
Nel regno dei mostri, anche gli eroi imparano a uccidere.
La morte l’ha marchiata dal suo primo respiro.
Essere figlia di un Madrid avrebbe dovuto essere una benedizione, ma per Tempest è stata una condanna. Orfana, senza un soldo e schiava di una corona assetata di sangue, è costretta a servire un regno sull’orlo della guerra. Troppo ribelle per diventare una dama di corte, viene affidata ai Segugi del Re: assassini addestrati a proteggere e a uccidere per ordine del sovrano.
Spinta dal desiderio di vendetta e dal ricordo di sua madre, Tempest si getta nell’addestramento con ferocia, diventando la prima guerriera donna dei Segugi. Ma il suo destino non si ferma lì.
La sua missione è catturare il cuore e l’anima del nemico più temuto del regno: il Giullare, un mutaforma letale nascosto in una terra corrotta da miti e oscurità.
La vendetta, però, non è mai un dono. È un patto di sangue.
E Tempest è pronta a sacrificare tutto per ottenerla: persino la sua libertà… e la sua anima.
Enemies to Lovers – Slow Burn – Court Intrigue – Female Warrior – Dark Fairytale

La trama di questo libro mi ha incuriosita molto; io poi adoro le donne guerriere, le protagoniste badass e così mi sono tuffata a leggerlo.
Tempest è una giovane con un passato traumatico: rimasta sola da bambina viene “adottata” dai Segugi, un corpo di guerrieri scelti, al servizio del re. La vendetta è la sua ragione di vita, e proprio per perseguirla si fa coinvolgere in una missione più grande di lei. Missione che la porta a contatto con il nemico più potente del regno, il Giullare.
Essendo il primo libro di una trilogia non mi aspettavo di entrare subito nel vivo della storia, ma avrei gradito qualche informazione in più qui e lì, per darmi almeno un’idea del mondo in cui Tempest si muove. Così non è stato, poiché l’autrice ci racconta quanto accade, ma non ci fornisce informazioni su cui basare possibili teorie. È un racconto puro e semplice degli eventi: tutto rimane in superficie, niente viene approfondito. Ad esempio, i famosi Segugi… da dove nascono? Chi può aspirare a entrare nei loro ranghi? Accolgono tutti o solo alcuni? Com’è diviso il regno?
Ecco, queste sono tutte informazioni che avrei voluto trovare; anche solo degli accenni mi avrebbero coinvolta di più nella storia.
I personaggi sono interessanti, ma poco approfonditi: spesso e volentieri, durante la narrazione, Tempest si contraddice. L’ho trovata “immatura” e ci sta, dato che in fin dei conti ha solo 18 anni, ma il suo continuo rimarcare di essere una guerriera furba e con esperienza cozza con alcuni suoi comportamenti.
Invece ho apprezzato tanto il capo dei Telagan, i mutaforma. Con lui l’autrice è andata più in profondità.
Buona anche l’idea di come “misurare” la potenza dei mutaforma: tra tutti i libri letti sinora è la prima volta che mi imbatto in questo espediente.
Altro lato positivo di questo libro è lo stile, dato che il romanzo si legge velocemente e non ci si annoia. Insomma, pagina dopo pagina, ci si trova a girare l’ultima e a leggere la parola “fine”.
Devo dire che questo libro ha un potenziale molto, molto elevato che non è stato sfruttato appieno.
Avete presente un iceberg? Ecco pensate questo libro così: c’è solo la punta ben visibile, ma sotto ci sarebbe stato tanto, ma tanto di più da cui attingere e da raccontare. Spero che il seguito sia più strutturato, che non si limiti a rimanere in superficie, ma che ci porti nelle profondità della storia.
Consigliato, se si cerca una lettura senza tanti scossoni.

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