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	<title>Austin Chant &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione &#8211; &#8220;Peter Darling&#8221; di Austin Chant</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 09:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBT+]]></category>
		<category><![CDATA[M/M]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Rainbow]]></category>
		<category><![CDATA[Austin Chant]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="182" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/Peter-Darling-Austin-Chant-182x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Peter Darling - Austin Chant" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/Peter-Darling-Austin-Chant-182x300.jpg 182w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/Peter-Darling-Austin-Chant.jpg 304w" sizes="(max-width: 182px) 100vw, 182px" />Seconda edizione, acquistabile qui. I Ragazzi Smarriti dicono che Peter Pan sia tornato in Inghilterra a causa di Wendy Darling, ma Wendy è soltanto una vecchia vita che Peter si è lasciato alle spalle. L’Isola Che-non-c’è è la sua vera casa. E così, quando Peter torna lì dopo dieci anni passati nel mondo reale, è [&#8230;]]]></description>
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<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>I Ragazzi Smarriti dicono che Peter Pan sia tornato in Inghilterra a causa di Wendy Darling, ma Wendy è soltanto una vecchia vita che Peter si è lasciato alle spalle. L’Isola Che-non-c’è è la sua vera casa. E così, quando Peter torna lì dopo dieci anni passati nel mondo reale, è sorpreso di trovare un’Isola Che-non-c’è che sembra non avere più bisogno di lui.</p>
<p>L’unica persona a cui Peter è davvero mancato è James Hook, il Capitan Uncino, entusiasta di incontrare di nuovo il suo vecchio rivale. Quando, però, scoppia una guerra fra i Ragazzi Smarriti e i pirati di Uncino, lo spargimento di sangue che ne consegue diventa sin troppo reale, e la rivalità fra Peter e Uncino comincia a trasformarsi in qualcosa di molto più complicato, sensuale e mortale.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></p>

«L’Isola Che-non-c’è è diversa,» mormorò, «non è più come la ricordavo da bambino. Non è più… divertente.»
«È quello che succede quando si cresce: le cose cambiano.» Uncino sembrava stranamente comprensivo. «Si cominciano a vedere i difetti in qualsiasi cosa, inclusi se stessi.»

<p>Tornare all’infanzia non è possibile, così come non è possibile tornare all’Isola Che-non-c’è e vivere ogni cosa come quando si era bambini. Ecco cosa prova Peter Pan quando dopo dieci anni mette piede sull’isola, trovando i Ragazzi Smarriti con un nuovo capo e una tregua in atto tra loro e i pirati: tutto gli sembra sbagliato e lui si getta in vecchi comportamenti e gesti, nonostante li percepisca come forzati. Ma i ricordi del mondo reale lo pungolano con insistenza e la verità lo fa soffrire, perché non potrà sfuggirle in eterno.</p>
<p>Annoiato e stanco, Uncino accoglie con gioia il ritorno del suo vecchio nemico, riconoscendolo a stento nel giovane uomo che ha ripreso a sfidarlo: anche il pirata, però, sente quanto il loro scontrarsi sia un ripetere gesti passati, iniziando a intuire qualcosa che gli è sfuggito per molto tempo, che ha dimenticato.</p>

«Che giovane orgoglioso e insolente,» disse.
Peter tremò sentendo la nota d’affetto nella sua voce. La sua presa sul coltello era incerta e aveva paura, più paura di quanta ne avesse mai avuta prima in vita sua, ma era una specie di timore affamato, un desiderio pieno di anticipazione. E Uncino sicuramente riusciva a leggerglielo sul volto perché i suoi occhi blu lo stavano studiando e Peter non riusciva a distogliere lo sguardo.
Si morse un labbro cercando di trovare le parole per spiegare la guerra che gli era scoppiata nel cuore.
«Non so cosa questo faccia di me,» disse alla fine.
Uncino rise gentilmente. «Fa di te qualsiasi cosa tu voglia.» Gli spinse un ricciolo dietro un orecchio e Peter sentì delle piccole scintille scoppiare lungo la linea tracciata dalle sue dita. «Una volta mi hai detto di essere gioventù e gioia.»

