
La signorina Violet Kingsley farebbe di tutto per la sua adorata cugina Catherine, perfino fingersi lei per celare la sua fuga al promesso sposo, in visita per onorare l’antica promessa fra le due famiglie.
Ma quando il marchese scopre l’inganno e chiede a lei di sposarlo nonostante i vari rifiuti, Violet, a dispetto della sua personalità indipendente, non sa proprio cosa fare.
Con tre proposte di matrimonio, il fratello scomparso e la casa di famiglia in pericolo, il marchese le appare come il male minore.
Sarà il solito matrimonio combinato o ci sarà spazio per il vero amore?

Inizio subito con il dire che questo libro mi ha piacevolmente colpita.
Sono una grande amante dei romance storici, ma spesso resto delusa da come viene gestita la storia. Questa volta, tuttavia, non è accaduto e ne sono felice. L’inizio di questo romanzo è tutto fuorché banale, così come il susseguirsi degli eventi, e pregevole è anche la spiegazione finale in merito agli anacronismi storici presenti.
Ho trovato il protagonista maschile, Frederick, marchese e futuro duca, molto bello e affascinante, un personaggio pieno di segreti e sfaccettature. Mentre per quanto riguarda la protagonista femminile, Violet, è stata un po’ un’altalena emotiva: ci sono stati momenti in cui l’ho apprezzata tanto e altri in cui l’ho trovata troppo volubile, motivo che mi ha portata a non gradirla del tutto. Cosa che non si può dire dei personaggi secondari, ben scritti e caratterizzati, così come gli antagonisti, fastidiosi al punto giusto. Inoltre mi è piaciuto il fatto che la storia d’amore non sia esplosa subito, ma sia cresciuta con un andamento lento che mi ha dato modo di viverla più intensamente.
«Sapete chi sono? Mi riconoscete?» domandò con apprensione e speranza. «L’amore della mia vita» mormorò.
Anche il fatto che inizialmente si trovino “cordialmente antipatici” ha permesso il crearsi di battute molto piacevoli.
«È questo l’atteggiamento di un gentiluomo?» lo accusò. «Non ho mai sostenuto di essere gentile. Un uomo? Non posso negarlo».
Inoltre, lo stile dell’autrice è scorrevole. Di tanto in tanto qualche elemento sembra rallentare la fluidità, ma, superato quello, il libro si legge tutto d’un fiato, anche perché è un susseguirsi di eventi.
Anche la quasi assenza di scene di sesso, se non accennate, non disturba, anzi.
Il pov è quasi tutto di Violet, fatta salva qualche “incursione” di Frederick; capisco il motivo di tale scelta ma avrei gradito leggere un po’ di più il protagonista maschile.
Detto questo, posso affermare che si tratta di una bella lettura, che ricorda per certi versi lo stile della Heyer, che viene citata a inizio libro.
Se amate lo storico ambientato nella Società inglese è un libro da non perdere!

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