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C’era una volta una ragazza, povera e bellissima, che aveva un unico desiderio: entrare a far parte dell’élite.
Sabrina è una giovane brillante, ma di origini modeste. Appena giunta ad Harvard, grazie a una borsa di studio, non può fare a meno di restare ammaliata dal fascino dorato dell’élite d’America e dal suo rampollo, il carismatico e spensierato donnaiolo Weston King.
Le insidie di quel mondo esclusivo sono più oscure di quanto Sabrina riesca a immaginare e a salvarla dal suo destino sarà l’enigmatico e tenebroso Donovan Kincaid, amico di Weston. Ma l’affascinante Donovan non è un cavaliere in armatura scintillante e, nonostante la chimica bruciante che lo unisce alla innocente Sabrina, non esita a schiacciarla e a spezzarle il cuore. Il sogno dorato di Sabrina all’improvviso si infrange, e quel mondo irraggiungibile diventa solo un ricordo lontano.
Dieci anni dopo, Sabrina è una pubblicitaria affermata quando dal suo passato riemerge Weston King, l’uomo che lei ha idealizzato, insieme a un’offerta di lavoro irrinunciabile. Ma il suo segreto più torbido e la sua fantasia più proibita, la figura cupa e diabolica che popola i suoi sogni, è Donovan Kincaid, che lei aveva giurato di non rivedere mai più.
Sabrina viene riammessa nel mondo di lusso e privilegi dei due uomini tanto ricchi quanto pericolosi, e rincomincia una partita che in realtà non si era mai conclusa, in un gioco di passione, controllo, gelosia e potere messo in moto dieci anni prima.
Come un’ombra, Donovan non è mai veramente uscito dalla vita di Sabrina, e torna prepotente a ossessionarla, sconvolgerla, sedurla, per poi cercare di respingerla e di tenerla lontano con ogni mezzo dal mondo di cui non vuole che faccia parte.
Ma ora Sabrina è una donna adulta, che conosce le regole che vigono nell’Élite e non si lascerà spezzare… neanche dall’amore.

Ero in dubbio se iniziare questa dilogia, non essendo sicura fosse il mio genere ho preferito aspettare a leggerlo. Poi una mia cara amica oltre a consigliarmi questa dilogia me l’ha anche regalata per il mio compleanno – grazie Chiara – e così smaltiti un po’ di arretrati mi sono decisa ad iniziarne la lettura. E devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
La storia narrata è un retelling del famoso film “Sabrina” con Audrey Hepburn e Humprey Bogart, (per la cronaca il mio film preferito), ma devo dire che delle atmosfere romantiche da “La vie en rose” del del film non c’è traccia. La storia che la Paige ci racconta è del tutto diversa, meno romantica e più dark, i personaggi sono moderni e ben caratterizzati, ma non sono i soliti protagonisti perfetti e luminosi, entrambi sono luce ed ombra a volte prevale una a volte (spesso) l’altra.
Sabrina è una giovane donna, ambiziosa che si è costruita da sola, intelligentissima tanto da vincere una borsa di studio per la prestigiosa università di Harvard, dove entra in contatto con gli eredi delle famiglie più ricche, ma dove soprattutto farà la conoscenza di due ricchi rampolli, l’esuberante Weston ed il più tenebroso Donovan. Ma la sua parentesi ad Harvard è destinata a durare poco, costretta dalle circostanze torna a casa, non rinuncia però allo studio e riesce ad affermarsi come pubblicitaria. Proprio il lavoro la riporta, dieci anni dopo la sua breve permanenza ad Harvard, ad incrociare nuovamente la strada di Weston e Donovan. Ammetto che ho fatto un po’ di fatica con il suo personaggio, a volte l’ho trovata un troppo succube dell’attrazione verso Donovan. Sabrina è molto confusa ed ha difficoltà ad accettarsi totalmente, è molto combattuta tra i suoi due lati e cerca di soffocare il suo lato meno convenzionale. Per questo suo cercare di essere quello che la società si aspetta, inizialmente si invaghirà di Weston. Lui incarna, il bravo ragazzo, quello “normale” e quindi lo vede come un’ancora che può impedirle di cedere al suoi desideri più oscuri, desideri che al contrario in presenza di Donovan fa sempre più fatica a soffocare. Perchè lui è e può darle tutto quello che lei non dovrebbe volere e che non dovrebbe cercare, ma di cui invece ha necessità per sentirsi viva e completa.
