Un caso controverso riporta l’avvocato Henry Rios nella cittadina in cui è nato, mettendolo nella traiettoria di un implacabile assassino.
Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che Henry Rios ha visto sua sorella, Elena, dopo che una storia familiare dolorosa ha lasciato entrambi segnati da ricordi infelici. Ma la loro riunione è ben diversa
da ciò che aveva immaginato: sua sorella vuole chiedergli di difendere Paul Windsor, un loro vecchio conoscente che ha un passato di pedofilia ed è stato accusato di omicidio dopo che la polizia ha rilevato le sue impronte sulla scena del crimine.
La vittima, che smerciava pedopornografia, è stata torturata e poi massacrata di botte in una stanza di motel. L’indagine riporta Rios nel suo vecchio quartiere e lungo una strada tortuosa di ricatti, gelosie e amore malato. Costretto a guardare in faccia i suoi demoni, dovrà affrontare alcune difficili verità su se stesso… e le macchinazioni di un killer spietato.
Con la consueta attenzione ai chiaroscuri dell’anima, Michael Nava ci riporta nella California di fine anni Ottanta per immergerci nel calore opprimente di una piccola città dell’entroterra e in una storia complessa, che intorbida il confine tra carnefice e vittima.

Lo ripeto a ogni recensione, adoro questo autore.
Questa volta Michael Nava affronta un argomento ancora più delicato dei precedenti e lo fa attraverso un legal thriller in cui il suo personaggio, Henry Rios, si troverà a difendere un pedofilo dall’accusa di omicidio.
A chiamarlo è sua sorella, l’imputato è Paul, il fratello del suo migliore amico Mark, ed è accusato di aver ucciso un pedofilo che smerciava pedopornografia e procurava bambini.
Paul ha avuto in passato un’accusa di pedofilia che è stata archiviata e che lo ha marchiato agli occhi di tutti.
Badate bene, Paul è un pedofilo, Rios lo disprezza ma professionalmente lo difende da un’accusa di cui non è colpevole.
Rios deve non solo combattere con un tribunale e forze dell’ordine chiaramente ostili, che cercano di sfruttare l’occasione per punire Paul anche per l’accusa a cui è riuscito a sfuggire, ma anche con l’idea che gay sia sinonimo di pedofilo.
È un legal thriller dalle tinte fosche, in cui l’abilità di Nava come autore raggiunge la perfezione. Tutta la vicenda e i passaggi legali sono dettagliati e perfettamente costruiti, e Rios ci conduce per mano in mezzo a leggi e tecniche difensive senza rallentare il ritmo della storia.
La complessità della vicenda, dell’argomento e le sfaccettature dei personaggi pieni di segreti e di cose non dette rendono il libro davvero avvincente.
Un nuovo capitolo della storia di Rios, un volume da non perdere e un autore che si conferma nuovamente come uno dei miei preferiti.


Recensione a cura di:

Editing:

Qui le recensioni dei romanzi precedenti.









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