Un artista. Un avvocato. Due papà single.
L’incontro a quell’asta di scapoli per beneficenza ha avuto “problemi” scritto a caratteri cubitali da subito, per quanto mi riguarda, soprattutto quando il tipo che si è aggiudicato l’offerta è sembrato essere alla ricerca di una sola cosa: un bel momento tra le lenzuola.
Rifiutare le avances di Fletcher è stato facile la prima volta. Dopotutto, non eravamo destinati a vederci di nuovo.
Solo che mi sono appena trasferito a Stillwater, che è proprio il posto in cui vive.
In più, i nostri figli frequentano la stessa classe.
Ora i ragazzi hanno litigato e io sono pronto a difendermi.
Se solo Fletcher non fosse tanto irresistibile quanto irritante.
E quando la lotta si sposta dal campetto della scuola alla camera da letto… chi potrà mai uscirne vincente?
L’Antagonista è il primo libro della nuova serie di Ana Ashley, I papà di Stillwater.
Papà single, bambini impertinenti, il solito cast di intriganti personaggi secondari tipico di Ana… E be’, Stillwater ha tutto.

Questo libro entra senza alcun dubbio nella mia lista di “libri coccola”, quei libri che sono capaci di riappacificarti con il mondo. Storie che per la loro dolcezza e per i loro protagonisti riescono a farti tornare il buonumore.
I due protagonisti sono all’opposto l’uno dell’altro e si completano alla perfezione.
Scuote la testa. «Hai gli occhi più belli che abbia mai visto.» «Sono solo occhi azzu…» «Chiudi il becco, Fletcher.» Harrison mi attira a sé e sbatte le labbra contro le mie. Mi ci vuole un secondo per cedere e ancora meno per capire che non ho scelta. Non perché non si fermerebbe, ma perché è inutile credere che rifiuterei mai qualcosa da quest’uomo.
Fletcher è un artista, è passionale, un tornado che ti travolge. Vede il mondo a colori, come i quadri che dipinge. Ogni colore per lui rappresenta un’emozione, un qualcosa che, nel bene e nel male, è destinato a riempirti la vita. Il suo più grande amore è il figlio, per la sua felicità è disposto a qualsiasi sacrificio. Anche a lasciare che il suo cuore si spezzi, finché non incontra Harrison e scopre che volere è potere e che forse condividere gioie e dolori non rende più deboli ma più forti.
«Perché ho bisogno di te. Ho bisogno di te, Fletcher. Più di quanto abbia bisogno del mio prossimo respiro o del mio prossimo pasto. Sono stato con molte persone, ma ne ho amate solo due in tutta la mia vita, e ora mi rendo conto che entrambe erano solo per fare pratica, per amare te.»
Harrison è il suo opposto, tanto il primo è travolgente tanto lui è granitico, con i piedi ben piantati per terra, ma chiariamo, non è noioso o triste, Harrison semplicemente è una persona riservata che prima di lasciarsi andare deve essere certa (in lui mi sono riconosciuta molto). Se Fletcher è l’attore che trascina le folle quando è sul palcoscenico, Harrison è il regista, quello che da dietro le quinte controlla che tutto vada bene, e senza il quale non ci sarebbe storia. Anche Harrison è un papà amorevole, per seguire la figlia e la ex moglie, con la quale è in ottimi rapporti, si è trasferito a Stillwater. E questo trasferimento sarà quanto di meglio potesse succedergli, finalmente troverà la sua dimensione, il luogo dove poter essere un po’ più se stesso, il luogo dove tornare ad amare.
I due sono destinati a stare insieme, sin dal loro primo incontro a un’asta di scapoli tra di loro volano scintille, ma è a Stillwater che divampa la passione, anzi scoppia l’amore.
Ho molto apprezzato che tra i due non sia subito amore senza fine, prima cadranno nella rete di una passione irresistibile, diverranno amici, amici con benefici ma non solo, impareranno a conoscersi e ad aiutarsi per superare gli ostacoli che la vita mette loro di fronte, e infine si renderanno conto di quello che sono davvero l’uno per l’altro.
La storia è deliziosa, davvero davvero deliziosa, la si legge in un soffio (io l’ho fatto in un paio di giorni). Merito dello stile semplice e accattivante: si ride (tanto) ma non solo, ci si emoziona con i protagonisti, ci si arrabbia per le ingiustizie, si gioisce per le vittorie. Ma gran parte del merito va alla caratterizzazione dei personaggi, dai protagonisti ai secondari. Che diciamolo, sono personaggi secondari solo per modo di dire, perché a mio parere sono caratterizzati talmente bene da risultare indispensabili alla storia, per esempio la ex moglie di Harrison o i figli stessi dei due protagonisti.
I personaggi, sia quelli positivi che quelli negativi, ma anche le situazioni narrate, rappresentano uno spaccato di vita reale e ciò rende ancora più facile affezionarsi alla storia e a chi la anima.
In questo romanzo faremo la conoscenza dei protagonisti del prossimo volume di questa serie, e io già li amo e non vedo l’ora di tornare a Stillwater.
Ma c’è anche un altro elemento che ha contribuito, e non poco, a rendere così piacevole la lettura di questo libro: mi riferisco alla traduzione, così ben fatta da rendere giustizia a questa deliziosa storia.
Consigliato, se avete voglia di una coccola, ma mi raccomando leggetelo con un ventilatore acceso perché i due protagonisti sono decisamente hot!


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