
Kim Swan non è quello che sembra.
Lo chiamano “faccia d’angelo” per il suo bell’aspetto. Ha un sorriso e una buona parola per tutti, ma non è un bravo ragazzo. Lavora con persone pericolose. La sua vita cammina sull’orlo di un baratro e non è disposto a sentirsi dire “no”.
Darren Swan è molto peggio di quello che sembra.
Oltre a mettere una fottuta paura è un ladro e un bugiardo. Preferisce agire piuttosto che pensare e, quando vuole qualcosa, è disposto a usare qualsiasi mezzo pur di ottenerla.
Non potrebbero essere più diversi, ma hanno qualcosa in comune.
Un padre. Una madre. L’attitudine a stravolgere le vite degli altri.
E me.

Kim Swan.
Darren Swan.
Due nomi, una famiglia.
Una garanzia.
Due fratelli completamente diversi, sia per l’aspetto che per il carattere. Due uomini che, nonostante le incomprensioni, non riescono a mettere a tacere il richiamo del sangue.
Kim Swan è un ragazzo affascinante e intelligente che non ama la forza bruta. Sa combattere con le parole e afferma di spacciare droga perché ama i soldi. Ama avere tutto quello che desidera.
Ma Darren, suo fratello minore, sa che non è solo questo. Dietro alla facciata dell’amore per i soldi, Kim fa tutto questo per sua madre. Per la sua famiglia, per aiutarla ad andare avanti.
Io mi esprimevo a parole, Darren a pugni. La natura ci aveva reso diversi in tutto: aveva provvisto me di un aspetto affascinante, e lui di un fisico massiccio e pericoloso. Nemmeno nostro padre, quando ancora era in vita, aveva mai osato picchiarlo. E lui era un pugile professionista; un uomo rispettato e temuto.
Eppure, nell’altruismo, nel desiderio di fare del bene per chi ama, Kim commette degli sbagli che lo segnano per sempre. E che segnano chi ha accanto. Perché il bravo ragazzo che tutti conoscono finisce in un vortice da cui non può scappare.
Sagara Lux è una di quelle autrici che non si perde dietro a frasi articolate solo per farle apparire belle, arriva dritto al punto, e ci arriva dannatamente bene. Gioca con i sentimenti, ma soprattutto con le azioni. Infatti, nel romanzo ci sono scene così ben descritte che mi è sembrato di essere su una moto a tutta velocità, all’esterno di una gabbia dei lottatori per acclamare. Mi sono sentita pestata, persa, disperata. Mi sembrava di essermi allontanata dalla mia realtà, dalla mia città, ed essere stata catapultata in quella dei protagonisti del libro che, per la storia che devono affrontare, l’ho immaginata cupa come la corruzione con cui loro vivono a braccetto.
Kim era mio fratello, la mia famiglia. Non avevamo nulla in comune e litigavamo ogni volta che provavamo a parlare. Ciascuno odiava la vita che l’altro aveva scelto, ma nel profondo della nostra anima sapevamo che, se fosse stato necessario, avremmo fatto di tutto pur di aiutare l’altro.
Mi sono sentita tutt’uno con questi uomini che, con la loro diversità, hanno entrambi conquistato l’interesse di Meredith, una donna che rappresenta la loro unione e divisione in moltissimi sensi. Nonostante questo, la famiglia resterà sempre unita? Riuscirà ad andare avanti nonostante gli errori commessi? Da parte di tutti, perché qui, forse, nessuno si salva davvero.
Per chi ha letto gli altri volumi della Broken Souls, una volta iniziata la lettura di Kim è come ritrovare vecchi amici e nemici, vecchi amori, quelli che ti hanno sconvolto e ti hanno anche rubato il cuore. Sai a cosa andrai incontro, tenti di farlo a testa alta e con la speranza nel cuore, ma il dolore sembra comunque uccidere.
Era questo che facevano gli uomini, dopotutto.
Scopavano. Mentivano. Svanivano.
E io ero stanca, stanca, di venire abbandonata da loro.
Come si può intuire, il libro ha tre protagonisti, ma devo ammettere che la presenza e la psicologia di Darren sono molto più marcati. Nessuno viene messo da parte, giocano tutti un ruolo fondamentale che ci porterà inevitabilmente alla fine, ma a lui, ovviamente, viene assegnato un posto in prima fila.
Per chi arriva alla conclusione e non ha ancora letto “Di carne e di piombo”: rimediate. Perché secondo me questa chicca di Kim Swan vi renderà la lettura ancora più piacevole.
Ricordate che questa è una storia senza redenzione, in cui non aleggia solo l’amore per la famiglia, ma la crudeltà, il risentimento, la vendetta più dolce e atroce, la perdizione dell’anima.
Dulcis in fundo, permettetemi: la copertina del romanzo è a dir poco bellissima e rappresenta appieno l’animo di Kim Swan. Per tutta la lettura l’ho immaginato proprio come l’uomo rappresentato in copertina.
Chapeu, Sagara Lux.



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