Le nostre Fiorenza (Lucrezia) e Sabry (Morgana) ci parlano dell’esperienza al SalTo24 (dal 9 al 13 maggio)
Il Salone del Libro di Torino è un evento a cui un amante della lettura – dei libri nel senso più ampio possibile (dalla narrativa alla saggistica, passando per i fumetti e i librigame, per arrivare agli audiolibri e agli ebook e molto altro) – almeno una volta deve partecipare.
Soprattutto in compagnia di amici lettori e con un paio di scarpe comode, e quando dico comode non sto scherzando. Credetemi: i vostri piedi vi ringrazieranno.
Il Salone del Libro di Torino è davvero per tutti: per il lettore vorace, per quello occasionale, per chi si avvicina alla lettura per la prima volta, per i professionisti, per il pubblico, per le scuole.

Propone un’infinità di incontri e conferenze che spaziano tra storia, scienza, società, attualità, o che si addentrano nel mondo editoriale vero e proprio; piccoli e grandi eventi in grado di arricchire ulteriormente l’esperienza già bellissima di girare per i padiglioni e scoprire una miriade di realtà editoriali di tutte le dimensioni, spesso poco conosciute, ma con un’offerta curatissima e originale.
Concordo con te, Fiorenza, l’offerta è sin troppo ampia; ti ritrovi a girare la testa come una trottola a guardare di qua e di là. Stand che offrono di tutto e di più e tu sei dilaniata, consapevole che il tuo portafoglio a fine giornata sarà vuoto. Ma, ehi, porterai ai tuoi libri lasciati a casa soli soletti dei nuovi amici. Quindi l’unico triste, dopo il Salone, sarà il tuo portafoglio, uhm… no, mi correggo, saranno due le anime tristi: il portafoglio e quel povero scaffale che accoglierà i nuovi arrivati.
Aggirarsi per gli stand senza preconcetti, evitando di concentrarsi solo sulle case editrici più grandi e famose, i cui libri si possono facilmente trovare in tutte le librerie, consente di trasformare un’esperienza interessante in una meravigliosa. Si incontrano editori e autori che ci mettono il cuore, che ti trasmettono con uno sguardo o un sorriso il loro entusiasmo e la soddisfazione per il loro lavoro, nonostante la fatica dei lunghi giorni di fiera. Ogni anno, puntualmente, si rimane incantati davanti allo stand dell’Ippocampo, sempre creativo e originale, si scoprono case editrici che hanno rivoluzionato la loro offerta o stand che vendono accessori per proteggere gli amati libri, tutti uno più bello dell’altro.
Quest’anno, L’Ippocampo ha scelto di fare uno stand perfettamente in linea con il leitmotiv del Salone! I ritardi e le file. Quale esempio migliore di file e ritardi… dei treni? Ma a noi poco importa dei ritardi se possiamo partire, vero, Fio? E così, allo stand dell’Ippocampo partiva un treno verso posti meravigliosi, e per tutti i gusti! Io sarei rimasta volentieri su quel treno senza scendere!!! Ciuf ciuf!
Ha un’anima, il Salone. È sostenuto dalla passione per la lettura e dall’amore per i libri e dalla voglia di condividere questo amore, ma non si dimentica che il libro è anche un prodotto.
In questa edizione, infatti, molto spazio è stato dato al BookTok: che possa piacere oppure no (o che sia ancora un mistero) TikTok ha cambiato il mercato editoriale in modo radicale e ne influenza le vendite abbastanza da creare dei casi editoriali o riportare in auge libri pubblicati anni prima e di cui all’uscita si era sentito parlare poco o niente. E si è dato più spazio al romance, che, numeri alla mano, ha raddoppiato le vendite dal 2018 e non deve più essere relegato in un angolino.
Anime romantiche, fatevi avanti!!! Lettrici (e lettori) del romance, non abbiate timore, non abbiate vergogna, chi parla male del romance non lo conosce come lo conosciamo noi! Non fatevi mettere in un angolo! Trovate il vostro Patrick Swayze e lanciatevi in una lettura scatenata! Al Salone potreste trovare la vostra anima gemella, uno scontro davanti a uno stand (apprezzate il fatto che non abbia scritto: “In fila al bagno”), uno sguardo e, tacchete! Un colpo di fulmine (più facile un colpo della strega visto i pesi che si portano in giro) et voilà il vostro romance è bello e servito!
