♦ Traduzione a cura di Caterina Bolognesi
Triskell Edizioni, acquistabile qui ♦

Durante i due anni passati insieme, Alex ha sempre temuto il momento in cui Damon avrebbe scoperto la verità, ovvero che lei è un mutagenere, quella piccola percentuale della popolazione in grado di cambiare sesso a piacere. Grazie a un impianto che le è stato messo contro la sua volontà, però, Alex si risveglia improvvisamente statico, ovvero non riesce più a cambiare da un genere all’altro, e bloccato nella sua forma maschile. Nel giro di una notte, la sua doppia natura viene rivelata a un mondo che non capisce né tollera quelli come lui… e al suo fidanzato eterosessuale.
Damon rimane sbalordito nello scoprire che la sua ragazza è un mutagenere e si spaventa a morte per i notevoli rischi a cui la espone l’impianto che le è stato imposto. Si rifiuta di abbandonarla, ma che ne sarà della loro relazione? Lui è etero e Alex è intrappolata nella sua forma maschile, perché rimuovere l’impianto è troppo costoso e pericoloso.
Derubato di metà della propria identità e costretto ad affrontare complesse conseguenze fisiche e sociali, Alex ha bisogno più che mai di Damon, ma non vede una via d’uscita da quella situazione.
Specialmente se sarà costretto a restare statico per sempre.

