Buondì, Feelers!
Oggi vi presentiamo la terza tappa del Blog Tour dedicato al romanzo “In tempesta” di Helena Hollick, in uscita il prossimo 12 febbraio!
Venite a leggere l’intervista al governatore Woodes Rogers e a conoscere qualcosa di più su questo personaggio, ma prima… godetevi l’estratto!
“Ah, Acorne! Vieni dentro, vieni! Prendi un bicchiere di brandy con noi? Ah, ah!” Rogers era in piedi, facendo vivacemente cenno a Jesamiah di entrare; le sue guance erano arrossate dall’eccesso di buon cibo, bevande forti e dal calore fumoso della sala da pranzo del primo piano. Altri tre uomini erano accomodati attorno al tavolo, altre sedie precedentemente occupate dalle signore erano ora vuote, il tavolo era coperto dai resti di un’ottima cena.
“Siedi, siedi! Trovati una sedia. È una notte da folli, eh, ragazzo? Ah, ah!” Il governatore, con la sua irritante abitudine di aggiungere una risata sbottata alla fine di ogni frase, senza ragione, versò una generosa quantità di ottimo brandy francese a Jesamiah, cercando di celare un ovvio disagio con la propria affabilità. Uno degli uomini al tavolo era Stefan van Overstratten. Proprio come Jesamiah si era aspettato.
Scegliendo deliberatamente la sedia di fronte all’olandese, Jesamiah accennò un saluto all’amico Capitan Henry Jennings, e al rispettato Benjamin Hornigold, entrambi più anziani, entrambi una volta pirati. Entrambi, proprio come Rogers, insistevano di essere stati solamente corsari, seppure la differenza tra un corsaro e un pirata non fosse che una linea sottile; uno attaccava le navi nemiche nei tempi di guerra dichiarata con la consapevolezza e il consenso di un governo, all’altro invece non importava una vela stracciata di chi bombardasse, né quando.
Il brandy era di buona qualità – probabilmente di contrabbando. Jesamiah ne bevve un sorso, poi rifiutò un sigaro che gli venne offerto da Jennings e del tabacco da pipa da Hornigold.
“Vi ringrazio, signori, ma non fumo. Ne ho avuto abbastanza del tabacco quando ero bambino. Quando cresci in miseria in una piantagione di tabacco, tendi a non voler avere niente a che fare con quell’erbaccia malvagia nemmeno da adulto.”
“A meno che non si tratti di rubarlo e foderarti le tasche con il profitto duramente guadagnato di un altro uomo.” Van Overstratten sollevò il decanter del brandy, versandosene poi una gran quantità. Sia lui che Jesamiah avevano di proposito evitato di salutarsi.
“Ci sono alcuni che rubano ben più dai profitti di quanto un pirata riuscirebbe mai a requisire,” commentò Jesamiah. “I governi, di ogni nazione, hanno le dita bruciate di polvere da sparo, per quanto riguarda la tassazione del popolo e le percentuali sul commercio.”
Hornigold, un uomo vicino alla sessantina che, come il Governatore Rogers, portava una parrucca di boccoli grigi lunga sino alle spalle, si tolse la pipa dalla bocca e rise fragorosamente. “Aye, ci hai preso, ragazzo! Scommetto che troveremmo più uomini disonesti in parlamento di quanti non ce ne siano nelle prigioni di Newgate, a Londra!”
[…]
“Prova il formaggio di capra, ragazzo, ha la giusta miscela di erbe. Il mio cuoco lo prepara lui stesso; brav’uomo. Nero come il carbone, ovviamente, vincolato al mio servizio. Non è uno schiavo, però. Non mi fido degli schiavi in cucina, non puoi star certo che quelle bestiacce non vadano a infilare qualcosa di disgustoso nella tua zuppa, eh? Ah, ah!” Rogers non era affatto cambiato negli anni trascorsi da quando Jesamiah l’aveva visto la prima volta. Un uomo supponente e opulento, che godeva del suono della propria voce; ma era un uomo di buone intenzioni, e c’erano voci – specialmente in Inghilterra – che sostenevano che preferisse offrire un tocco gentile anche lì dove solo qualche frustata avrebbe portato ai risultati desiderati.
Aveva ragione sul formaggio.
Il Codice dei Pirati, Il secondo viaggio di Capitan Jesamiah Acorne
Helen Hollick
L’intervista
Con permesso, Governatore. Potete riceverci?
Eh? Che hai detto? Alza la voce, che sono un po’ sordo – sono i cannoni, sai, ti rovinano le orecchie quelli, ah, ah! Vieni, vieni nel mio studio. Posso offrirti un bicchiere di vino? Il miglior Madeira di sempre, sai. Siedi, siedi! Mettiti comodo. Non posso mica stare in piedi a lungo, ho la gotta, sai. Mi tortura insieme alle ferite che mi sono beccato in battaglia con gli spagnoli. E adesso, adesso dimmi, cos’è che cerchi, eh?
Potete presentarvi ai nostri lettori?
