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Quando i suoi genitori accettano di lavorare al servizio degli Spencer, Emilia LeBlanc si ritrova a vivere sotto lo stesso tetto con l’erede della famiglia, Baron “Vicious” Spencer. Vicious è sfrontato, spietato e pieno di rabbia.
Ma l’arrivo di Emilia turberà il suo equilibrio al punto che, da quel momento, Vicious avrà un unico obiettivo: rendere la vita della figlia della domestica un vero inferno sulla terra.
Emilia farà di tutto pur di evitare di incrociare la strada di Vicious.
Vicious farà di tutto per farle rimpiangere di aver messo piede a Todos Santos.
Dieci anni dopo, Baron Spencer è un avvocato brillante, uno scaltro negoziatore, un bellissimo bugiardo.
E ha un piano per vendicarsi di chi lo ha ferito in passato.
Quando, nella fredda New York, il suo cammino torna a incrociarsi con quello di Emilia che versa in gravi difficoltà, Vicious le offre un lavoro e lei si ritroverà di nuovo intrappolata nella sua ragnatela spietata.
Emilia non può immaginare che il ritorno prepotente dell’uomo che è stato il suo tormento, e insieme il protagonista dei suoi sogni, farà crollare tutte le certezze della sua vita come tessere del domino.
Stavolta Vicious non si fermerà, non fino a che lei non sarà sua.

Chiudo il Kindle. Mi fermo. Provo a tirare il fiato e le fila dei pensieri e delle sensazioni. C’è un tale intreccio di emozioni, racchiuso in queste pagine, che proverò a raccontarvi…
Vicious è un’onda oscura e sensuale che travolge. È dolore, è cattiveria, è spietatezza, è tormento.
Emilia è il suo alter ego, è limpida, onesta, sa qual è il posto che il mondo le ha riservato e sa amare.
Ama a tal punto da cedere al ricatto di Vicious e andar via, quando lui la allontana dalla sua casa e dalla sua famiglia.
Dieci anni dopo si ritrovano, per caso, a New York, e la storia riprende esattamente lì dove si era interrotta.
È scorrendo le pagine che si scopre, pian piano, il vero Vicious, quanto lui sia spezzato, quanto sia profondo il suo dolore e il desiderio di vendetta e quanto Emilia sia parte del tutto, assolutamente innocente, ma non inconsapevole.
In un gioco quasi magico tra passato e presente, l’autrice ci rivela, con l’abilità dei bravi narratori, la verità dietro le menzogne, l’impotenza dietro l’arroganza, la rabbia che nutre e alimenta il desiderio di vendetta e, sopra ogni cosa, il dolore. Talmente brutale e profondo da nutrire stuoli di demoni e dannare l’anima persa di Vicious.
E in tutto questo c’è Emilia, il faro nella tempesta, mai domata, mai perdente, nonostante le umiliazioni subite, la Serva dagli occhi limpidi e il cuore grande, che guarda attraverso gli specchi e vede:
– … per la prima volta da quando ci eravamo imbattuti l’uno nell’altra al McCoy’s, non mi piacque più avere i suoi occhi su di me. Non perché mi spaventassero, ma perché sembravano tristi. Non riuscivo a sopportare quello sguardo. Mi provocava un dolore fisico vedere quelle biglie blu scuro brillare di una scintilla troppo simile al dolore. –
Emilia, bellezza, candore, testardaggine, forza e fiori di ciliegio. Un canto della sirena, ammaliante e spaventoso, per chi non conosce tenerezza. E, mentre la nebbia si dirada, Vicious comincia a capire:
– Mentre premevo con un pugno il bottone dell’ascensore e mi passavo una mano tra i capelli, mi si palesò una singolare verità: per la prima volta in anni, avevo una chiara idea di cosa volevo dalla vita e non aveva niente a che fare con la mia carriera, né con il denaro, né con il rovinare Jo e papà.
Volevo Emilia.
Volevo baciarla ogni volta che ne avessi avuto voglia.
Volevo marchiarla in un milione di modi diversi. –
E Vicious sa che con lei i suoi demoni sono al sicuro, che quella “Serva” è il suo presente e il suo domani, che non c’è altra strada che cedere a quella forza che lo attira, a quella luce tra le onde, come un naufrago che, assetato, sporco e sfinito, deve compiere un ultimo sforzo per dirsi, finalmente, in salvo.
Credo davvero che questo sia uno dei migliori romanzi letti in questo scorcio d’anno: la complessità del personaggio, l’abilità dell’autrice nel gestire i due piani temporali e seminare indizi, per poi trasformarli in certezze o smentirli definitivamente e la tensione sessuale, tenera e predatoria allo stesso momento, mi hanno convinta assolutamente.
Aspetterò con ansia i prossimi volumi: quale dei rimanenti HotHoles di Todos Santos avremo il piacere di incontrare la prossima volta? Hanno tutti qualcosa da raccontarci, ne sono certa.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:










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