La conoscenza elimina la paura. Se avessi capito Donovan, avrei perso il timore che fin dall’inizio mi aveva attratto verso di lui?
Conoscevo già la risposta, ed era spaventosa da affrontare quasi quanto la domanda. Perché tra i pensieri banali, se ne intrecciavano altri, più vaghi nella forma e più pesanti nella sostanza.
Donovan è tenebroso, misterioso lui non chiede, lui ordina. Ha un magnetismo naturale, non dovuto alla posizione che occupa o ai soldi. Ma è anche un uomo solo, tanto è rigido con gli altri tanto di più lo è con se stesso, una tragedia nel passato lo ha colpito talmente tanto da indurlo a tenere sotto chiave i suoi sentimenti. In apparenza è freddo, glaciale e controllato, ma sotto lo strato di ghiaccio ci sono correnti che si muovono in modo vorticoso. Con Sabrina fatica sempre più a mantenere la distanza emotiva, incontro dopo incontro le distanze si riducono sempre più, lei lo comprende ma soprattutto lo completa. Loro due sono come i pezzi di un puzzle, insieme danno vita ad un qualcosa di unico, talmente unico da spaventarli.
«Non avrei voluto accorgermi di te» disse così piano che fu quasi un sussurro. «E ora non so come smettere».
Il rapporto tra i due protagonisti è primitivo, a tratti brutale ma senza mai sfociare in abusi, nonostante non sia un rapporto convenzionale è quanto bramano i due protagonisti. Solo quando sono in compagnia l’uno dell’altra riescono a lasciarsi andare completamente, perché quando sono assieme si sentono talmente a proprio agio da lasciare che i loro veri bisogni emergano, e sanno che il partner condivide e non giudica.
Non ero pronto a lasciarla. Non lo sarei mai stato. Ma sapevo cosa dovevo fare. Buttai giù lo scotch tutto in un sorso e ordinai al pilota: «Andiamo».
Weston, che in realtà potrebbe sembrare il terzo incomodo e quindi un personaggio inutile, è in realtà fondamentale, e non solo ai fini della storia ma anche per il suo ruolo di tramite e cuscinetto tra Sabrina e Donovan. E’ forse l’unico personaggio positivo, nonostante non sia un santo è quello che meglio si avvicina alla normalità a cui inizialmente aspira Sabrina.
Il libro è ben scritto, l’ho letto, anzi l’ho divorato in poco tempo, mi piace lo stile della Paige e devo ammettere che mi piace anche questa versione più cupa e sensuale di Sabrina, e pur non condividendo certe scelte e comportamenti non mi ha rovinato la lettura. Io non sono una grande sostenitrice dei retelling, per me l’originale è quasi sempre meglio, ma devo ammettere che qui l’autrice ha fatto un bel lavoro, ha mantenuto le basi ma ha spaziato in direzioni diverse e nuove creando storia e personaggi che funzionano.
Se siete amanti del romance puro, quello pieno di dolcezza questo libro non fa per voi, ma se ogni tanto anche a voi – come alla sottoscritta – piace fare un tuffo in acque più scure allora credo che questo libro potrebbe riservarvi qualche piacevole sorpresa.



Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Come sono contenta che ti sia piaciuto! Che bella recensione
Grazie Chiara sei davvero gentile, grazie per avermelo consigliato ma soprattutto per avermelo regalato..