
Samuel Adams è appena tornato dall’Afghanistan, gravemente ferito dallo scoppio di una mina, le cui schegge gli sono entrate nell’anima, cambiandolo. Ha perso degli amici e porta sulle spalle il peso d’essere sopravvissuto. Sta cercando di mettere insieme i frammenti dell’uomo che era stato oltre le delusioni e il dolore che la vita gli ha portato. In questo viaggio alla ricerca di se stesso incontra Lois, testarda, volitiva, ferita nell’orgoglio, ma piena di voglia di vivere. Lei e Sam si trovano a essere vicini di casa e complici in una sorta di iter terapico alternativo che l’ospedale sta sperimentando sui vari traumi che caratterizzano chi torna dal fronte. L’amore arriva inaspettato e travolgente. Si nutrono l’uno dell’altra, trovando il senso dei loro giorni nello stare insieme. Tuttavia, un inganno serpeggiante sembra minare la loro felicità, il seme del tradimento trova terreno fertile nell’insicurezza di Sam e tutto sembra cadere inesorabilmente, come un fatuo castello di carta. Amore, tradimento, amicizia e dolore si alternano in questo romanzo, lasciando alla fine la speranza, la stessa che ha ognuno di noi nel trovare una panacea per le proprie cicatrici.

Ci troviamo di fronte a una bella storia, molto intensa e reale. I protagonisti hanno dovuto affrontato una serie di vicissitudini che li ha “spezzati” e feriti, non solo nel fisico, ma soprattutto nell’anima. È anche una storia che parla di rinascita, di fiducia riconquistata e di amore ritrovato.
Lois, il personaggio femminile, aveva una vita perfetta, o almeno così credeva, per la quale aveva sacrificato le sue aspirazioni, apparentemente senza rimpianti, fino a quando non scopre una verità amara che la spinge a rivedere le decisioni prese in passato. Il suo unico pensiero e tentare di recuperare dignità e indipendenza, per se stessa e per suo figlio. Per questo, quando si presenta l’occasione di ricominciare daccapo trova il coraggio di affrontare un cambiamento radicale, non facile, ma indispensabile alla sua crescita.
Trova un lavoro e si ricostruisce una cerchia di amicizie, riottenendo dignità e in parte la serenità perduta.
Samuel, è il personaggio maschile. Figlio di una vicina di casa di Lois, era di stanza in Afghanistan, quando succede qualcosa che distrugge la sua vita. Sam torna a casa ferito nel fisico e nello spirito, pieno di incubi e dolore. Ora deve fare i conti con il presente e con le difficoltà inerenti il reinserimento nella società da civile. Si sente tradito dalla vita, senza più una identità, una fidanzata che lo ha tradito e un corpo nel quale non si ritrova più. Inizia così un percorso di riabilitazione che lo porterà a rivedere molte cose.
Vivendo con la madre conosce Scott, il figlio di Lois e di conseguenza lei. L’inizio del rapporto tra i due non è tra i più rosei, ma lentamente Sam capisce che Lois lo accetta e comprende. Complice un progetto che aiuta Sam nella riabilitazione e fa ritrovare a Lois la sua mai sopita passione per la fotografia, sapranno curarsi a vicenda, anche se in ogni paradiso c’è sempre un serpente in agguato.
«Sono curiosa di qualunque lato di te tu voglia mostrarmi.»«Sinceramente interessata?»
«Sam, non ho l’animo della crocerossina. Siamo amici, no? Almeno, io vorrei esserlo.»«Lo vorrei anch’io, ma…»
«Hai paura?»«Non so se si possa definire così. La paura è diversa.»
«Non è l’angoscia per la propria sorte, come penso che possa essere davanti al nemico, ma paura di aprirsi ancora e di rimanere feriti. Non si teme l’altro, ma se stessi.»
La storia mi è piaciuta molto, ben scritta, ben delineati il dolore e la rabbia di Sam e di Lois, si percepisce il loro avvicinamento, prima professionale e poi sentimentale. Le due autrici hanno descritto bene i timori di fronte al cambiamento, anche se in alcuni punti ho percepito delle forzature, passaggi troppo rapidi che forse avrebbero necessitato di tempi maggiori e di un maggiore approfondimento della psicologia dei personaggi.
In ultimo, ho trovato lo stile usato un po’ freddo, tutti i fatti accaduti erano lì, nero su bianco, ma non mi sono entrati sotto pelle. Ovviamente questo è un parere del tutto personale, per cui vi invito a leggere il libro perché in ultima istanza la storia merita davvero.


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