<p>L’Isola Che-non-c’è lentamente da luogo immaginario e fantastico diventa quasi un personaggio essa stessa, mentre Peter e Uncino ricordano ciò che avevano scelto di dimenticare e capiscono che non si può continuare a rifugiarsi nelle fantasie, che crescere significa scegliere la realtà.</p>

Che importava essere se stessi, se voleva dire restare soli?

<p>L’isola, in parte modellata sull’immaginario di chi vi si è rifugiato, contiene allo stesso tempo elementi magici che si governano secondo le loro regole, come le fate, che ricordano ciò che Peter non vorrebbe sapere. Campanellino è sua amica e protettrice, in qualche modo incarna l’abbandono dell’infanzia e ciò che si deve sacrificare per crescere, rendendosi protagonista di alcuni momenti malinconici e commoventi.</p>

«Sono lo spirito della gioventù e della gioia, non ti ricordi?»
«Sei un uomo adulto e un vero tormento.»
«Sono il tuo tormento.»

<p>Peter e Uncino, vecchi nemici legati da una sfida perpetua, sono più simili di quello che pensavano, perché ricordare ciò che li ha condotti sull’isola li unisce, mentre l’antica sfida matura in attrazione e complicità. Alla fine, dovranno scegliere entrambi: fantasia o realtà, ciò che immaginano di essere o ciò che sono.</p>
<p>E se ciò che si è scelto di essere sull’isola fosse ciò che si è davvero, cosa succederà nel mondo reale?</p>
<p>Con un finale poetico nel suo forte legame con la realtà, dove la polvere ricopre ogni cosa e la felicità non è rappresentata da navi pirata o voli tra le nuvole, ma dal potersi abbracciare e progettare un futuro insieme, Austin Chant racconta una fiaba meravigliosa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-5-stelle-300x118.png" width="300" height="118" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Sensualità-2-300x90.png" width="300" height="90" /></p>
<p>Recensione a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Cleo-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Lucrezia-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p></p>
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		<title>Anteprima &#8211; &#8220;Peter Darling&#8221; di Austin Chant</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Goddess]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime Rainbow]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[LGBT+]]></category>
		<category><![CDATA[Rainbow News]]></category>
		<category><![CDATA[Austin Chant]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Massaccesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="188" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant-188x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Peter Darling di Austin Chant" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant-188x300.jpg 188w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant.jpg 313w" sizes="auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px" />Retellings. La seconda edizione, acquistabile qui.  Sono passati dieci anni da quando Peter Pan ha lasciato l&#8217;Isola Che-non-c&#8217;è. Ha deciso di crescere lasciandosi dietro il sogno d&#8217;essere un ragazzo e ha cercato di rassegnarsi a passare la vita nei panni di Wendy Darling. Ma crescere gli ha solo fatto capire quanto sia impossibile sfuggire alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant-188x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Peter Darling di Austin Chant" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant-188x300.jpg 188w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/04/Peter-Darling-di-Austin-Chant.jpg 313w" sizes="auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px" /><p><em>Retellings.</em></p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/recensione-peter-darling-di-austin-chant/"><strong>La seconda edizione, acquistabile qui. </strong></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>Sono passati dieci anni da quando Peter Pan ha lasciato l&#8217;Isola Che-non-c&#8217;è. Ha deciso di crescere lasciandosi dietro il sogno d&#8217;essere un ragazzo e ha cercato di rassegnarsi a passare la vita nei panni di Wendy Darling. Ma crescere gli ha solo fatto capire quanto sia impossibile sfuggire alla sua vera identità di uomo.</p>
