Uscita il 07 luglio 2018
Può l’amore guarire al fuoco della passione due cuori provati dalla vita? Joe Harris, ex Seal, è rientrato in gravissime condizioni dalla sua ultima missione, aiutato dai suoi compagni d’armi. Ma è solo grazie alla vicina di casa Isabel che Joe riesce a riprendersi e a tornare alla vita: Isabel è una ragazza vulnerabile e bellissima, che riempie di sogni un futuro che sembrava svanito per sempre. Anche Isabel porta con sé un terribile passato: la sua intera famiglia è stata massacrata a Washington, lasciandola sola e senza memoria. La vita con Joe è per lei una forma di riabilitazione. Ma il destino ha in serbo per entrambi un’altra prova…
“Segreti di mezzanotte” è il terzo libro della serie “Men of Midnight”.
Dopo Jacko e Metal, adesso è il momento di Joe Harris. Non lasciatevi ingannare dal nome più comune dell’universo, perché Joe entrerà nei vostri cuori e ci resterà.
Joe Harris è un ex Navy SEAL, tornato a Portland dopo che un’esplosione lo ha quasi ucciso. Dopo una lunga convalescenza, adesso è nel libro paga della Alpha Security International, l’agenzia che ben conosciamo. Metal e Jacko gli sono stati molto vicini, aiutandolo nella guarigione e sostenendolo sempre, come solo “loro” sanno fare.
“Eccola” pensò Joe Harris. Isabel Lawton. La donna più bella del mondo e la sua vicina della porta accanto.
E cucinava per lui.
Isabel Lawton, un bel mistero. Un enorme punto interrogativo. E una donna ferita.
Le era capitato qualcosa di brutto, qualcosa di cui non parlava mai. Non che parlasse spesso di sé, ma evitava in particolare di fare riferimento a ciò che le era successo, qualunque cosa fosse.
Joe la teneva d’occhio. Perché era a pezzi, debole e vulnerabile. E perché… be’, perché.
Isabel è la misteriosa vicina di casa di Joe. È una donna spezzata nel fisico e nella mente da una tragedia inimmaginabile e negli ultimi sei mesi di vita, se così si può dire, si è limitata a vegetare in uno stato di dolore costante. Le cose che le davano gioia non esistono più e l’unica sua àncora, in un mondo devastato, è proprio quel taciturno vicino di casa che l’ha aiutata nel trasloco, nella manutenzione della casa e per il quale lei ha ripreso a cucinare.
Non era presente. Era un fantasma. Era già morta, solo che il suo corpo non se ne era ancora accorto. L’unica cosa che indicava che in realtà non era morta erano le ondate di eccitazione che percepiva quando era vicina a Joe Harris. Sembrava un uomo così gentile, ma non osava rivelargli che le ricordava di non essere morta. Sarebbe suonato così strano, talmente nevrotico. Sì, lei aveva perso la sua famiglia, ma Joe era saltato in aria. In battaglia. Le ferite di Isabel non erano niente in confronto a quelle di Joe. Si era fratturata non le ossa, bensì lo spirito. Lo spirito di Joe era rimasto intatto. Chissà se lui lo avrebbe capito? Sembrava un uomo talmente… semplice e diretto. Così equilibrato.
Joe e Isabel sono come due naufraghi, solo che lui ha già trovato la sua isola di salvezza, mentre lei vaga in un oceano di disperazione e tristezza, aggrappata a una fragile asse di legno e in procinto di affogare.
Ma quando hai la fortuna di trovare un uomo che diventa la tua isola, puoi solo nuotare nella sua direzione e riprendere la rotta che avevi perduto.
Tra i protagonisti della Rice, Joe e Isabel mi sono piaciuti per le loro differenze e, nel contempo, per le loro somiglianze. Joe è un uomo resiliente, capace di rialzarsi e, a testa alta, ammettere di esserci riuscito anche grazie all’aiuto degli altri. Isabel è all’apparenza fragile, ma piena di speranza. Quando arriverà il momento, lotterà come una tigre per difendere la sua nuova vita e tutti coloro che ama.
Non aggiungo altro per non rovinarvi la lettura, ma sappiate che questa volta la Rice ha tessuto le trama suspense in modo magistrale, tenendomi ancora una volta con il fiato sospeso. Le scene tra Joe e Isabel sono sensuali e intrise di un romanticismo che, come sempre, stuzzica la nostra fantasia.
Isabel accettò la sua mano e si avvicinò. Joe le prese un ginocchio e l’aiutò a scavalcarlo. Gli salì sopra, reggendosi sulle braccia e chinandosi su di lui, i capelli lunghi che formavano una sorta di tenda che li escludeva dal mondo, in un magico regno in cui c’erano solo loro due.
Joe la guardò negli occhi, accarezzandole la schiena vellutata.
— Non resisterò molto, la prima volta — le mormorò. — Giusto perché tu lo sappia.
Isabel accennò un sorriso, si avvicinò un po’ di più e lo baciò.