Cosa? [si acciglia] Presentarmi? Io sono Capitan Woodes Rogers, Governatore delle Bahamas, con base qui a Nassau. Il mio lavoro è liberare questi mari dai pirati, e proteggere queste terre dagli spagnoli – entrambi dei gran lavori, a dirti la verità!
C’è qualcuno che dice fossi un pirata quand’ero più giovane – ma non è così, sai. Ho navigato come corsaro con piena autorità garantitami da Sua Maestà, la Regina Anna, che riposi in grazia di Dio, per combattere contro gli spagnoli, contro cui gli inglesi erano in guerra. E ho anche avuto successo – ho navigato tutto intorno al mondo, ho navigato, anche se mi sono beccato delle gran belle ferite. Nay, nay, non sono mai stato un pirata, non ho mai attaccato navi inglesi, solo le spagnole. Ma immagino che quegli spagnoli dicano di me che sono un pirata, eh? Ah, ah!
Sappiamo che avete un rapporto piuttosto amichevole con Capitan Jesamiah Acorne. Cosa potete dirci di lui?
[si acciglia nuovamente] Mhm, non sono certo si possa definire ‘amichevole’. È un po’ una canaglia, sai. Non posso certo dire che mi fiderei di lui tanto più di quanto non possa lanciare un cannone! Ma mi è stato utile, molto utile, e spero che continuerà a essermi utile in futuro. Vedi, devo mettere fine alla pirateria, e qual è il modo migliore di farlo? Mandare un pirata a caccia di un pirata! Sebbene il nostro Capitan Acorne abbia bisogno di un po’ di persuasione per fare ciò che chiedo. Penso che ‘ricatto’ sia il termine più comune! Ma comunque non mi fiderei di quella canaglia, no signore, non mi fiderei.
A noi è sembrato che Capitan Acorne avesse un piccolo problema con l’autorità. Pensate che l’amnistia offerta aiuterà a fare di lui un uomo onesto?
[risata] Mai in tutta la vita! Una volta canaglia, canaglia per sempre. Sebbene debba ammetterti (ma non dirgli mai una cosa del genere!) che sia un uomo onesto, sotto sotto. Ha un certo senso dell’onore – o non nei confronti del Re, dell’Inghilterra o persino di me, ma verso la sua nave e il suo orgoglio. È probabilmente uno dei migliori uomini di mare che conosco, uno dei migliori, e io conosco un sacco di uomini di mare, sai! E lo ammetto qui, e un gran brav’uomo da avere al tuo fianco in battaglia – se mai vorrai qualcuno che ti guardi le spalle, prenditi Acorne. Probabilmente dovrai minacciarlo o pagarlo uno scrigno pieno d’oro per farlo, eh! Il ragazzo è una canaglia, una gran canaglia. Mi ricorda me stesso quando avevo la sua età, ah, ah!
Cosa vi ha spinto a una mossa così drastica e probabilmente malvista dai suoi contemporanei – ovvero l’offrire un perdono a ogni pirata volesse usufruirne?
Aveva senso per me, e hai ragione, ci è voluto un sacco per persuadere quei pomposi testardi del Parlamento britannico a vederla a modo mio. Troppi di loro sono mercanti, naturalmente, che hanno perso una fortuna a causa dei pirati. Ma qual è l’alternativa? Mandare la Marina a combatterli? Non farmi ridere! Quegli inutili cialtroni della Royal Navy non riuscirebbero nemmeno a uscire da una vasca da bagno, figuriamoci a combattere nei Caraibi! Non ci sono abbastanza navi, non abbastanza uomini disciplinati e ben addestrati, non abbastanza capitani e ufficiali con esperienza. No, no, il modo migliore rimane l’amnistia. La maggioranza dei pirati ne avevano avuto abbastanza in ogni caso, pochi di loro hanno visto la fortuna che si erano aspettati – l’eccitazione della novità, vedi, stava scemando ormai. Quando sono arrivato a Nassau mi hanno accolto a braccia aperte – un perdono gratuito, una possibilità di vivere anziché di venire impiccati. Più di duemila di loro hanno firmato il mio libro, sai. O, ci sono stati alcuni come Barbanera, Charles Vane e Jack Rackham che hanno preferito sfidarmi, ma io avrò la meglio su di loro. Li vedrai impiccati, segnati le mie parole.
Ancora una domanda: che ruolo pensate di ricoprire nella storia di cui Jesamiah Acorne è il protagonista?
[ridacchia] Il ruolo di mantenere quella canaglia sulla retta via, direi! Per quanto abbia firmato il mio libro, il ragazzo attira guai – aye, e non sempre dagli spagnoli o da altri pirati! Troppo deliziato dalle fanciulle, quel ragazzo, e tutti noi sappiamo quanti guai una donna offesa possa portare, non è vero? Nay, meglio tenere d’occhio il ragazzo – mi è troppo utile, vedi. Ho ancora bisogno che lui porti a termine un paio dei miei piani…
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