
Malcolm Hill è il temporale.
Porta il caos nella mia università, nella mia squadra, nella mia vita.
È la stella dei Chicago Thunderstorms, e ha sempre i riflettori puntati addosso.
Lo odio.
Perché mi sta rovinando l’esistenza.
Perché non crede in me e nella mia squadra e mi tratta come una bambina.
Perché è troppo attraente e mi distrae.
Mi fa desiderare di infilarmi nel suo letto.
Mi fa pensare che tutte le regole, alla fine, vanno infrante.
Ma sarebbe molto stupido.
Io ho diciannove anni.
Lui ventotto.
Io sono solo una studentessa.
Lui è Hot Stuff. Fama, soldi e sesso sono la sua routine.
Io sono il capitano della squadra femminile di basket.
E Malcolm è il mio nuovo coach.

Non ho letto questo libro per recensirlo.
Ho acquistato “Hot Suff” perché ero curiosa da molto di leggere qualcosa di Ava Lohan, ma i suoi altri lavori non erano nelle mie corde di lettrice. Invece, lo sport romance si adatta completamente ai miei gusti e, di fatto, non ho saputo resistere.
Non ho letto questo libro per recensirlo, ma quando vieni rapita da un libro per una giornata intera e fai quasi oltre le due di notte per finirlo, allora qualche riga quel libro la merita.
Partiamo da quello che sapevo di trovare: seguo Ava sui social da un po’, l’ho vista al Rare lo scorso anno e, nella mia testa, ho la percezione di un personaggio creato sopra le righe e ostentato per dare volto e forma a uno pseudonimo che ha generato da subito un interesse pazzesco. Quindi, sapevo di trovare un libro “esagerato”, con alcuni aspetti probabilmente esasperati. Questo è il motivo per cui non mi sono stupita del linguaggio spinto, esagerato, a tratti quasi volgare, di alcune parti di questo lavoro. Così come non mi sono preoccupata di avere nel kindle seicentocinquantanove pagine di sport romance che, lasciatemelo dire, sono un numero pazzesco. Per tutto il resto, invece, sono partita prevenuta…
Parliamo allora di quello che non sapevo di trovare: una scrittura interessante, una penna pulita, lucida, una trama che regge e dei personaggi maledettamente buoni.
Samara Stone e Malcom Hill mi hanno conquistata dal primo istante.
«Dov’è finito il signor Brown?» tuono. Le Warriors mi guardano, lui si gira con una lentezza calcolata. E nell’istante in cui lo fa, e i nostri sguardi si incontrano, un calore si propaga dal centro del mio corpo per diffondersi ovunque. Il respiro si mozza a causa di un fremito bollente. È difficile rimanere indifferenti davanti a una bellezza del genere. Anche se appartiene a qualcuno che detesti. Per un attimo infinito si limita a studiarmi. Il suo viso è perfettamente simmetrico, mascolino, con giusto un accenno di barba, e non riesco a fare a meno di guardarlo. Sulla sua faccia fantastica non c’è alcuna traccia che riveli che mi abbia riconosciuta. I suoi occhi sono ancora fissi su di me quando comincia a parlare. «Intendi l’incapace che vi ha allenate fino all’altro ieri?» domanda strafottente. «Se ne è andato» mi informa duramente. «Ora sono io il vostro nuovo coach.»
«Fino a quando?»
Un sorrisino diabolico gli piega le labbra. «Per tutta la prossima stagione.»
Ava riesce a dare loro forma e spessore in poche pagine e a restituire al lettore dei personaggi credibili a cui, nel bene e nel male, ti affezioni. Riesce anche a non essere prevedibile; i protagonisti sono coerenti ma non scontati, e le loro azioni e reazioni, anche se si appoggiano perfettamente all’idea che ti sei fatta di loro, ti sorprendono.
A fare da contorno, anche una serie di personaggi secondari fra cui senza dubbio spiccano Jason l’amico gay, Pitt l’agente, il coach dei Thunderstorm e la madre di Malcom.
Come in ogni storia che si rispetti, non mancano gli antagonisti, che non svelerò. Dirò solo che uno mi è piaciuto molto perché ne ho capito le fragilità, l’altro lo avrei preso a randellate.
Tutte figure che nel libro percepisci come importanti, ma che non distolgono mai l’attenzione e la scena dal fulcro del romanzo: Sam e Hot Stuff.
Samara, che crescerà e nel corso della storia vedremo trasformarsi da ragazzina con le treccine e le idee chiare sul suo futuro a giovane donna determinata, caparbia e innamorata. Malcom/Hot Stuff che si è perso e viene spinto a ritrovare se stesso in un modo un po’ estremo, ma efficace.
Non dirò altro della trama se non che, anche qui, ho intravisto il talento di questa autrice. Si vede che è tutto pensato, studiato, progettato con attenzione e, nonostante il genere sia ormai trito e ritrito, Ava trova il modo di renderlo originale. La storia regge, non ci sono buchi e in un libro di questa mole di pagine non è assolutamente una cosa scontata. Non voglio dire di più, perché è una trama talmente ricca di dettagli che sicuramente finirei per privare chi lo leggerà di una piccola scoperta.
Sospira e solleva la testa per guardarmi. «Tu non hai mai paura di fallire?» Mi dà un bacio dolce.
«Per aspera ad astra» recita in latino. «Attraverso le asperità fino alle stelle» dice tracciando i contorni del mio volto con la punta delle dita. «Attraverso le difficoltà e la fatica per i tuoi allenamenti bastardissimi posso arrivare alle stelle, come non è mai successo con il vecchio coach della squadra. Oppure, alla fine di tutto quanto, la sola stella che sarò riuscita a toccare sarai tu. E potrò sempre dire di averne toccata una.» Solleva un angolo della bocca e io non riesco a fare a meno di sorriderle. Cristo, questa ragazzina mi sta rendendo pazzo. «A volte ci penso» confesso accarezzandole una guancia. «Ma non è paura, e poi uno può decidere di non fallire. Quando mi spingo al limite so che non precipiterò mai per davvero. Perché si cade soltanto quando si vuole cadere. Se hai paura gioca con più grinta» le suggerisco. «E dimostra ancora di più quanto vali sul campo.»
Non ho molto altro da aggiungere se non fare dei sinceri complimenti a Ava per questo romanzo. Questo libro mi ha stupita e, quando succede, lo ammetto volentieri.


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