Per molti lettori, e anche per noi inviate di Feel The Book, il Salone del Libro di Torino è l’occasione per conoscere gli autori, gli editori, gli illustratori che hanno amato. Noi abbiamo assistito a una delle scene più belle mai viste: la commozione vera di una ragazza davanti a un illustratore molto amato, mentre tra le lacrime di gioia gli raccontava cosa un suo libro avesse significato per lei. E qui troviamo il senso del Salone e dei libri: l’emozione.
Hai ragione da vendere quando qualche riga sopra dici che il Salone ha un’anima! E l’anima siamo noi lettori, sono gli autori, sono le case editrici. Un’anima variegata, a tratti spezzata, ma sempre vibrante di energia, di gioia. Le emozioni che scaturiscono dagli incontri, che siano tra amici lontani o che siano tra lettori e autori, sono il vero motore del Salone…
Ma come per tutte le cose belle c’è un prezzo da pagare.
Dici a parte il biglietto? Sì, in effetti devi pagare le bibite, il cibo… Ah, non intendevi questo?
I numeri parlano chiaro: il SalTo è amato, amatissimo. Ma è anche vittima del suo stesso successo. Con i 222.000 visitatori dell’edizione 2024 (contro i 168.000 del 2022) gestire gli spazi, gli incontri, le file, è un’impresa titanica. E i problemi sono sotto gli occhi di tutti.
Per quanto non drammatica come l’edizione 2023, perennemente sotto la pioggia che aveva reso inutilizzabile l’area esterna, anche questa del 2024 ha mostrato le difficoltà che ormai sono diventate croniche per il Salone, problematiche già evidenti negli anni passati in cui si è visto un minor afflusso di visitatori: le file agli ingressi (per quanto quest’anno ci siano sembrate gestite un po’ meglio), le file ai bagni, il rumore, le difficoltà a muoversi all’interno dei padiglioni, anche a causa di firmacopie molto affollati. Tuttavia, nonostante il tentativo di alleggerire la pressione con l’apertura del padiglione 4 dedicato agli incontri, e un nuovo gruppo bagni nel padiglione 1 e altri accorgimenti, le criticità rimangono. Una in particolare sembra che l’organizzazione non abbia intenzione di risolverla: la completa assenza di posti dove sedersi, che costringe chi può ed è abbastanza disperato ad accamparsi in terra per riprendere fiato. Ma non è una soluzione praticabile per tutti e soprattutto diventa un deterrente per chi, per qualunque motivo, non riesce a stare in piedi un’intera giornata.
Ecco, diciamolo che il Salone è fatto per i giovani, per gli sportivi, perché alla fine se vai al Salone ti ritrovi a fare una maratona senza allenamento! Quindi se deciderete di andarci forse è il caso che facciate un bell’allenamento di resistenza. Fidatevi della vostra Sabry e iniziate subito ad allenarvi perché il prossimo Salone sarà qui, in men che non si dica.
L’idea di quest’anno, poi, di fornire la mappa senza indicazione degli espositori ha creato qualche confusione, anche perché il segnale dati dei telefonini all’interno è scarso per cui consultare l’elenco disponibile sul sito non era sempre possibile.
Ecco, un pensiero ai boomer che di tecnologia non se ne intendono vogliamo farlo? Questo è stato un passo falso. Invece di mettere tutti gli sponsor potevano mettere la legenda dei vari padiglioni, e meno male che c’erano i totem. Nonostante ciò vedevi gente smarrita che si aggirava per i vari padiglioni con la mappa in mano. Gente che si guardava in giro, poi guardava la mappa, poi di nuovo in giro e alla fine giravano su loro stessi e si avviavano verso uno stand a caso. Avete presente la mappa del malandrino di Harry Potter quando era inattiva? Ecco, quella del Salone era uguale, non capivi dov’eri né dove dovevi andare. MA sospetto che questa scelta fosse voluta in modo da costringerti a girare tutti i padiglioni con somma gioia dei tuoi piedi…
Ma nonostante tutto, nonostante la stanchezza alla fine della giornata, è un’esperienza da fare e da rifare. E già dal lunedì della chiusura si comincia il conto alla rovescia per l’edizione successiva.
Guarda, io mi chiedo ancora perché non facciano dei punti ristoro dove mettere un paio di divanetti, ma soprattutto un massaggiatore che ti possa alleviare la tensione e i vari doloretti dovuti al bottino che porti a spasso tutto il giorno… Uh, io avrei apprezzato moltissimo un bel massaggino ai miei stanchi piedini, ma forse l’ipotetico massaggiatore avrebbe apprezzato molto meno…

editing a cura di


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