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La storia vera di un uomo che lotta per sopravvivere nella prigione di Klong Prem
Billy Moore era andato in Thailandia per sfuggire a un presente di tossicodipendenza e alcolismo. Ma proprio mentre stava riuscendo a disintossicarsi, non resiste alla tentazione e prova la potentissima yaba, detta anche “la droga della pazzia”, una metanfetamina dagli effetti devastanti. La vita di Moore è di nuovo in bilico tra dipendenza e criminalità: si guadagna da vivere con combattimenti di boxe illegali, fino a quando non viene arrestato e imprigionato a Klong Prem, un luogo in cui la vita non ha più alcun valore. Il giovane inglese si trova così a dover fronteggiare un ambiente ostile, in cui le uniche regole sono quelle senza pietà delle bande di carcerati thailandesi, e la violenza è il solo linguaggio che tutti possono capire. Billy, forte del suo passato di pugile, impara la disciplina del Muay thai, l’arte del combattimento thailandese. Dopo tre lunghi anni, la sua forza e la sua determinazione, unite a un po’ di fortuna, gli doneranno una seconda, insperata possibilità.
Che cosa può tirarti fuori dall’inferno? La storia vera di un uomo che lotta per sopravvivere nella famigerata prigione di Klong Prem, uno dei più terrificanti carceri del mondo. Un racconto crudo e autentico dove la vita umana vale meno di zero.

Recensire questo libro non è stato facile, non perché non sia bello o scritto bene, ma perché è la storia vera di una persona che è scivolata in un inferno, personale prima e reale poi, come la prigione di Klong Prem in Thailandia.
Questa è la storia di Billy Moore, residente a Liverpool, figlio di un padre ubriaco e violento e di una madre abituata a subire. Cresciuto in un ambiente violento e povero, Billy si è sempre sentito solo e non voluto. Le sue amicizie sono poco raccomandabili, la polizia lo tiene d’occhio e scivolare nell’abisso dell’alcool sembra un passaggio obbligato. Ma Billy ha una chance per uscire dal buio: la boxe. È bravo, è una promessa, potrebbe aspirare a una brillante carriera. Purtroppo, nel suo cammino incontra anche la droga, e la tossicodipendenza lo conduce in prigione.
Ma sapevo che il mio posto era sul ring, solo lì mi sentivo vivo, solo lì dimenticavo i demoni che mi portavo dentro. Il dolore vero si nascondeva nel mondo reale, con il peso delle emozioni che mi ferivano sempre.
Uscito dal carcere si disintossica e, per cambiare vita, per allontanarsi dalle persone che lo hanno fatto sprofondare nel buio, parte per la Thailandia. Tuttavia i problemi sembrano non essere finiti. In Thailandia inizia a combattere in una palestra infima, partecipa a incontri truccati per il divertimento dei turisti e inizia a praticare il Muai Thai. Quella nuova disciplina gli piace e Billy vuole combattere sul serio, cimentarsi in incontri “veri” per diventare un campione. Per un determinato periodo ci riesce, conosce addirittura Silvester Stallone e partecipa alle riprese di “Rambo III”. Ma si sa, le fregature sono dietro l’angolo: conosce una ragazza e s’innamora, si frequentano ma… lei ha un fidanzato. Per Billy è una doccia gelata, pensava che lei fosse diversa dalle altre ragazze tailandesi, e dopo quella delusione ricade nell’inferno della droga.
Ogni respiro che facevo era come un coltello che mi affondava nel cuore. Mi sentivo squallido, rifiutato come una vecchia giacca rovinata in cima alla pila dello straccivendolo. Un paio di ragazzi birmani che vendevano sigarette di marca fasulle vennero verso di me. «Vuoi sigarette economiche, signore?» «Io non fumo», risposi. «Vuoi ragazza?». Una donna era l’ultima cosa che volevo dato che non riuscivo a togliermi Goy dalla testa. Mi aveva ingannato con le sue bugie e mi sentivo uno stupido, un idiota.
E oltre a consumarla inizia a spacciarla: fino a quando viene arrestato. Abbiamo già sentito parlare delle prigioni Thailandesi, non sono proprio un bijoux, la corruzione è alle stelle e ti vendono per nulla. Billy, infatti, dopo l’arresto, viene condannato a tre anni di reclusione. La descrizione del carcere è raccapricciante, la vita rinchiusi in cella è qualcosa di inimmaginabile. Billy racconta le sue giornate senza entrare troppo nei dettagli (anche se credo che sia molto peggio di ciò che ho letto), racconta le violenze perpetrate dalle guardie, la sporcizia, la corruzione, come sia facile diventare violento per la propria sopravvivenza. Dopo due anni viene scarcerato ed estradato in Inghilterra, grazie ai volontari e all’ambasciata inglese. Tornato a casa, finisce di scontare la pena, e adesso cerca di rifarsi una vita dimenticando ciò che ha vissuto, cosa che gli auguro vivamente: penso che abbia imparato la lezione, ma a caro prezzo. Un libro vero, intenso, doloroso in certe parti ma molto chiaro nel descrivere le emozioni e il perché delle scelte fatte, anche se sbagliate. Un libro che può essere letto da tutti, ma ben sapendo che l’argomento non è facile.


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