
Mi chiamo Damiano Caporale e nella vita ho collezionato una serie infinita di ostacoli da superare.
Sia chiaro, la mia vita mi piace: ho un lavoro che amo, degli amici che adoro e un tetto sulla testa.
Non posso lamentarmi.
Ma l’amore? Beh, quello non fa più per me da tempo.
Però, da quando mi sono scontrato con Agua, un tipo tutto pepe che è entrato nella mia vita all’improvviso, la mia armatura ha iniziato a sgretolarsi. Lui mi tenta, mi lusinga, mi fa perdere letteralmente la testa.
Se solo potessi permettermelo.
Se solo il diavoletto tentatore non avesse vent’anni.
Se solo io non ne avessi un bel po’ di più.
Spin-off autoconclusivo del Il Dono.
*** SI PUÒ LEGGERE SEPARATAMENTE ***

Se avete letto “Il Dono” (qui la trama) avete aspettato la storia di Damiano, e siete state partecipi del suo dolore e del suo annientamento come uomo.

Damiano ha perso il suo uomo in un incedente stradale in cui lui era il guidatore, e la sua amica Cassandra, protagonista de “Il Dono”, ha perso la memoria. Schiacciato dalla perdita e dal senso di colpa Damiano si isola e va a lavorare in un allevamento di cavalli, lontano da tutto e tutti. Il dolore e il lutto non elaborato mantengono vivo l’amore per il suo compagno, l’unico che è stato capace di fargli vivere la speranza di un futuro, di una vita di coppia stabile, la possibilità di essere una famiglia. Damiano vive ancora con lui.
Per una frazione di secondo, in quell’attimo fuggente che si trova tra il sonno e la veglia, ho vissuto come un fatto ovvio la certezza di essere morto e cullato tra le braccia eterne del mio amore perduto. Quando mi sono svegliato al mattino, però, Michele era sparito. Il letto era freddo e vuoto, e io ero ancora vivo.
Abbandonato a questo mondo di solitudine con l’unica compagnia dei suoi cavalli, Dam pare trovare un po’ di serenità quando con loro ispeziona la tenuta, riuscendo a ritrovare se stesso e un po’ di quiete perso nei suoi pensieri.
Durante una di queste cavalcate incontra Agua, giovanissimo ballerino cubano dal fisico sensuale, che fin dal primo incontro riesce a provocare in Dam sensazioni che sembravano scomparse.
Si lecca le labbra, in un modo innocente ma sensuale. Il cuore mi batte talmente forte che le orecchie mi fischiano. Mi guarda in un modo che…non so descrivere a parole. Si avvicina a me e mi sorride. Il suo petto nudo mi manda in ebollizione le viscere. Come può essere così sexy e innocente allo stesso tempo?
Eccolo il reale problema: per quanto mente e fisico abbiano impulsi e desideri, cercando di tornare alla vita, la volontà di Damiano ha creato un muro intorno al mondo esterno, non solo, la differenza di età tra lui e l’unico uomo che da cinque anni è riuscito a scuoterlo lo blocca totalmente.
Spaventato da se stesso Damiano rafforzerà il suo muro, cercherà di evitare Agua a qualunque costo ma non ha fatto i conti con la volontà del ragazzo.
Nonostante la giovane età Agua ha alle spalle una vita che lo ha rafforzato, ha una volontà di ferro, sa raggiungere i propri obiettivi e in questo momento il suo obiettivo è Damiano…
Una storia ricca di emozioni, che vive momenti di passione e amore alternati a momenti di dolore. Ogni pagina ci racconta del percorso, della rinascita di un uomo che si era annientato, che aveva ucciso il suo cuore, e di un ragazzo pronto a farlo rivivere con la forza della vita.
Irene Catocci immersa nella maremma toscana ci fa respirare le sensazioni della natura stessa che fa da comprimaria nella storia d’amore.
I personaggi vivono fuori dalle pagine ricchi di empatia, la forza di Agua, la sua impulsività, il suo istinto brillano di luce, una luce che sarà più forte del buio.
Una bella storia da leggere tutta d’un fiato.


Recensione:

Editing:

x
x







Commenti
Nessun commento ancora.