
«Nel futuro il sesso ha molte forme. L’amore, invece, sempre e solo una.»
Lux si esibisce nell’ascensore di cristallo, davanti al popolo di Arassen, in uno spettacolo di sesso e dominazione insieme a Tegren, affascinante cyborg, ex eroe di guerra e strumento di propaganda del regime.
Molte performer si sono alternate in quel ruolo, per la frenesia di un popolo abbrutito da una guerra post-atomica e l’esaltazione della potenza militare del Governo. Ma Lux nasconde a tutti il vero motivo per cui partecipa agli show: il suo compagno, inafferrabile hacker, depositario di segreti strategici, sta per morire. Il compenso ricavato dagli spettacoli serve loro per espatriare clandestinamente da Arassen e rincorrere una possibilità di cura.
Tegren non è soltanto un prodigio della biotecnologia; è anche un uomo carismatico, dall’intelligenza brillante, con il cuore indurito dalla guerra e dalle menomazioni che vi ha riportato. Intuisce che Lux non è una ragazza come le altre, e presto il Governo sguinzaglia i suoi segugi sulle tracce dei due aspiranti fuggitivi.
Lux e Tegren sono segnati e diffidenti, entrambi disperatamente soli. Ma più si conoscono, più uno strano desiderio si fa strada nei loro animi: è un’emozione che va oltre il delirio di sesso violento e rituale che praticano nell’ascensore, al di là del balletto di tranelli e bugie di cui sono, di volta in volta, attori e vittime.
E se Tegren è abituato a ottenere sempre quello che vuole, Lux non è mai venuta meno a un impegno. Tuttavia ciò che provano l’uno per l’altra va contro ogni logica e ogni opportunità politica. Aggirare le circostanze avverse sarà dunque una sfida coraggiosa, ma prima entrambi dovranno venire a patti con il sentimento testardo e irragionevole che li lega…

Non poteva vedermi, nel nostro quartiere le telecamere erano da decenni fuori uso, sabotate da teppisti e delinquenti, e nessuno si era mai preso la cura di rimetterle in funzione. Potevo quasi sentire il suo respiro diventare più affannato, nel calcolare i tempi che ci mettevo a tornare, nello spiare l’orologio in attesa della scansione dell’iride che mi avrebbe consentito di aprire il portone. Se avessi rallentato ancora un attimo il passo, in quel vicolo, la sua paura si sarebbe materializzata accanto a me e mi avrebbe travolto.
Buum. Poche righe e questo libro ti arriva come un pugno nello stomaco. Senza bisogno di lunghe spiegazioni, con poche, efficaci, frasi mi ha completamente travolto. Mi rendo conto che il paragone è molto azzardato, ma l’inizio mi ha ricordato l’angoscia dell’Uomo in fuga di Richard Bachman (Stephen King): un mondo cupo, protagonisti disperati che farebbero qualunque cosa per le persone che amano, anche prestarsi al gioco crudele del Governo, che ormai vede le persone come mezzi per raggiungere uno scopo o semplici burattini per divertire le masse.
In questo mondo si muove Lux. Spinta dal bisogno disperato di denaro per poter far curare il suo compagno Hashim, è una donna decisa, coraggiosa e con una concezione dell’amore ampia che trascende la semplice coppia.
Quando si trova a lavorare con l’affascinante cyborg Tegren qualcosa in lei scatta, qualcosa che lei stessa non si aspetta e che li rende una coppia perfetta per gli spettacoli che devono proporre.
E forse anche Tegren non è esattamente solo quello che sembra.
Ci troviamo quindi davanti a un testo carico di sensualità e passione, descritti quasi senza mostrare nulla, ma non per questo in modo meno efficace, e così abbiamo modo di conoscere bene Lux.
Il suo concetto di amore, che a una lettura superficiale può apparire volubile, è in realtà profondo ed è il cardine su cui si regge l’intera storia. Ma Lux ci parla anche di filosofie orientali e di fedeltà, a una persona ma anche a un’idea. Lotta per quello che vuole, rischia, mentre il tempo stringe su di lei e Hashim. E la malattia incombe.
Non mi era mai capitato di meditare così, in una situazione in cui non potevo rilassarmi né uscire dal mio corpo. Su quella trave dovevo sempre rimanere in me per non precipitare giù, eppure sentivo che quella scomoda situazione rispecchiava appieno la mia vita e i miei dubbi di quel momento. Lasciai la mente vagare libera di farsi domande senza risposta, ancorandomi tuttavia a quel precario punto di appoggio. Dovevo rimanere lì per non morire, ma dovevo anche andare altrove per trovare le risposte.
Dopo averci presentato una società in cui la vita umana ha ben poco valore e la propaganda trasmette un messaggio di violenza, la narrazione cambia collocazione nella seconda parte. E forse questa seconda parte non ha la stessa capacità evocativa della prima, dando l’impressione di meno approfondimento.
Ci sono molti spunti in tanti personaggi che lasciano troppe domande aperte e che sviluppati un po’ di più avrebbero potuto rendere tutto il mondo immaginato più vivido.
Dopo averci consentito di percepire l’amore che lega Lux a Hashim, ma anche a Tegren, non riusciamo a provare lo stesso coinvolgimento successivamente: i nuovi personaggi aggiunti (ma a tratti anche qualche vecchia conoscenza) non sono sempre all’altezza della situazione, diventando forse un po’ banali, specialmente il modo in cui Lux interagisce con loro non ha la stessa profondità della parte precedente, creando in alcuni casi la sensazione di lieve incongruenza.
La narrazione è curatissima, scorrevole e non prevedibile: riesce a essere evocativa senza bisogno di rallentare il ritmo. Una semplice scena in cui Lux assaggia dei pasticcini è un tripudio di sensazioni, talmente vivide da poter essere quasi toccate. In questo modo vengono costruiti i personaggi: unici, inconfondibili. Possiamo comprenderli anche senza essere nella loro mente. Li vediamo.
Ma attenzione, non vuole dire che la storia segua binari prevedibili, perché, mentre i sentimenti sono chiari per chi li vuole vedere, molto meno immaginabili sono le scelte.
Un libro comunque consigliato, perché la scrittura e l’ambientazione sono davvero uniche e lo rendono una lettura piacevole e soddisfacente, nonostante l’indebolimento della trama nella seconda parte.


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Grazie infinite per la bellissima ed accurata recensione, e soprattutto per i preziosi spunti di miglioramento di cui farò tesoro!