«Non posso» confessò. Appoggiò un braccio allo sterzo, voltandosi verso di me. «Ci penserei. Ma se arrivassimo a quel punto, spero che non ti formalizzeresti per tanto poco.»
Dovevo scendere.
«No?» mi chiese incerto.
Lo fissai a occhi sgranati mentre ci pensavo: ma c’era una risposta giusta per quella domanda.
«Sono impegnata.»
E non volevo arrivare a quel punto.
«Lo so.»
«E non vado a letto con i ragazzini.»
Anche se in effetti avevo voglia di morderlo.
«Di questo sono meno sicuro» osservò divertito.
«Parlavo in generale.»
«Nemmeno questo mi convince molto.»
Trattenni il respiro per dieci secondi fissandolo. «Io vado» dichiarai.
Alex però mi afferrò il braccio. Guardai la sua mano stretta intorno al mio polso, stupita.
«Ti va di entrare?» domandò precipitoso.
Michelle ha poche certezze nella vita, una di queste è Dan e il matrimonio con lui, i figli, le responsabilità… argomenti noiosi che non riescono a coinvolgerla come vorrebbe. E poi c’è quel ragazzino tutto arruffato che le ha affibbiato il dottor Howard e che non si sa vestire. Sì, okay, non può non ammettere a se stessa che ha un bel sedere e che potrebbe definirlo quasi attraente, ma questo non lo giustifica affatto dal non provare neanche a pettinarsi in maniera decente. Se Alex è davvero convinto che una donna come lei potrebbe guardarlo, allora è un illuso. È nei discorsi meno innocenti però che lui la sa sfidare, soprattutto nei discorsi meno innocenti. Piuttosto sorprendente e decisamente seccante, trattandosi di un ragazzino. Perché lui è questo, giusto? Solo un ragazzino.
Volersi bene è difficile. Michelle non ci riesce, insegue un desiderio di perfezione che la sua vita non incarna, seppellisce se stessa sotto tonnellate di dubbi, rimpianti, dolori, delusioni, mancanze… Fino a che, per assoluto caso, non incontra un liceale e il suo mondo finisce davvero sottosopra.
Michelle vede se stessa attraverso uno specchio che le deforma i contorni; intorno a lei ci sono persone splendide, ma quel che vince, spesso, è la solitudine e quel senso di inadeguatezza che la fa sentire sempre fuori posto.
Alex è giovane, intelligente, caparbio, sincero… Alex si innamora di Michelle. Michelle si innamora di Alex, ma ha paura e scappa. Accetta di sposare l’uomo con cui ha una relazione da tempo, ma sa, sente, che niente è vero:
… improvvisamente la mia pantomima da ragazza perfetta, casa e fidanzato, mi stava stretta.
Mi sentivo come se una mattina mi fossi svegliata pretendendo di riuscire a calzare gli stessi jeans rosa che avevo a undici anni… no, peggio: mi sembrava di avere accanto qualcuno che pretendeva che i jeans rosa che adoravo quando avevo undici anni mi piacessero ancora.
Così decide di ritrovarsi, in solitudine, e questo la fa soffrire, ma è una sofferenza che ricompone:
Mi tirai indietro i capelli. Potevo vederle, briciole che si staccavano dal mio corpo e mulinavano nel vento.
Ho letto un’ottima storia, di crescita, di rivincita, di amore, in questo libro; una storia che racconta i dolori profondi e anche la possibilità di superarli. Una storia di cambiamenti e accettazione dei propri limiti, raccontata con bellissime parole e tanta tenerezza per questi due personaggi straordinari, a loro modo, e veri.
La vicenda non si conclude. I comprimari, Cameron in testa, devono chiarire molte cose, a se stessi e a noi lettori, ma il viaggio è stato davvero intenso, e sicuramente leggerò il prossimo.
Recensione a cura di:
Editing a cura di:















Commenti
Nessun commento ancora.