Orgoglioso.
Prepotente.
Scontroso.
Edoardo De Santis, capitano della Stars Roma, affronta la vita con rabbia e una buona dose di arroganza. Finché un infortunio fa crollare le sue certezze e lo intrappola in una spirale di dolore e sfiducia nel futuro.
Nel momento peggiore della sua vita, l’unica persona a tendergli una mano è Sophie Molinari, la figlia del presidente della squadra.
Una complicazione.
Un dannato déjà-vu.
Sophie incarna tutto ciò che il passato gli ha insegnato a detestare in una donna. Troppo ricca, troppo viziata, troppo perfetta per essere vera. Per essere sua.
Il Lupo della A2 è disposto a rovinarsi la carriera pur di non accettare l’aiuto dell’algida principessa, ma lei si dimostrerà un osso duro, anche quando il prezzo da pagare sarà altissimo.
A Edoardo resterà un solo modo per scoraggiarla: annientarla.
Sophie riuscirà a riportarlo in campo? O sarà Edoardo a condurla all’inferno?
Un time-out lungo un incubo.
Un salvataggio sulla sirena.
Una sfida senza esclusioni di colpi tra odio e amore.
*Il romanzo è una ri-edizione di un racconto pubblicato nel 2015 per la collana Youfeel di Rizzoli Editori. Prevede un ampliamento di più dei 2/3 del soggetto di partenza e una profonda revisione dello scheletro originario.
La Matching Game è una serie di tre romanzi autoconclusivi.
“Il Lupo è un animale sensibile ed intelligente, che può essere insieme individuo e animale sociale. Un animale che si prende cura dei suoi malati, protegge la famiglia e ha bisogno di essere parte di qualcosa che sia piu’ grande di lui: il branco.”
Questo è Edoardo De Santis, e non a caso per il mondo sportivo lui è il Lupo.
Edo, però, è anche una persona arrabbiata, gli avvenimenti passati lo hanno reso burbero, scostante, rude. Tutto il contrario di un gentiluomo. E le donne sono il suo bersaglio.
Arrabbiato con tutti e per tutto, si trova improvvisamente a dover affrontare un grave infortunio. Davanti a lui è tutto nero. Nella sua testa si delinea un futuro senza basket, senza adrenalina, senza l’unica cosa che lo fa respirare in maniera corretta. L’unica cosa che ancora conta.
Le terapie non hanno dato i risultati sperati e, dopo due mesi dall’incidente, per Edoardo il ritorno in campo diventa ancora più complicato. Nessuno crede in un recupero, nemmeno lui, solo Sophie Molinari è convinta del contrario.
Figlia del Presidente della Stars Roma, Sophie, è l’unica ad avere a cuore il futuro del capitano De Santis. Disposta a tutto, anche a essere derisa dal suo stesso padre, anche a incassare insulti su insulti dal suo capitano, ha trovato una struttura disposta ad aiutare il Lupo nella riabilitazione.
Edoardo ha ora due opzioni: ritirarsi o lottare e scommettere insieme a Sophie.
“Sophie Molinari non avrebbe mollato l’osso, giocava per vincere.
Per la prima volta nella sua vita, il capitano della Stars Roma era tentato di perdere la partita.”
Per quanto mollare tutto sia la soluzione più veloce, la voglia di riscattarsi e di mostrare a se stesso quanto ancora ha da dare hanno un peso maggiore e accetta la sfida che, ancora non lo sa, cambierà tutta la sua vita.
Il Canada lo attende e a accompagnarlo ci sarà proprio Sophie per niente intimorita dai suoi attacchi d’ira.
Mentre la riabilitazione prende piede, tra i due succederà di tutto e di più. Volete sapere come si avvicineranno? Volete sapere come Edoardo riuscirà a distruggere tutto? O come Sophie lo salverà da se stesso? Leggete Broken Game e lo scoprirete!
Quando leggi e rileggi una storia per semplice piacere personale, e la conosci a memoria, pagina dopo pagina, ti trovi in enorme difficoltà a dover poi dare un parere.
Già nel 2015 questa serie mi aveva conquistata. Le storie, seppur brevi, avevano tutto quello che da un romanzo pretendo. Questi cestisti mi hanno rubato il cuore e le loro donne, forti e caparbie, possiedono quel qualcosa che ogni protagonista femminile dovrebbe avere.
Se di Nicola mi sono innamorata subito, con Edoardo ho provato sensazioni contrastanti e qui, in Broken Game, più volte ha rischiato il pestaggio dalla sottoscritta. Ma, come volevasi dimostrare, questo non ha impedito al mio cuore di battere forte per lui, perché in fondo Edoardo è un uomo che ama intensamente e protegge ciò che è suo e a quel punto tutti i suoi lati negativi non li vedi più.
Angela D’Angelo ci ha donato una storia sofferta, una storia dove il personaggio maschile tutto è tranne che principe azzurro, una storia che dalla primissima pagina cattura per come le emozioni sono enfatizzate e rese vivide.
Di proposito non parlo del passato di entrambi, soprattutto di Edoardo perché ciò che leggerete qui e il suo modo di approcciarsi ha radici profonde e per comprendere meglio il personaggio vi consiglio di iniziare da Enemy Game.
Scritto dal solo pov maschile (con una piccola incursione della protagonista), e in terza persona, questo romanzo ha tutte le carte in regola. A tratti avrei voluto leggere i pensieri di Sophie ma anche se assenti la lettura non ne risente e rimane ai miei occhi completa. L’autrice, infatti, è stata in grado non solo di rendere al 100% Edoardo ma, attraverso lui, anche la donna risulta ben delineata.
Se Edoardo spicca per tutti i suoi difetti caratteriali, Sophie brilla per la semplicità che emana. Sono perfetti insieme, si completano senza oscurare l’altro.
Trama completa, ricca e non banale, due personaggi tosti e determinati a non fallire e in costante scoperta, personaggi secondari che tornano senza invadere il terreno di gioco, scene erotiche bollenti, bollentissime, Angela D’Angelo ci porta con sé tra le pagine di un romanzo imprevedibile che saprà toccare le vostre corde.
“«Perché credi tanto in me?» le chiese, il tono che rifletteva la sua incredulità.
«Forse perché tu non ci credi abbastanza.»”
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