<p>Al suo ritorno, però, Peter trova l&#8217;Isola Che-non-c&#8217;è completamente cambiata: i Ragazzi Smarriti sono cresciuti e i loro giochi di guerra sono diventati reali. E mortali. Ancora più scioccanti, però, sono l&#8217;attrazione che Peter prova per il suo acerrimo nemico, il Capitan Uncino, e la consapevolezza di non sapere più chi fra loro due sia il vero cattivo.</p>
Peter Darling presenta del contenuto esplicito e include riferimenti alla disforia di genere e al suicidio.
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Estratto-300x133.png" width="300" height="133" /></p>
<p>James Hook, il famigerato Capitan Uncino, stava morendo di noia.</p>
<p>Le foreste, pensò, erano diventate così tranquille. C’era stato un tempo in cui lui e i suoi pirati avevano combattuto contro tigri, lupi e ragazzini armati di spade; in cui s’erano trovati avviluppati in spine e piante rampicanti, assediati da stormi di fate e aggrediti da coccodrilli erranti. Ormai, però, l’Isola Che-non-c’è, selvaggia soltanto nell’aspetto, non era più pericolosa di un giardino mal curato.</p>
<p>Durante la notte era piovuto a dirotto, ma adesso il sole brillava in cielo e le gocce di rugiada scintillavano come tanti piccoli gioielli sulle foglie. Uncino era sdraiato sui morbidi cuscini di velluto di una portantina sorretta da quattro uomini affaticati e osservava la foresta che sembrava coperta da un velo di smalto e profumava degli odori dell’autunno ormai imminente. C’erano persino degli uccellini che cantavano dolcemente.</p>
<p>Era una situazione disgustosamente svenevole.</p>
<p>“Qual è la direzione per il Passo dell’Aquila, Capitano?” urlò Samuel, che era diventato il suo nostromo da quando il vecchio Spugna s’era ritirato. Camminava qualche passo avanti a lui e Uncino poteva così ammirargli il fondoschiena.</p>
<p>Tirandosi su il polsino di pizzo per poter osservare meglio le curve del sentiero, guardò svogliatamente la mappa del tesoro che teneva sulle ginocchia. “Est,” rispose, e il gruppo virò verso est.</p>
<p>Dopo una breve e insoddisfacente battaglia, i suoi pirati avevano preso la mappa del tesoro dalle mani di Jack Occhiosolo, capitano dell’Orgoglio del Diavolo, un vascello che adesso stava riposando sul fondo del mare. Uncino aveva anche dato in pasto agli squali tutta la ciurma di Jack, ma non gli era bastato: era assetato di sangue e non aveva nulla contro cui rivolgere la propria ira.</p>
<p>I pirati seguirono le sue indicazioni fino a una fitta boscaglia dove gli alberi crescevano vicinissimi al sentiero stretto e sinuoso. La portantina era troppo larga per passare senza problemi attraverso la vegetazione, ma i pirati non avrebbero mai osato chiedergli di scendere e camminare e avanzarono a fatica fino a sbucare in una gola circondata da betulle. Un tronco enorme era caduto attraverso la gola, lasciando uno spazio in cui un uomo avrebbe potuto inginocchiarsi a mala pena. E lì, proprio sotto al tronco, c’era un masso su cui era inciso lo stesso simbolo con cui Jack Occhiosolo era solito firmare le sue lettere.</p>
<p>Uncino sospirò, incapace di provare entusiasmo alla scoperta. “Mettetemi giù,” ordinò e i facchini poggiarono subito la portantina sul terreno. “Spostate quel masso e cominciate a scavare.”</p>
<p>Inginocchiarsi a scavare sotto quel tronco alla ricerca dell’oro e dei gioielli che si diceva fossero seppelliti lì sarebbe stato un lavoro faticoso e sporco e Uncino non ne vedeva l’ora: lo faceva sempre star meglio guardare altri uomini faticare, Samuel, in particolare, riusciva a far sembrare attraenti persino sudore e lavoro. Forse non avrebbe cancellato completamente la sua noia, ma guardarlo mentre si tirava su le maniche e prendeva la pala scoprendo le sue braccia muscolose, l’avrebbe senz’altro rincuorato un po’.</p>
