Leonardo Radice è un insegnante di latino serio e scrupoloso, non troppo favorevole ad attività scolastiche pomeridiane. E così, quando il preside lo sceglie per gestire un progetto teatrale a cui prenderà parte anche Matilde Lamberti, l’attrice italiana del momento, prova a sottrarsi all’incarico in tutti i modi. Purtroppo per lui, il preside è inflessibile: la presenza dell’attrice è necessaria, perché darà
grande visibilità alla scuola. Senza contare che Matilde è entusiasta di poter frequentare un liceo, dato che presto dovrà interpretare il ruolo di un’insegnante.
I presupposti per una proficua collaborazione non potrebbero essere peggiori: Matilde è popolare, chiassosa e pericolosamente bella. Ma non è tutto: quando tra lei e il suo altrettanto noto fidanzato esplode una crisi che finisce sui social, il professore si trova a subirne suo malgrado le conseguenze, che rischiano di sconvolgere la sua tranquillissima esistenza. Com’è possibile che lui, lontano dai pettegolezzi più di chiunque altro sulla faccia della terra, sia potuto finire nell’occhio del ciclone? Ma soprattutto: perché non riesce a odiare fino in fondo quell’attrice detestabile? Possibile che si ritrovi a pensare a lei?
Leonardo ce la mette tutta per scongiurare una catastrofe annunciata, ma Matilde potrebbe avere piani diversi…

Io lo so che chi scrive impiega mesi e mesi per mettere su carta un’opera. So anche che, ogni volta, noi lettori in poche ore polverizziamo tutta la sua fatica. Beviamo le pagine neanche il libro fosse composto da spritz, lo divoriamo come l’ultima fetta della nostra torta preferita, quasi a non voler lasciare neanche una briciola agli altri commensali… sia mai che a questi ultimi venisse l’idea di rubarcela!
E lo so che, una volta finito, chiediamo a gran voce un nuovo titolo perché, oh, se noi leggiamo in due ore, loro devono – e dico DEVONO – darcene subito un altro, a tempo record.
Non è colpa nostra.
È vostra.
E in questo caso tua, cara la mia Anna! È tutta colpa tua. Tua, tua, tua.
Mi ci sono volute circa quattro ore per terminare Odio per odio uguale amore, con giusto una pausa per cercare una certa informazione che, per forza, dovevo vedere con i miei occhi. Capirete leggendo!
Preparate lo zaino di scuola perché a questo giro Anna Zarlenga ci porta a lezione.
Napoli. Liceo Luigi Pulci.
Lo storico istituto sta avendo un periodo di magra. A iscriversi sono sempre meno ragazzi e il preside vuole ridare lustro alla scuola aggiungendo un corso pomeridiano tenuto dalla famosissima attrice Matilde Lamberti. A fare da supervisore ci sarà lui: il professor Leonardo Radice.
Il prof non è proprio entusiasta, non nasconde il suo disappunto e non gli piace per niente la nuova “collega”.
Può rifiutarsi? No, ne va del buon nome della scuola.
Rigido, poco socievole, impostato dentro e fuori da scuola, sguardo indagatore, sempre pronto a correggere congiuntivi e a parlare di autori latini, Leonardo si ritrova a dover combattere con una donna che lo snerva solo respirando.
“Quando parlo con lei mi viene l’orticaria.”
Matilde, super ammirata e corteggiata da tutti, è spigliata, irriverente, chiassosa, pretende di piacere a Leonardo e… non gliele manda a dire. Ha solo un difetto (se non consideriamo il non mangiare pizza e gelato da una vita): un fidanzato penoso. Non fatemi parlare.
“Tu credi di avere il permesso di non sopportarmi? Illuso. Alla fine di questa giornata mi amerai disperatamente. Non hai scampo.”
Insieme dovranno mettere in piedi un’opera teatrale tra mille ostacoli. E non una qualunque, ma Come vi piace di Shakespeare.
Sarà un totale fiasco o da questa esperienza nascerà qualcosa di magnifico?
“«Come vi piace, eh? Ti avverto, sarà un inferno».
«Per me non credo. Per te sicuramente».”
Ordine e caos. Leonardo e Matilde sono questo, due mondi che viaggiano in parallelo e che, per pura magia, trovano un punto d’incontro, donando l’uno all’altra quello che non hanno, rendendosi più completi singolarmente e come coppia.
E se Leonardo ha paura di stravolgere la sua vita, Matilde è pronta per un salto nel vuoto.
Tra battibecchi, vita scolastica, prove a teatro e imprevisti belli e brutti, l’amore sboccerà e allora sì che saranno grossi guai. Se poi è già tutto scritto nelle stelle…
“«Possiamo invertire i ruoli per una volta? Vorrei provare a insegnarti qualcosa».
«Cosa?»
«A credere nei sogni».”
Anna Zarlenga ci porta nel suo mondo. Il mondo della scuola vista dal punto di vista dei “grandi”, dei professori, e ci va a nozze. Anna ci racconta il “dietro le quinte”. Cosa accade tra colleghi, il rapporto con gli alunni e il loro lato più privato.
E poi ci mostra Matilde, ci d una infarinatura del suo mondo – giusto ciò che è necessario per capirla meglio – e ci mette davanti una realtà che non prendiamo mai in considerazione. La fragilità che possiede, il dolore che prova e un vissuto che non sempre può decidere in autonomia.
E non dimentichiamoci dei ragazzi. Inseriti come personaggi secondari, passano in prima linea nel palcoscenico immaginario, si prendono il loro spazio e non si può non tifare anche per loro.
Ogni volta arrivo alla fine e mi dico che quello che ho letto è il libro migliore scritto da Anna Zarlenga e ogni volta, con il successivo, lei si supera.
Con questo romanzo avrete costantemente il sorriso sulle labbra e gli occhi a cuoricino. Qualche volta vi uscirà l’Hulk interiore, ma per la maggior parte del tempo non farete altro che tifare per il prof e l’attrice e per i ragazzi della quinta del Luigi Pulci.
Romantica, spumeggiante, attraente, questa storia è un concentrato di bellezza.
Leggete Odio più odio uguale amore e non ve ne pentirete!
Ps: Io ora mi sento orfana e non posso aspettare la programmazione Newton per leggerti ancora.
Nota quanto sono stata brava: non ti ho stressata, non mi sono presentata sotto casa tua; in cambio vorrei solo poter accedere al tuo PC, perché io lo so che stai lavorando a qualcos’altro di magico.
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