Credo che non ci siano più presentazioni da scrivere per il nome di questa autrice, ma per chi ancora non è entrato nella dipendenza dei romanzi di L.A. Witt, quello che io vi posso dire con la mano sul cuore è che questa autrice vi sorprenderà sempre di più ad ogni romanzo. È geniale, passionale, struggente, divertente ed emozionante. Tutto un concentrato di stati d’animo nelle sue bellissime mani. Padroneggia la tematica MM come poche autrici e l’elemento che più mi sorprende è l’originalità di ogni singolo romanzo che crea. Non vi ho ancora convinto? Lascio a voi il piacere di scoprire le sue opere sperando di avervi incuriosito a provare a leggerne uno.
In Statico veniamo proiettati in un mondo nel quale esistono uomini, donne e mutagenere. Questi ultimi hanno la capacità di cambiare genere a loro discrezione, possono avere i tratti tipici di una donna, ma mutare diversamente nelle caratteristiche di un uomo. Il tutto è correlato da un flusso celebrale che permette la transizione in uno o l’altro genere. Le persone che non possono eseguire questa trasformazione vengono definiti statici.
Le regole di questo mondo, purtroppo come spesso accade nel nostro, non cambiano: il diverso viene etichettato come diverso dal resto delle persone definite “normali”.
Fare coming out non è semplice per i mutagenere, gli aspetti della società sono pensati per persone statiche e quindi la pressione di deludere delle aspettative o la paura di essere discriminati fa desistere molti di loro ad esporsi.
Alex è un mutagenere e da due anni sta insieme a Damon nella sua forma di donna. Alex non gli ha rivelato la sua vera natura, per paura di avere una nuova relazione fallimentare.
Dopo l’ultima visita dai suoi genitori si è risvegliata nel suo appartamento nella sua forma maschile con un impianto che non le permette più di transitare da un genere all’altro. Damon preoccupato della sua assenza e delle chiamate senza risposta si precipita al suo appartamento e con enorme sorpresa si ritrova la sua fidanzata nella forma di un uomo. Incredulità e stupore lo assalgono, ma a preoccuparlo di più è lo stato di salute di Alex, così decide di portarlo all’ospedale.
Qui assistiamo alla rivelazione di cosa gli hanno fatto contro la sua volontà e il rischio che sta correndo con uno degli impianti non autorizzati.
La figura che mi colpisce molto è quella di Damon, decide di restare al fianco di Alex per supportarlo in questo momento difficile per lui. I rischi sono moltissimi e la preoccupazione tanta.
«Dev’essere stato orribile, da piccolo. Sentirti costretto a nascondere ai tuoi genitori una metà di te stesso.»
«È stato uno schifo. E dopo che i miei l’hanno scoperto è diventato un vero inferno.» Fece schioccare la lingua e rise amaramente. «Ma, in fondo, è parte della maledizione di nascere mutagenere in questa società. Questo mondo è fatto per persone che hanno il cervello giusto nel corpo giusto e vaffanculo a chiunque non solo può, ma ha bisogno di cambiare di giorno in giorno, o di ora in ora. Per la società, io dovrei essere ciò che non disturba tutti gli altri. Quando mai a qualcuno è importato qualcosa di cosa ho bisogno io? Oh, certo, possiamo tollerare tutti i mutagenere, a patto che non lo diano a vedere, non ne parlino mai o, che Dio ce ne guardi, abbiano l’ardire di cambiare sesso. Hai la minima idea di cosa voglia dire doversi adattare alle aspettative di due generi diversi?»
«Temo di no.»
«Sei fortunato.» Rabbrividì. «Capisci cosa significhi guardarsi nello specchio e vedere qualcosa di così tanto diverso da ciò che provi? È come guardare il riflesso di un estraneo.» Fece una pausa. «Voglio dire, immagina di risvegliarti una mattina, di guardarti allo specchio e di vedere una donna. Dimmi che non ti scioccherebbe per niente.»
Trovo che questo romanzo sia originale, sorprendente ed emozionante al punto da togliere il respiro.
Una storia geniale, dove la scrittrice crea un parallelismo con i transgender e la realtà che li circonda. Per quanto la mia sessualità si sia rivelata con il tempo, mi sono sentito parte delle paure di Alex in questo percorso di vita. Non ho mai avuto modo di conoscere ragazzi transgender, ma la realtà che viene creata in questo romanzo è al limite delle lacrime. Se ci si lascia immergere nelle riflessioni dei discorsi di Alex, di Tabitha o della collega di Damon, ci si ritrova azzerati di ogni considerazione. Mi ha spiazzato rivivere le paure di questi personaggi, ma in fondo a tutte le parole trapela un messaggio di speranza che vince su tutto. Adoro quando un romanzo riesce a trasmettere più del suo contenuto originale, mi piace lasciarmi avvolgere dalla realtà che affrontano i personaggi e viverla come se accadesse a me.
C’è una paura e una crudeltà verso il prossimo che ci aggredisce in ogni istante e non possiamo esserne immuni. Spesso mi ritrovo anch’io a fare delle considerazioni e applicare quelle etichette che in modo indiretto mi assegna la società, ma la speranza è sempre quella di esserne consapevoli e di ostacolare la mente a catalogare ogni persona con stereotipi dettati.
Credo che ci sia ancora speranza di essere umani e di andare oltre alla superficie, magari trovando il coraggio di essere rispettosi nei confronti delle battaglie che gli altri stanno vivendo dentro di loro.
Non avevo mai pensato ai ragazzi transgender sotto questo punto di vista, e sono lieto che “Statico” sia riuscito a suscitare in me tutti questi sentimenti, di avermi trasmesso molto con questa storia di lotte interiori ed esteriori.
Statico è la lotta che tutti affrontiamo in un modo o nell’altro.
Adoro quando Damon si trova davanti alla consapevolezza che Alex sia nella sua forma femminile che in quella maschile, è sempre la stessa persona dentro. È bello come scalfendo la superficie si possono intravedere gli aspetti più fragili e gentili dell’anima.
In un percorso di crescita e riscoperta di se stessi, i protagonisti vengono condotti all’epilogo lasciando una storia meravigliosa, anche se dolorosa da affrontare a livello emotivo. Se siete dei lettori “carnali” come me, è difficile scindere la consapevolezza che si sta leggendo soltanto un romanzo, dalla sensazione sulla pelle che lascia ogni frase e gesto.
Un attimo prima che scomparisse dietro l’angolo, dissi: «Come fai a sopportarlo, Tab?»
Lei si fermò e mi guardò. «Sopportare cosa?»
«Non essere in grado di…» Esitai per un istante. «Trovarti nel corpo di un uomo quando la tua mente ha bisogno di sentirsi donna.»
Incrociò di nuovo le braccia e si appoggiò allo stipite. «Ho reso il mio corpo il più femminile possibile, per quanto potevo. Per il resto, a meno che non inventino un nuovo intervento di riassegnazione sessuale più sicuro ed efficace, non ho molta scelta, ti pare?»
«Sì, ma come fai ad alzarti dal letto ogni mattina?»
«Speranza. Spero che un giorno potrò permettermi l’operazione e cambiare completamente. Per come la vedo io, però, sono una donna. Un corpo si può rimodellare solo fino a un certo punto ma…»
«E se non fosse possibile neppure quello?» La mia voce non era che poco più di un sussurro, ma comunque troppo distintamente maschile. «Se tu fossi… bloccata.»
Si strinse nelle spalle. «Immagino che dovrei farmelo andare bene lo stesso.»
Sospirai. «Non so come ci riesci.»
«Questo perché non l’hai dovuto fare per gli ultimi quarantasette anni.» Si sedette accanto a me. «Se fossi stata in grado di cambiare e, di punto in bianco, non ci fossi più riuscita, sarei andata in pezzi anch’io. Conosci quel detto, tesoro. Non capisci cos’avevi fino a quando non l’hai perso.»
Leggete questo romanzo, fatelo, sono certo che non ve ne pentirete, e sono altrettanto sicuro che vi trasmetterà qualcosa in più di quello che ho scritto in questa recensione.
Aspetto i vostri commenti per parlarne insieme.
Buona lettura,
xoxo.


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