Tyson Thompson si è diplomato al liceo a sedici anni e ha lasciato la città di Seafare, nell’Oregon, diretto verso quello che gli sembrava un futuro migliore. Ha presto scoperto che il mondo reale ha i denti e torna
sulla costa dopo quattro anni di fallimenti. Suo fratello, Bear, e il marito di suo fratello, Otter, credono che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson tenta di rimettere insieme i pezzi della sua vita spezzata.
Ma poco dopo il suo arrivo a casa, Tyson si trova faccia a faccia con l’inevitabilità sotto forma del suo amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Quando le loro strade si incrociano, vecchie ferite si riaprono, nuovi segreti vengono rivelati e Tyson scopre che c’è di più nella sua stessa storia di quanto non gli fosse stato detto tanti anni prima.

Ho fatto un respiro profondo e ascoltato il mio cuore ripetere l’antica vanteria: io sono, io sono, io sono. Sylvia Plath.
Klune è una garanzia, ogni volta che ho bisogno o voglia di una storia che sappia coinvolgermi mi basta scegliere uno qualsiasi dei suoi libri e sono sicura di emozionarmi. Leggendo questo romanzo mi sono ritrovata più e più volte con le lacrime agli occhi sia per il divertimento che per la commozione, Klune è un maestro a mixare emozioni. Ritrovare tutti i personaggi dei libri precedenti mi ha dato quella sensazione di familiarità, di conforto, come quando ci si accoccola nella propria coperta preferita e ci si sente avvolti da aria di casa.
Saremo noi due, soli contro il mondo, e lo ridurremo a brandelli, ritagliandoci un posto tutto per noi. Le mie difese cominciano a sgretolarsi e capisco che devo dirgli che mi è stata data una scelta e ho bisogno che decida per me. Ho bisogno che mi dica di rimanere. Di non lasciarlo mai. Lo guardo, lui guarda me e, per la prima volta da quando lo conosco, quello strano fremito che sento al cuore diventa qualcosa di più, qualcosa di così infinitamente grande che me lo sento rimbombare nelle orecchie.
Non vedevo l’ora di leggere la storia di Tyson, l’ecoterrorista vegetariano che tutti amiamo, il Kid, anzi l’ex Kid visto che è cresciuto, forse cresciuto troppo in fretta.
Tyson così dannatamente intelligente e sensibile, sin troppo per la sua sanità mentale, che si trova anzitempo catapultato nel mondo adulto. Tyson che si innamora di Dominic, un amore totalizzante, e la convinzione che questo amore non sarà mai corrisposto lo spinge a fuggire lontano da Seafare. Così la famiglia McKenna Thompson si trasferisce, sperando che sia la scelta giusta per Tyson. Ma non è così, troppe cose sono irrisolte, troppi terremoti scuotono ancora il nostro Kid: non si può costruire nulla se le basi non sono solide. Il nostro ecoterrorista preferito dovrà affrontare il passato con i suoi demoni se vorrà riuscire a costruire il suo futuro; dovrà imparare ad amare se stesso così da poter vivere appieno l’amore con Dominic.
Tutto sarà com’era e come deve essere. In fin dei conti è inevitabile. È come la parola del giorno, o come la nostra capacità di respirare. Semplicemente respirare. In verità, però, la vita la si subisce. Strade che sembravano andare nella stessa direzione, si separano. Non è colpa di nessuno. È così e basta.
Dominic così solido, così enorme sia fisicamente che sentimentalmente, con un senso di protezione proporzionato alla grandezza del suo cuore. Dominic, il cui passato ha lasciato un segno profondo nel suo cuore, si è ritirato così in profondità che nessuno è stato in grado di raggiungerlo prima di Tyson. Inevitabili, così sono lui e Tyson: inevitabile che le loro vite si intreccino, inevitabile che si facciano soffrire l’un l’altro, inevitabile che si allontanino, inevitabile che si riavvicinino, ma soprattutto INEVITABILE che si AMINO.
E il viaggio che i due compiono assieme aiuterà entrambi a fare chiarezza nei loro sentimenti, li aiuterà, Kid in particolare, ad affrontare il passato e a lasciarlo andare, a capire per cosa lottare, per chi lottare.
È questa la vita, questi brevi attimi di fuochi d’artificio e stelle che esplodono e sinapsi che si incendiano. Sono questi gli attimi che ci permettono di risollevarci quando sentiamo di non poter andare avanti. Questi gli attimi che ci rimettono insieme quando siamo a pezzi. Questi gli attimi che ci fanno tornare integri. Non è questione di respirare. È questione di chi siamo.
Ho adorato leggere la loro storia, loro due sono perfetti l’uno per l’altro, sono due metà – mmm, diciamo che visto le dimensioni di entrambi sarebbe più corretto dire che sono ¾ e ¼ – della stessa mela. Si compensano: tanto Tyson è effervescente, come un palloncino che vola alto sempre più alto, tanto Dom è solido, stabile, l’ancora che trattiene Ty impedendogli di volare via.
Bear è sempre uguale, il paranoico che noi tutti abbiamo imparato ad amare, lui e Otter (voglio un Otter tutto per me. Lo pretendo!) continuano ad amarsi, sono riusciti ad avere la vita che volevano e ora stanno per compiere un passo importante, stanno per evolversi ulteriormente.
Il tutto sempre circondati dalla famiglia, Anna e Creed con il piccol JJ, i genitori di Otter e Creed, con nuovi personaggi che entrano a far parte della cerchia, perché è l’amore che unisce e che rende famiglia, non sono i legami di sangue. La vera famiglia è quella che ti scegli, non quella che ti capita; sono i legami fatti d’amore quelli destinati a durare, non quelli di sangue, e a volte i due tipi di legame possono coincidere.
Il finale mi ha emozionato: nuove avventure da affrontare per la pazza meravigliosa famiglia McKenna/ Thompson/Miller, nuovi ingressi, ma soprattutto, e ne sono convinta, ancora tanto amore da donare e da ricevere.
Consigliatissimo.



Editing










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