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Banks non è una ragazza come le altre. È seria, controllata e preferisce di gran lunga starsene da sola, vestita da maschiaccio, piuttosto che parlare con la gente. Vive tra le ombre della città che si allungano intorno al Pope, un hotel abbandonato e oscuro, circondato dal mistero. Un mistero che qualcuno proveniente dal suo passato vuole conoscere, anche a costo di minacciarla. Anche a costo di spingerla al limite. Kai è uscito di prigione e deve fare i conti con tutti i suoi demoni, con tutti i suoi fantasmi. E così si ritrova faccia a faccia con Banks. In tutti gli anni trascorsi in prigione, Kai deve ammettere di non avere mai smesso di pensare a lei. Il nuovo incontro tra i due non scatena delle scintille, ma un vero e proprio incendio. Entrambi hanno dei segreti. E nessuno di loro è disposto a condividerli tanto facilmente.

Mille ragioni per odiarti segna finalmente il ritorno dei quattro Cavalieri. Chi ha letto il primo volume della serie Devil’s night della Douglas, sa benissimo di chi sto parlando.
Michael, Kai, Will e Damon. Quattro ragazzi che, proprio durante la Notte del Diavolo, indossano delle maschere per dare libero sfogo alla loro parte oscura e divertirsi senza limiti.
Protagonisti di questo volume sono Banks e Kai, e i capitoli che lo compongono ci raccontano la storia presente e quella passata, così da farci scoprire pian piano come si sono conosciuti e hanno iniziato a desiderarsi.
Ciò che li ha uniti è stato un confessionale, i segreti condivisi e il piacere della caccia. Entrambi scappano, si rincorrono e aumentano il piacere che scorre tra di loro. Palpabile alle prime frasi che si sono rivolti e anche al primo sguardo, nonostante Banks si nasconda dietro a vestiti da maschiaccio. Kai riesce a vederla oltre quegli strati, perché forte, determinata e cocciuta. Anche misteriosa, fin troppo.
Dopo sei anni da quell’incontro che li ha segnati, entrambi sono cambiati. Kai appare più controllato, freddo, distante, e Banks ancora più cocciuta e forte, e anche lei fredda.
Kai è segnato dagli anni trascorsi in prigione, da quello che ha dovuto fare per sopravvivere, con la consapevolezza di essere una delusione per i suoi genitori, soprattutto per suo padre. Per questo fa di tutto per cercare di andare avanti con le sue sole forze, facendo i conti con se stesso e il peso dei peccati.
Anche Banks è segnata dagli anni trascorsi, perché ha dovuto lottare con tutta se stessa per far sì che gli uomini le portassero rispetto. Le è stato insegnato che le donne sono solo degli oggetti, che gli uomini fanno di tutto per prendersele e poi abbandonarle. E lei che non ha nulla non potrà mai contare qualcosa per nessuno di loro.
«Credi che non sia abituata al modo in cui mi guarda questa gente? Gli uomini credono che, se mi rendessero più carina, mi farebbero una sorta di favore; le donne ridono sotto i baffi. È tutta la vita che mi capita. Non me ne frega niente di quello che vedono quando mi guardano. Il tuo mondo è vuoto e non può insegnarmi nulla.»
Ma, ovviamente, ritrovarsi cambierà tutto. Kai e Banks potranno lottare contro se stessi, contro gli altri, potranno cercare di fare di tutto per restare lontani, eppure ritorneranno a stare insieme. Perché, anche se ci sono più di mille motivi per odiarsi l’un l’altro, ce ne sono altrettanti che li portano a stare insieme.
«Mi rendi determinato. Mi rendi affamato, ardente; mi fai venire voglia di fermare il tempo e non di viverlo a tutta velocità. È te che cerco quando entro dalla porta la mattina. Non lei. Te.»
Ogni libro della Douglas è una novità. Sempre con il suo stile formidabile, che ti entra dentro con forza tanto da dover fermare la lettura per poter elaborare quello che sta accadendo, sa creare storie tutte diverse tra di loro. Questo volume è un suspense, la verità verrà svelata pian piano e vi terrà con il fiato sospeso.
Unica nota negativa, che spesso mi ha reso pesante la lettura, è che ho trovato il romanzo abbastanza ripetitivo. Banks e Kai fanno emozionare soprattutto in determinate scene, eppure non ho sentito il loro massimo. A causa delle ripetizioni e del fatto che, protagonista assoluto, è in realtà Damon Torrance. Tutto sembra accadere per lui e a causa sua, come se questo capitolo della serie fosse una grande introduzione alla sua storia. Nonostante ci sia un motivo fondamentale per cui lui sia sempre presente anche se effettivamente assente, a mio parere il suo personaggio non ha permesso a Kai e Banks di venire totalmente alla luce.
Forse, questo volume rispetto al primo non mi ha conquistato totalmente anche a causa delle tante cose che accadono. Se Michael e Rika mi sono entrati subito nel cuore perché la storia è maggiormente incentrata su di loro, qui si dà molto spazio anche ad altro. Molto altro. Eppure al termine della lettura mi rendo conto che questo non può influire totalmente sul giudizio del libro. Perché ben scritto (anche se con la presenza di qualche refuso), e perché è effettivamente una storia che ha del potenziale, che non posso non tenere in conto forse solo perché mi aspettavo qualcosa più di impatto, perché attendevo un libro molto più dark. Qui, invece, nonostante ci siano tematiche dark, ci si mantiene sempre sui toni di un suspense e Kai non è per niente il cattivo ragazzo che magari qualcuno si aspettava. Ha il suo lato oscuro, sì, ma è un galantuomo.
Ammetto però che, fin dai primi capitoli, e soprattutto quando sono arrivata alla fine, il mio desiderio di leggere il libro su Damon è aumentato a dismisura. Sono certa che la Douglas saprà stupire ancor di più, e questa volta credo con una vena dark molto marcata.
«Quando non hai niente, non hai niente da perdere.»


Recensione a cura di:

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