♦ Traduzione a cura di Martina Nealli
K.C. Wells, acquistabile qui ♦

Due settimane dopo aver scoperto di avere il glaucoma acuto, Adam Kent è rimasto cieco. Da allora sono passati due mesi: l’uomo si è lasciato alle spalle la vita di scrittore che conduceva a Londra e si è ritirato sull’Isola di Wight, nella villa a Steephill Cove ereditata dai nonni. La vitalità londinese, però, non è l’unica cosa che si è lasciato alle spalle: in soffitta ci sono ancora i tre scatoloni che contengono il suo passato nel BDSM. Del resto, chi lo vuole un Dom cieco?
Paul Vaughan viene assunto per aiutare Adam nelle faccende quotidiane: il suo capo, però, gli fa capire chiaro e tondo che non vuole essere aiutato. Paul capisce le sofferenze dell’uomo, ma non sa come penetrare la barriera di ostilità, diffidenza e pura cocciutaggine. Per fortuna ci sono i suoi amici, Taylor, Mark e Sam, pronti ad ascoltare i suoi sfoghi… e anche a presentargli ragazzi carini con cui sperano di accoppiarlo. Peccato che questi ragazzi siano sempre un po’ troppo… teneri, per i suoi gusti. Mesi prima, Paul ha avuto modo di visitare un club BDSM, dove ha scoperto una cosa di sé che non si aspettava: i suoi gusti in materia di sesso pendono decisamente in una certa direzione.
D’un tratto, nella vita di Paul succedono due cose: scopre che il suo capo non è etero come pensava, e si imbatte per caso in un certo scatolone…
Contiene scene di sesso esplicite e una leggera scena BDSM.

Adam Kent era uno scrittore di successo, un uomo forte e indipendente, oltre che un Dom molto attivo sulla scena BDSM, ma all’improvviso a causa di un glaucoma diventa cieco e non riuscendo a reagire di fronte alla tragedia che lo ha colpito si rifugia sull’isola di Wight, nella villa ereditata dai nonni.
Paul viene assunto dalla sorella di Adam per aiutarlo e prendersi cura di lui, ma ciò che appare chiaro fin dal primo momento è che lo scrittore non vuole essere aiutato. Quello che Adam non ha messo in conto è la testardaggine del giovane, che all’inizio non ha nessuna intenzione di perdere il lavoro trovato con grande fatica, e che in seguito non intende abbandonare l’uomo per cui prova fin da subito un certo interesse.
Adam sedeva su una poltrona accanto alla finestra, il viso girato, un bastone bianco poggiato al braccio. I capelli neri e ricci gli sfioravano le spalle, riflettendo la luce. Alle tempie c’era qualche filo bianco. La barba era spessa, le lunghe gambe avvolte in pantaloni comodi, i piedi nudi. Adam aveva le spalle ampie, le braccia muscolose, una maglietta nera che le fasciava, almeno per quanto Paul riusciva a vedere da quella angolazione.
Si schiarì la voce. L’unica reazione di Adam fu irrigidire la postura. Gli occhi rimasero puntati sulla finestra. Paul si avvicinò rapidamente.
«Buon pomeriggio. Mi chiamo Paul Vaughan. La signora Lambton mi ha assunto per prendermi cura di lei, così ho pensato di venire a presentarmi».
Adam non mosse un muscolo, non emise un fiato. L’unica prova che respirava era l’alzarsi e l’abbassarsi del suo petto.
I due personaggi principali sono perfettamente caratterizzati, Adam è disperato e angosciato, si sente inutile e perso nell’oscurità che lo ha avvolto così all’improvviso, mentre Paul è giovane, tenace, intraprendente e cosa più importante, ha un gran cuore. L’autrice riesce in maniera magistrale a trasmetterci tutte queste emozioni e a farcele vivere con grande intensità.
Paul cerca fin da subito il modo per spronare Adam e incredibilmente, con pazienza e inflessibilità riesce nel suo intento aiutando l’altro a riappropriarsi della sua vita.
“Ero io ad avere il controllo!” Solo che ora il controllo gli era scivolato via fra le dita, e non poteva più recuperarlo.
Adam alzò le ginocchia sulla sedia e le cinse con le braccia, dondolando avanti e indietro, incapace di trattenere i singhiozzi che lo facevano tremare. Era per questo che non voleva Caroline, Paul o chiunque altro intorno.
La persona che era stata si stava sciogliendo in una pozza di autocommiserazione, e la persona che era diventato sembrava incapace di fermare il processo.
La storia è ambientata sull’isola di Wight e la descrizione di quei luoghi è talmente dettagliata e che sembra quasi di trovarsi su quelle spiagge e di condividere con i personaggi le loro giornate.
La trama è intrigante e particolare, e questo libro pur facendo parte di una serie può essere letto anche singolarmente.
Adam abbassò lentamente l’asciugamano, senza il minimo imbarazzo di mostrarsi nudo. Si scostò dal viso la chioma di ricci neri, e Paul sussultò quando vide i suoi occhi. Ricordava l’azzurro abbagliante delle iridi sulle foto su Google. Nella sua mente, aveva immaginato Adam che si sfilava gli occhiali e rivelava quei medesimi occhi, ne aveva immaginato lo sguardo intento, l’aveva immaginato capace di leggergli ogni pensiero più recondito.
Ma la realtà era questa.
L’azzurro era sbiadito, coperto da un velo lattiginoso. La sclera era rossa di sangue. Le pupille erano dilatate, immobili. E l’ultima pugnalata fu la comprensione, immediata e dolorosa, che mandava a gambe all’aria tutta la sua fantasia: Adam non può vedermi. Quegli occhi un tempo splendidi non mi guarderanno mai.
Molto interessante è la componente BDSM, trattata in modo da evidenziare la curiosità di Paul per un mondo che conosce appena, ma che gli provoca sensazioni particolari, e la paura di Adam che teme di non potergli dare ciò di cui ha bisogno a causa della sua disabilità.
Oh, Dio. Eccolo, il dolore segreto che lo mangiava dentro. A Paul venne un colpo al cuore a sentire l’angoscia di quelle parole. Moriva dalla voglia di allungare un braccio e toccarlo, un gesto semplice, per fargli sapere che non era solo. Era così surreale, starsene lì al sole, circondato dalla gioia dei suoi amici, e ascoltare il dolore acuto e penetrante della voce di Adam. Cercò le parole giuste, qualcosa che potesse dargli speranza.
Le scene hot sono molto intriganti e come in tutti i libri della Wells non sono mai volgari, inoltre la tematica BDSM essendo trattata in maniera molto soft non dovrebbe creare problemi neanche a chi non ama questo genere.
Per quanto riguarda il BDSM devo fare un piccolo appunto sulla terminologia utilizzata, nel libro viene usato il termine “remissivo” invece di “sottomesso”, purtroppo pur essendo i due termini molto simili, usare “remissivo” non è esatto.
La cover mantiene lo stile delle precedenti, ma non l’ho trovata adatta per questo romanzo, credo sia più adatta a una storia più “leggera”, mentre l’argomento trattato in questo libro non lo è per nulla.
La storia è emozionante e romantica, ben scritta, con una bella ambientazione e personaggi interessanti, ed è adatta anche a chi non ama il BDSM visto che il tema è trattato in modo molto soft.


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