
A Sevierville, una cittadina a quattro ore da Nashville, il cadavere di un uomo vittima di omicidio è scomparso nel bel mezzo di un’indagine e in presenza della polizia. Nessuno ha la minima idea di dove sia finito. La Psy Agency viene chiamata dal distretto locale per interrogare la squadra investigativa e scagionarla dai fatti. Un lungo viaggio verso un luogo noto per essere infestato dagli spettri. No, nessuno di noi muore dalla voglia di andarci, ma è il nostro lavoro e siamo dei professionisti.
Tuttavia, appena arriviamo sulla scena del crimine e vedo con chi dovremo collaborare nell’indagine, il mio unico desiderio è quello di voltarmi e tornare a Nashville a gambe levate.
Questo caso strano e complicato riporta a galla molti fantasmi del passato. Nulla è come sembra all’apparenza e, nonostante la mia vista speciale, per arrivare alla verità occorreranno nervi saldi, molta ricerca e un briciolo di fortuna.

Questa volta, Jon e Donovan vengono chiamati a indagare sulla scomparsa di un cadavere da una scena del crimine, in una casa che ha la fama di essere abitata dai fantasmi. Quando arrivano nella cittadina, ritrovare il corpo mentre sta venendo bruciato non è molto complicato, ma di sicuro lo è di più tentare di districare l’intrigo che ha portato all’omicidio e al tentativo di disfarsi del morto. Non aiuta il fatto che una delle prime persone in cui si imbattono sia il padre di Jon, che lavora lì come medico legale e pare avere una visione del tutto opposta rispetto alla sua di ciò che è accaduto in passato e ha portato all’allontanamento di Jon dalla famiglia.
Jon avrà bisogno di tutto l’aiuto e del sostegno di Donovan, non solo come àncora ma come compagno, perché risolvere questo mistero del tutto personale riporterà a galla ferite che credeva guarite e segreti dolorosi per tutta la sua famiglia.
Incrollabile e determinato come sempre, Donovan avrà qualche difficoltà a indagare sul caso, perché niente gli fa più paura dei fantasmi e lavorare in una casa presumibilmente infestata lo metterà alla prova, soprattutto con Garrett che lo prende in giro a più riprese. Ma il suo amore per Jon è luminoso come sempre, la purezza d’animo e la forza di questo personaggio sono sorprendenti e riscaldano il cuore: chiunque vorrebbe qualcuno come Donovan Havili nella propria vita.
Donovan faceva sempre una cosa. Non sapevo se ne era consapevole o meno. Ogni volta, però, mi incendiava la libido. Era un gesto specifico, quasi una carezza delicata.
Quando entrammo in camera nostra, lo sentii chiudere la porta alle sue spalle, poi avvicinarsi a me e appoggiare le mani sui miei fianchi. Con tutta la sua forza calda premuta contro la mia schiena, mi baciò la tempia e il mio cervello si spense.
Sapevo che ogni volta che faceva così, voleva fare l’amore. Però, non voleva essere insistente, perciò si avvicinava a me da dietro, così non potevo leggerlo. Lasciava a me la scelta, se fare sesso o meno.
Ovvio che lo volevo. Non ero né malato né morto.
Le vicende personali fanno passare un po’ in secondo piano l’indagine per una parte del libro, ma pian piano nel finale tutti i misteri trovano una soluzione, soprattutto grazie alle sorprendenti capacità di sensitivo di Jon e al sostegno del resto della squadra. I personaggi secondari sono fondamentali in questa serie: le famiglie di Jon e Donovan hanno il loro spazio, così come i loro colleghi e amici – qui in particolare Garrett e Sho, con la loro evidente attrazione ostacolata dal passato problematico di Sho –, e tutti insieme contribuiscono a creare una storia molto godibile, caratterizzata da un ottimismo di base e da una forte ironia.
Leggere A.J. Sherwood è un piacere, perché mette sempre di buon umore con tutta la sua ironia e il dolce romanticismo.


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