
“Ho imparato a non accontentarmi e, se dovessi cadere, semplicemente mi rialzerò. La vita non va sprecata a fissare un pavimento.”
Maya ha giurato a se stessa che sarebbe stata libera.
Nessun limite, nessun legame.
Una vita senza rimpianti e alle sue condizioni.
Almeno fino a quando gli occhi di uno sconosciuto non la riportano al passato, scavandole dentro e facendole provare emozioni che non sentiva da tempo.
Lui la attrae. La confonde. E Maya lo desidera intensamente.
“I capelli neri gli ricadono sugli occhi, che vorrei liberare per scrutare al loro interno e riempirmi dell’emozione che mi provocano: quella di risentire al mio fianco un amico perso.”
Ma dal passato riaffiora anche una minaccia.
Braccata, Maya compirà scelte destinate a cambiarle il corso della vita e che la condurranno in un viaggio verso una meta ignota.
Lui è enigmatico, scostante, pericoloso.
Lei non poteva saperlo, ma era già sua.

Sapete cosa amo in un libro? Soprattutto in un dark romance? Quando un’autrice osa, segue il proprio istinto e scrive una storia così forte, così di impatto, da piantarsi nello stomaco. In quei casi è davvero difficile dimenticare un romanzo, è difficile dimenticare il disagio, l’ansia, persino il disgusto provato. L’amore, quello puro che ti porta a fare pazzie. L’odio, quello corrosivo, che ti porta a essere quello che hai sempre cercato di non diventare.
Le ombre del cigno è un libro che non ho letto in un giorno, non come è mio solito con i libri di Mary Lin. Perché mi ha catapultato in un mondo fatto di violenze, di scontri, di malvagità, di un amore troppo profondo da poter affrontare con leggerezza. Mi ha fatto provare un turbinio di emozioni difficili da digerire tutte in una volta, e quando arrivi alla fine quasi emetti un sospiro di sollievo.
Quasi.
«Ti odio» mormoro, e fa male.
Fa male perché non è vero. Fa male perché vorrei poterlo odiare, odiare chi è diventato, ma per lui sento solo un enorme, immenso mare di sentimenti brillanti e vivi e spaventosi, che mi confondono. «Ti odio» ripeto al volto rigido di collera.
«Davvero?» Ancora una stoccata, la stretta più forte intorno ai miei polsi.
«Siamo in due, allora.»
Sapete qual è la cosa straordinaria? Quando un libro, nonostante la violenza, nonostante scene così forti da farti stare male, ti si pianta nel cuore oltre che nello stomaco, e non ti lascia più andare. Ti tormenta, ti fa sorridere, sospirare, ancora arrabbiare quando ripensi a certi avvenimenti.
E tutto questo dà un valore ancor più grande a un romanzo di per sé già straordinario per la coerenza, per la narrazione profonda, per i personaggi contorti e ben costruiti, per l’alone di mistero che senti fino alla fine.
Le ombre del cigno è un romanzo che non va spiegato, perché è tutto da scoprire. Posso però presentarvi Maya, una ragazza forte, coraggiosa, combattiva, che prende la vita come viene perché ormai ha perso tutto.
Ha perso il suo migliore amico, ha perso la sua famiglia, ha perso quel mondo fatato e protettivo in cui viveva.
Vive allo sbaraglio, non avendo nient’altro da perdere, da preservare. Per questo motivo, per quanto Maya sia un personaggio che, anche se ho compreso, non ho amato fino in fondo, non posso criticarla, non posso giudicarla. Lei è fatta così, le sue scelte sono frutto del suo vissuto, e quel vissuto non posso comprenderlo ma accettarlo, accettando poi lei. I suoi sbagli, i suoi errori madornali che la portano in un mondo che credeva di aver perso per sempre.
Un mondo fatto di occhi chiari, familiari. Di uno sguardo profondo, che la devasta, la porta in un passato che cerca di tenere alla larga.
La porta tra braccia distruttive e riparatrici.
La porta in un vortice di amore e odio, amore e tormento, amore e oscurità, violenza e perdono.
Redenzione.
«Mi terrorizzi perché sei dentro di me così in profondità che, se dovessi perderti, il vuoto che lasceresti mi ucciderebbe.»
Quegli occhi chiari, quelle braccia che la distruggono e ricompongono, porteranno a galla sensi di colpa, tormenti, e amore. Un amore così vero e profondo da risultare devastante.
E quell’amore le farà del male, ma le permetterà di guarire.
E, credetemi, niente sarà semplice. Assolutamente niente. E questo niente vi farà vivere con il fiato sospeso, vi farà provare ansia, tormento, vi farà disperare come non mai. Vi farà battere forte il cuore e vi farà impazzire.
Sorride, e tutto sembra che ritorni al proprio posto. Il mondo sul suo asse. Le stelle nel cielo. Il mio cuore nel petto.
Perché in questo mondo distruttivo non ci sarà solo amore, e non ci saranno solo Maya e l’uomo dagli occhi chiari, no, ci saranno nemici, amici, battaglie all’ultimo sangue. Vendette, riparazione dei conti.
Ci sarà di tutto e di più, mantenendo alta l’attenzione, facendo morire il lettore a causa della suspense e del mistero.
Ed è per questo che Le ombre del cigno merita un voto pieno, per il dolore e la gioia. E per quanto detto così possa sembrare tutto semplice, quel dolore e quella gioia sono più complessi di quanto si possa immaginare.
E per poterli comprendere dovete solo leggere questo romanzo, godervelo fino alla fine, aprire la mente e vivere per un po’ insieme a Maya e al suo senso di colpa, al suo amore, alla sua guerra personale.
E alla fine, credetemi, ne varrà la pena.
P.S : vogliamo parlare del titolo del romanzo? Della copertina?
Tutto. Dannatamente. Perfetto.
Non posso dire altro.



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