
Pensavo di avere il controllo. Mi sbagliavo di grosso…
Non ho bisogno di una relazione. Ho l’Hux, un club decadente in cui soddisfare qualsiasi desiderio. Prendo piacere e lo do – senza complicazioni. Così quando Raya Rivers entra in cerca di un uomo freddo, perverso e senza emozioni… beh, sono l’uomo perfetto per lei. Solo che Raya è diversa. Vulnerabile. E porta con sé un profondo dolore che supera tutte le mie barriere costruite con cura e inspiegabilmente mi fa venire voglia di occuparmi di lei. Ora sono posseduto dal desiderio. Il ghiaccio ha lasciato il posto a un bisogno bollente. Ma Raya non immagina neppure che io abbia un’altra vita – la mia vera vita. Non sa che ho una bambina adorabile. I miei due mondi stanno per scontrarsi con la forza di una supernova. Quando Raya scoprirà la verità, sarà in grado di accettare ciò che sono?

Chi ha amato la storia rocambolesca di Jesse e Ava, non resterà deluso da questa novella – poco più di un centinaio di pagine – su Drew e Raya. Per chi non ha letto i precedenti libri della Malpas, nessun problema: questa novella si legge come storia autoconclusiva.
“All I am” non raggiunge i picchi narrativi presenti in This Man Trilogy, ma la narrazione scorre bene, specie nella prima parte, e le emozioni catturano il lettore con estrema facilità. Chi ha letto la trilogia principale ha già incontrato Drew, amico di Jesse e irriducibile abitué del Maniero. Incastrato da Coral in una notte in cui, ubriaco, si era lasciato andare, Drew si ritrova padre di Georgia che ama di un amore incondizionato, malgrado sia ai ferri corti con la madre. Serio e spietato agente immobiliare di giorno, Drew perde ogni inibizione quando va all’Hux, dopo la vendita del Maniero: un club dove consumare – sì, consumare – dell’ottimo sesso senza complicazioni. È dopo una sessione che Drew viene fermato da Cole Hux che lo avvisa delle richieste mosse da una nuova iscritta, Raya Rives. La donna cerca un compagno di giochi freddo, esperto e privo di emozioni. Quando Drew la contatta per fissare un incontro, la conversazione tra i due parte nel migliore dei modi: lui la blocca, ricordandole che non sarà un appuntamento, il loro.
«Non è un appuntamento, Raya. L’unica cosa che mi aspetto è una figa bagnata.»
Con queste premesse, cosa ci si può aspettare? Niente, ed è proprio quello di cui Raya è alla ricerca. Vuole dimenticare qualcosa, qualcuno, e il sesso è uno stordimento migliore di qualsiasi altra cosa. L’uso di sé è un ottimo modo per non pensare a come la sua vita stia andando alla deriva.
Incontrandola Drew è soddisfatto: Raya è bella malgrado la tristezza che gli occhi rivelano e su cui lui non intende soffermarsi. Altra è la richiesta, altro verrà concesso. Eppure qualcosa gli dice che quella donna è diversa dalle solite frequentatrici del Club, e quando prova un’emozione, senza capacitarsi del perché, subito Drew sposta il pensiero alla figlia e al ricordo di come Coral lo abbia incastrato.
L’inizio tra i due è titubante, Raya sembra meno decisa di come gli era sembrata al telefono e Drew vorrebbe domandarle il motivo per cui è lì pur sapendo che non può farlo; tuttavia le regole di discrezione del Club non lo permettono e a lui non dovrebbe nemmeno interessare.
Quando finalmente saranno soli, nella saletta privata, la sessione si rivelerà particolarmente calda, e alla fine Drew non sentirà più l’urgenza di fuggire come le altre volte.
Peccato che lei non sia dello stesso avviso, il feeling sentito rischia di essere troppo forte e Raya chiederà al proprietario del Club di trovarle un nuovo compagno di giochi, e Drew non la prenderà tanto bene…
Mi accascio su di lei, cercando la forza di andare avanti. E la ricevo grazie a una sola parola. «Drew» mormora lei senza fiato.
Alzo una mano e le tolgo la benda, tutto a un tratto ho bisogno di vedere i suoi occhi.
Incontratisi fuori dal Club per ragioni puramente lavorative – Raya sta per vendere la propria, magnifica casa e Drew viene ingaggiato come agente mediatore – presto entrambi si renderanno conto che la chimica tra loro è molto di più di una semplice attrazione e che una passione del genere è difficile da contenere, quasi quanto lo è gestirla senza complicazioni.
L’intera casa pare scossa dall’energia del suo orgasmo, dalle sue urla incessanti, dal suo tremito violento. Io mi nutro di tutto questo, ne passaporto il gusto. Dio mio, ma come ho fatto a pensare di poterne fare a meno? Il suo sapore, il suo contatto, la vita che mi scorre dentro, la soddisfazione che mi dà sapere che la sto aiutando.
Sentimento, erotismo, voglia di riscatto e speranza in una seconda possibilità: questi gli ingredienti di “All I am” in grado di accompagnare il lettore per un pomeriggio con un monito: “Si finisce sempre per trovare quello che non si sta cercando.”


Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Commenti
Nessun commento ancora.