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Italia, Romagna, 1456. È un periodo violento, d’acciaio come le armature dei cavalieri e affilato come le loro armi. Catturata come bottino di guerra dal suo peggior nemico, Beatrice di Sassoburgo Manfredi lotta con tutte le forze per resistere a Jacopo di Montelupo. Perché le corde possono legare i polsi. Possono legare le caviglie. Non potranno mai, però, legare l’anima.

Lo spiazzo davanti alla torre era pieno di soldati. Tanti, forse un centinaio, forse di più. Confluiti lì per assistere… a cosa? A una violenza, come quella che Montelupo le aveva quasi usato al momento della cattura? A una… esecuzione? Arretrò ancora, fino a sbattere con la schiena contro i soldati che l’avevano trascinata lì. E Jacopo fu davanti a lei.
Un libro che fa saltare sulla sedia, che toglie il respiro, che costringe il lettore a fermarsi per prendere fiato, posare il libro e aspettare, nel tentativo di calmare le emozioni, per poi riprendere subito perché non si può non sapere.
Torna Ann Owen, conosciuta con il potentissimo dark romance storico “Schiava per vendetta”. In questo romanzo, anch’esso un dark, i toni dark della relazione forse sono meno eccessivi (e più comprensibili) che nel precedente romanzo, ma la narrazione non è per questo meno travolgente.
Jacopo la tenne premuta giù con la mano, e la seta del cuscino era vellutata contro la sua guancia; con la lingua, il nemico assaporò il suo pianto.
Dietro al comportamento di Montelupo c’è una fitta rete di eventi e intrighi che vengono svelati a poco a poco, che costruiscono una trama solida e coinvolgente in cui le apparenze ingannano, in cui la verità non è così facile da scoprire.
Sullo sfondo, una realtà storica verosimile, in cui la donna deve subire il matrimonio combinato, in cui gli interessi politici ed economici della famiglia passano sopra a qualsiasi cosa, in cui la giustizia deve essere amministrata con il pugno di ferro.
Bei personaggi ci presenta l’autrice, come sempre, non solo Jacopo e Beatrice. Conosciamo anche una meravigliosa Guercia, la fantesca che si occupa di Beatrice, personaggio talmente vivido da quasi surclassare i protagonisti, una donna forte, anche nella sua modesta posizione, che non si fa intimidire dai soldati o dallo stesso Montelupo. O ancora osserviamo i soldati, il marito di Beatrice, e persino il cane e li sentiamo vivi, presenti, non sullo sfondo.
Non posso parlarvi molto dei protagonisti senza svelare troppo della trama, ma credo che li amerete, per quello che sono, per il percorso che fanno, perché non sono solo vittima e carnefice, ma soprattutto due persone travolte da eventi che li pongono davanti a scelte inaspettate e attratti uno dall’altro in modo viscerale. Le numerose scene erotiche sono di grande effetto e non lasciano indifferenti, ma nel frattempo entriamo nelle loro menti, li conosciamo, ne conosciamo di dubbi, le luci e le ombre. Montelupo è anche signore a suo modo giusto, Beatrice donna di ideali e disposta al sacrificio per mantenere la sua parola.
Li picchieresti entrambi in più punti per la loro testardaggine perché tu, lettore, hai capito… e che cavolo, ti arrabbi!
Insomma da leggere, perché non solo la storia come già detto è ben costruita, ma Ann Owen ha uno stile incantevole ed elegante, perfetto per gli storici e le sue scene erotiche sono difficili da dimenticare. Non dimenticatevi però che con la Owen non è tutto rose e fiori… (ma è pur sempre un romance).



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