
Lowen Ashleigh è una scrittrice sull’orlo della bancarotta quando riceve l’offerta di lavoro della vita: Jeremy, il marito dell’autrice bestseller Verity Crawford, la vuole assumere perché completi la serie crime di successo della moglie, costretta a letto, in coma, dopo un terribile incidente d’auto. Lowen accetta e si trasferisce nella casa dei Crawford, pronta a fare ordine tra gli appunti e le bozze di Verity, nella speranza di trovare materiale sufficiente per cominciare a scrivere. Quello che però non si aspetta di scovare, in quell’ufficio disordinato, è un’autobiografia non conclusa che l’autrice ha nascosto, da cui, pagina dopo pagina, emergono agghiaccianti rivelazioni, come il racconto della notte che ha cambiato per sempre le sorti di quella famiglia. Lowen decide di mantenere Jeremy all’oscuro del manoscritto, sapendo che quello che contiene potrebbe ferirlo. Ma quando i sentimenti per lui cominciano a farsi più forti, si rende conto che le cose potrebbero essere diverse se lui leggesse quelle parole. Dopotutto, non importa quanto Jeremy sia devoto alla moglie, una verità così terribile può solo rendergli impossibile continuare ad amarla…

Questa recensione contiene spoiler.
Verity è un libro che non mi aspettavo. Sapevo che mi sarebbe piaciuto, la trama mi intrigava da morire, ed è addirittura riuscito a superare le mie aspettative. Mi ha lasciata a dir poco confusa e scioccata.
Verity Crawford è una famosa scrittrice ed è la moglie di Jeremy, l’uomo che Lowen, un’autrice non famosa, incontra dopo un evento traumatico e che si rivela essere colui con cui aveva un appuntamento di lavoro.
Lowen deve continuare la serie di libri di Verity, perché lei è inabilitata. E lo fa. A casa loro.
Scopre subito quella che sarà la sua distrazione: il manoscritto “E così sia”, un’autobiografia in cui trapela una Verity che non ci si aspetta. Il pensiero infesta la vita di Lowen, che non si sente più al sicuro e che inizia ad innamorarsi di Jeremy. I due scoprono di avere molte cose in comune, e quando Lowen trova una lettera…
“L’ultima domanda che resta è: quale verità ha manipolato?”
Cosa penso?
Penso che Colleen Hoover sia una pazza e, allo stesso tempo, un genio per aver pensato una storia così intricata. Un enigma per cui non si ha una sola soluzione. Le possibilità sono tante.
Quale verità è stata manipolata, e soprattutto, da chi?
Forse, è vero che sono dei Cronici, ma a capo di tutto abbiamo Jeremy. Siamo sicuri che Verity sia stata sincera, nella lettera? Un solo esercizio di scrittura può averla portata a scrivere cose così orribili? O c’è un fondo di verità? Lowen, all’inizio, è caratterizzata in un modo che muta nel corso della lettura e cambia del tutto alla fine. È manipolata da Jeremy o tormentata da Verity? Jeremy ucciderà anche lei? E Crew perché è così strano? Fin dall’inizio, non ha trasmesso belle sensazioni a Lowen, ma è pur sempre un bambino, anche se spaventoso in modo imprevedibile.
Troppe domande e troppe poche risposte. Ed è poco, ma sicuro, che questo libro mi tormenterà ancora per un po’.

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