscire a essere se stesso.
Storia molto dolce, questo romanzo ha forse un piccolo difetto nel dover affrontare qualche anno della vita dei ragazzi, che necessariamente hanno bisogno di questo tempo per maturare fino al punto da essere pronti a compiere scelte drastiche che influenzeranno tutta la loro esistenza. Ecco che quindi troviamo spesso dei salti temporali piuttosto rapidi, che tagliano soprattutto pezzi di vita di David, in quando la narrazione segue il suo punto di vista. Nuovi amici compaiono un po’ dal nulla, nella storia, dal momento che il ragazzo li ha incontrati e ha stretto con loro legami molto forti durante questi salti temporali. Una volta accettata la necessità di questo stile narrativo per poter portare a compimento la vicenda dei due protagonisti, la faccenda si supera, anche perché comunque la storia è sempre focalizzata su David e Benjamin, i loro momenti insieme e quelli in cui sono costretti a restare separati.
Una lettura piacevole, che affronta in modo credibile e tenero l’amore tra due adolescenti senza farli comportare da adulti prima del tempo.


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