Joe si afferrò l’uccello e lo premette sulla sua apertura, desiderando con tutto se stesso di andarci piano e già sapendo che non ci sarebbe riuscito.
— Adesso, Joe! — lo implorò Isabel, e lui sollevò il bacino, affondando in lei con forza e raggiungendo l’orgasmo nel momento stesso in cui la penetrava, tremando in tutto il corpo mentre veniva con la stessa potenza di un treno merci. Totalmente fuori controllo, sussultò continuando a baciarla e a tenerla stretta.
Quando finì, la lasciò andare e gettò la testa all’indietro nel cuscino, vergognandosi tantissimo di se stesso.
— Mi dispiace, Isabel — disse, coprendosi gli occhi con il braccio. Non aveva neanche il coraggio di guardarla.
— Ehi. — Isabel gli spostò il braccio. Gli sorrise, scrutandolo negli occhi. — Sono venuta anch’io. Non te ne sei accorto?
No. Era troppo occupato a sopravvivere al suo terremoto personale.
Nel libro rincontriamo anche gli altri personaggi che caratterizzano questa serie e la precedente, ed è sempre una gioia. Un solo nome: Kowalski.
Infine, un inciso. Perché mi piacciono i libri della Rice? Perché in uno scenario di storie che attivano la nostra vena masochista, con lacrime e angoscia, libri altrettanto belli intendiamoci, lei mi trascina sempre in un universo di sentimenti solidi e buoni, in un mondo dove il bene e il male sono ben delineati e riconoscibili, dove valori come l’amore, la famiglia e l’amicizia saltano fuori dalle pagine per farti stare meglio.
E certo anche per i suoi uomini della mezzanotte…
Per questo amo la Rice e dovreste amarla anche voi.
Eccomi a voi, carissime, per una nuova puntata di “cerca il pelo nell’uovo”, condotta dalla sottoscritta, madame Artemis, altrimenti detta “m’attacco al cavillo”, alle prese stavolta col compito di dissezionare l’imminente pubblicazione italiana del terzo volume della serie Men of Midnight di Lisa Marie Rice.
Or dunque, entro immantinente nel vivo della questione, venendo a elencarvi i difetti che ho riscontrato in questo romanzo durante la lettura:
- … ehm…
- … sì, beh…
- … però, sai…
- … dicevamo?…
Ci siete cascate?
No, eh? Ok, ok, già sento i vostri coretti nella testa: SCE-MA! SCE-MA!… 😀
Perdinci, ragazze! La verità è che sono arrivata al the end con un sorrisone stampato sulla faccia, mentre una sola parola sfuggiva dalle mie labbra: “Perfetto!”
Detto ciò, penso non ci sia altro da aggiungere, se non buona lettura a voi… eccola là che rispunta la vena scema della Artemis… coff coff (colpetto di tosse, mi schiarisco la gola con un certo imbarazzo, mi impongo di tornare seria e vado ad argomentare).
“Segreti di mezzanotte” è, a mio parere, un erotic suspense perfetto, nel senso di perfettamente dosato ed equilibrato in ogni sua parte, azione, tensione, ironia, passione, tenerezza, approfondimento psicologico, c’è tutto e tutto è nella giusta quantità. Quindi brava, brava, brava a Lisa Marie, che si conferma come una delle migliori penne del panorama romance internazionale.
Approfitto, poi, del fatto che questa sia una recensione in doppia, per assecondare la mia innata pigrizia ed evitare di dovervi raccontare qualcosa in merito alla storia narrata in questo libro, certa che avrà già provveduto in tal senso la nostra Lady Owl, con grande cura e attenzione.
Mi limiterò a porre l’accento su quelle caratteristiche dei personaggi della Rice, che li rendono per me unici e indimenticabili e che, in questo libro, ritroviamo nella loro interezza. Anzitutto gli uomini della Rice, guerrieri rudi e tutti d’un pezzo, capaci però di grande tenerezza e attenzioni, uomini di grande moralità pronti a tutto per ciò in cui credono e a cui tengono, veri maschi alfa che quando si innamorano diventano goffi e teneri nella totale venerazione che dedicano all’amata, pur non perdendo nemmeno un grammo della loro virilità. Sfido chiunque di voi a non sciogliersi dinanzi al loro desiderio di compiacere e rendere felici le proprie donne, e soprattutto dinanzi al loro innato bisogno di proteggerle.
E queste donne, che partono quasi sempre da una condizione di relativa debolezza e fragilità, fisica o mentale che sia, dovuta più alla situazione contingente che alla loro vera indole, e che ritrovano forza e carattere anche grazie all’amore, alla totale dedizione e al senso di sicurezza che i loro compagni trasmettono loro, fino a diventare delle vere leonesse. E, infine, il sentimento più bello di tutti, quello che balza agli occhi quando i personaggi “made in Rice” di una serie si ritrovano tutti assieme, per un’azione, una pianificazione, un supporto morale o anche solo per divertimento: il senso profondo di essere famiglia.
E ora, posso davvero dire “buona lettura, mie care. Godetevi questo romanzo, così come ho fatto io.
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