Sabato 17 gennaio 2026, a Milano, presso l’Auditorium San Fedele, si è fatto un pezzo di Storia dell’autopubblicazione italiana grazie a Indieverse, e noi di Feel the Book eravamo presenti.
Indieverse è stato l’evento dell’autopubblicazione in Italia, quello che mancava.
Non si è trattato di un corso di scrittura, perché chi scrive sa già (o dovrebbe già avere) gli strumenti del mestiere, ma di una serie di input pratici per chi di scrittura ci vuole vivere. O almeno provarci. Qui il self non è stato più trattato come «ripiego», ma come scelta professionalizzante. E, diciamocelo, da consulente editoriale per selfpublisher da oramai più di dieci anni… non VEDEVO l’ora!
Organizzato da Rotte Narrative, Indieverse ha tracciato una linea netta col passato. Tra partner istituzionali e colossi del tech, Livio Gambarini ha dichiarato chiusa l’era del dilettantismo e possiamo affermare con tutta certezza che “l’Autoeditoria non è più un piano B”.
La fine dell’era del “ripiego”: il Self Publishing oggi
C’è stato un tempo – «erano gli anni 2000», come ha ricordato Livio Gambarini aprendo i lavori all’Auditorium San Fedele – in cui il self publishing era considerato «la classica scelta di ripiego», il rifugio per chi veniva rifiutato dall’editoria tradizionale. Quel tempo è finito ufficialmente il 17 gennaio 2026.
Indieverse non è stato una semplice fiera: è stato la presa di coscienza di un intero settore che ha trovato un suo spazio istituzionale. Davanti a una platea gremita, il messaggio è stato inequivocabile: oggi, l’Autoeditoria (perché di quello si tratta – EDITORIA – quando si parla di “scrittore come imprenditore di se stesso”) è un mondo parallelo e professionale, che convive virtuosamente con l’editoria tradizionale senza esserne succube.
«Ci sono autori che non pensano nemmeno a proporre le loro opere a una casa editrice», ha sottolineato Gambarini dal palco. «Vengono dritti qui. E lo fanno perché hanno capito che è un nuovo mondo quello che si è consolidato in questi anni».
I 7 Partner di Indieverse: un ecosistema industriale
A confermare che l’era del “fai-da-te” casalingo è oramai relegata al passato, c’era il parterre completo dei partner che hanno reso possibile l’evento. Sette realtà che ben rappresentano l’intera filiera professionale su cui si poggia l’editoria indipendente:
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Amazon KDP (Kindle Direct Publishing): il motore globale della rivoluzione indie, presente anche per celebrare la vincitrice del Kindle Storyteller Award, Gea Petrini, con il romanzo Il trono del lupo.
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FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori): a sancire finalmente il riconoscimento istituzionale e la tutela della figura dell’autore self.
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Pixartprinting: che ha curato la stampa dei materiali (incluso il prezioso libretto didattico distribuito ai partecipanti), dimostrando come la qualità tipografica sia oggi accessibile a tutti.
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StreetLib: la porta d’accesso per la distribuzione digitale (e cartacea) globale e multicanale.
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YouCanPrint: una delle piattaforme di riferimento in Italia per la pubblicazione e distribuzione capillare.
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Passione Scrittore: un servizio professionale che cura il prodotto degli autori indipendenti.
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Charlie Creative Lab: partner tecnico essenziale per le soluzioni creative e di design.
La presenza congiunta di queste realtà ha trasformato l’Auditorium in un hub operativo, dove si è parlato di business, metadati e distribuzione con una competenza che spesso manca anche in certi ambienti tradizionali.
Oltre le diatribe tra Editoria Tradizionale e Self
L’evento ha anche dichiarato l’inconsistenza delle “guerre di religione” tutte italiane, che per anni si sono spese nel rispondere alla domanda: Il self publishing farà crollare l’editoria tradizionale?
«È una domanda tanto stupida quanto quella: “Il libro elettronico farà crollare il libro cartaceo?”», ha chiosato Gambarini. Nel resto del mondo i due modelli convivono. E da ieri, grazie a Rotte Narrative e ai suoi partner, anche in Italia è un po’ più chiaro che un autore self consapevole è un imprenditore, non un sognatore dilettante.
Nei prossimi giorni su Feel the Book torneremo a parlare di Indieverse con approfondimenti dedicati ai dati di mercato e alle strategie emerse dai panel.
Articolo a cura di: Stella Pagani










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