<p>Pieno di speranza, si preparò a godersi lo spettacolo.</p>
<p>Dopo circa mezz’ora cominciò a pensare che avere un libro da leggere sarebbe stato molto più divertente e che non ne poteva più di guardare Samuel e gli altri scavare e scomparire dietro a un monticello crescente di terreno. La temperatura era aumentata con lo spostarsi del sole e i fastidiosissimi insetti dell’Isola Che-non-c’è erano diventati famelici e agitati e continuavano a svolazzare sopra la gola attirati dal sudore. Uncino provò a scacciarli usando la mappa del tesoro e lanciò un’occhiataccia verso i suoi uomini ancora impegnati a scavare.</p>
<p>“Quanto manca?” chiese imperiosamente.</p>
<p>La testa di Samuel con i capelli castani madidi di sudore spuntò dal buco. “Difficile a dirsi, Capitano,” disse con un tono di scuse. “Non abbiamo ancora trovato nessuna traccia dell’oro.”</p>
<p>“Sbrigatevi,” disse Uncino. “Trovate il tesoro entro un’ora o vi frusterò personalmente uno a uno fino a esporre la vostra spina dorsale!”</p>
<p>Samuel impallidì e scomparve di nuovo nel buco e Uncino sospirò continuando a farsi vento con la mappa.</p>
<p>Dietro di lui qualcuno disse: “Che fretta c’è, Capitano?”</p>
<p>Colto di sorpresa, Uncino si girò sulla sedia.</p>
<p>Non aveva sentito lo sconosciuto avvicinarsi eppure, eccolo lì, seduto su una roccia all’ingresso della gola. Era un giovane uomo, vestito con abiti larghi e non aveva con sé nessuna arma, una cosa molto insolita sull’Isola.</p>
<p>“Oh, salve,” disse Uncino. Lo straniero era decisamente attraente, malgrado la sua aria dinoccolata: aveva un volto asciutto e spigoloso, braccia e gambe lunghe e magre. Aveva i capelli ricci e tagliati male, come se qualcuno si fosse accanito su di loro con un coltello. “E tu chi saresti?”</p>
<p>Lo straniero s’inchinò verso di lui. “Non dirmi che non ti ricordi di me?”</p>
<p>C’era qualcosa di familiare nell’aspetto del ragazzo e nella sua voce chiara e arrogante. “Adesso che lo dici, in effetti, credo d’averti già incontrato. Ma dove?”</p>
<p>“Proprio qui,” rispose lo straniero. “Sull’Isola Che-non-c’è.” S’alzò dondolando leggermente e Uncino l’osservò mentre si faceva strada lungo la gola. Camminava come sospeso nell’aria, come se un semplice alito di vento avrebbe potuto farlo alzare in volo. Immediatamente, qualcosa nel suo modo di muoversi mise Uncino in allerta. Non erano soltanto movimenti familiari, erano i passi di un gatto che s’avvicina silenziosamente a un uccellino ferito.</p>
<p>“Chi sei?” chiese Uncino mentre stringeva le dita intorno all’impugnatura della spada.</p>
<p>Lo straniero si fermò e gli sorrise freddamente e con calma. “Sono il principe dei fuggiaschi,” disse. “Il legittimo re dell’Isola Che-non-c’è.”</p>
<p>“Che diavolo vuoi dire?” urlò Samuel. “Di’ al Capitano chi sei!”</p>
<p>“Zitto!” ordinò Uncino senza nemmeno girare la testa. Scese dalla portantina e si mosse in direzione dello sconosciuto.</p>
<p>Più si avvicinava, più quello straniero diventava bello. Aveva gli occhi verdi, intelligenti e irrequieti che si muovevano costantemente per tenere sotto controllo tutto quello che succedeva intorno a lui; la sua bocca era sottile e ostinata. L’impressione d’averlo già visto fece di nuovo capolino nella mente d’Uncino, ma non riusciva a piazzare quel giovane in nessun angolo della sua memoria e pensò che difficilmente avrebbe potuto dimenticare un sorriso del genere.</p>
<p><strong>⇔</strong></p>
<p>Vincitore per la Migliore Copertina, Secondo Posto per il Miglior Romance Transgender di Fantascienza/Narrativa Futuristica e Paranormale, Romance Fantasy &amp; Fantasy e Secondo Classificato come Miglior Libro Transgender ai Rainbow Awards del 2017.</p>
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