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Crescere in una piccola città non è facile, specialmente se sei la figlia della leader della setta locale. Dieci anni fa, Eden Collins ha lasciato Clear Springs, nel Montana, e non ha mai avuto ripensamenti. Ma quando vengono alla luce i cadaveri di giovani donne assassinate, i cui corpi sono stati violati e marchiati con i tatuaggi che contraddistinguono i seguaci di sua madre, Eden, che ora è diventata un’agente dell’FBI, non può fare finta di niente.
Allo sceriffo Zach Owens non piace l’idea di mettere Eden in pericolo, nonostante sia una agente addestrata. E sicuramente non si aspettava di essere così attratto da lei. Per quanto sembri calma e rilassata, lui sa che lei non è felice di quel ritorno a casa. Zach la vuole proteggere: dalla madre, dalla setta e dal male che si nasconde dietro i cancelli chiusi di Elysia. Ma Eden è l’unica chiave per quel gruppo così riservato, e potrebbe essere più vicina all’assassino di quanto si possa sospettare…

Era da parecchio tempo che non leggevo un giallo, soprattutto un giallo che mi soddisfacesse. Quando ho letto la trama di questo romanzo e ho visto di cosa parlava, ho deciso che dovevo dargli una possibilità. Sono sempre stata incuriosita dall’argomento “sette”, dai perché e i percome certa gente scegliesse di farne parte o di fondarne una. Mi affascinano le dinamiche psicologiche che si sviluppano all’interno di una setta tra i vari membri.
La protagonista, Eden, è cresciuta a Elysia, e sua madre è la leader della setta. Fin da piccola la vita nella comune – con tutti i suoi rituali e i divieti – le è apparsa troppo soffocante e inquietante. Pertanto, appena raggiunta la maggiore età, Eden è fuggita da Clear Springs. Ha usato la sua conoscenza sulle dinamiche delle sette per entrare nell’FBI, nella sezione “Analisi comportamentale” . Ma per quanto sia fuggita lontano dalla madre, e dalla setta, non è riuscita a cancellare il passato e i suoi condizionamenti. Il ritorno a Clear Springs in seguito al ritrovamento del cadavere di una giovane donna marchiato con i tatuaggi della setta cui apparteneva, le fa conoscere lo sceriffo Zach Owens. Tra i due c’è subito un’innegabile attrazione, che inizialmente decidono di mettere da parte per concentrarsi solo sulle indagini. Ma mano a mano che l’indagine si fa sempre più complessa, la conoscenza tra i due si approfondisce. E la caccia al serial killer si complica…
L’unica vera protagonista del libro è Eden, il suo è il personaggio meglio caratterizzato e approfondito. Zach, da questo punto di vista, è quasi una comparsa. Per gran parte del libro si avverte un senso di oppressione, di ansia, quella stessa oppressione e ansia che avverte la protagonista nel ritornare nei luoghi dai quali è fuggita. L’autrice ci racconta la storia usando le emozioni che prova Eden, come una lente attraverso la quale il lettore si avvicina alla protagonista e alle indagini.
Manca un approfondimento specifico delle dinamiche di una setta, e ci vengono date solo le informazioni necessarie per capire le scelte e i comportamenti della protagonista e degli altri personaggi collegati alla vicenda. Ma, d’altra parte, penso che questo sia un argomento troppo vasto e con troppe variabili: se l’autrice avesse dato troppe informazioni relative alla setta avrebbe trasformato il libro da un thriller a un saggio. Ho avuto la sensazione che lo scopo di questo libro non fosse spiegarci fin nei minimi dettagli come una setta funzioni, ma come le sue dinamiche e l’indottrinamento possano lasciare segni invisibili (e anche visibili) su chi ne fa parte o ne ha fatto parte. La difficoltà della protagonista di lasciarsi alle spalle anni e anni di condizionamenti continua a contaminare il suo presente lungo tutto la narrazione. Le sue percezioni mi sono apparse falsate dall’esperienze passate.
La parte romance è marginale, è prevalente la componente gialla con le indagini dei protagonisti.
L’ autrice utilizza i pov alternati, un capitolo a testa tra i due personaggi principali, con un “extra” da parte di una delle vittime. Abbiamo indizi e informazioni disseminati lungo tutto il libro, ci aiutano a conoscere meglio i protagonisti, Eden, Zach e Vic, collega dell’ FBI e protagonista del prossimo libro, ma anche gli antagonisti, Martha, Abram, Joseph, Lee, nonché chi commette i delitti. Ci vengono anche chiarite le motivazioni per cui tutti hanno agito e agiscono in un determinato modo. L’autrice ha mischiato bene le sue carte, ma … dopo tutte le puntate di Criminal minds che mi sono guardata (l’ho detto che mi incuriosisce la psicologia criminale?) ho intuito facilmente dove ci avrebbe condotti. Fermo restando che mi sono gustata il come i protagonisti sono giunti alla rivelazione finale.
Purtroppo alcuni dei dubbi che mi sono sorti a seguito di determinati avvenimenti, non hanno trovato delle risposte certe: pertanto posso solo fare supposizioni, e questo mi ha un po’ infastidito.
Un ultimo appunto: se cercate un thriller movimentato non leggete questo romanzo, perché non fa parte di quella categoria, è molto introspettivo, si incentra di più sul lato psicologico che non su quello fisico. Buona lettura.



Recensione a cura di:

Editing a cura di:










Stavolta la pensiamo diversamente, ma mi è piaciuto leggere il tuo pensiero! Bravissima
Hai ragione stavolta abbiamo opinioni diverse, ma alcune cose le condividiamo. Grazie mille sei gentilissima Chiara
anche io sono più vicina al pensiero di Chiara. il libro non mi ha entusiasmata a mio parere la parte romance era evitabile e manca del tutto la parte relativa alla setta. infime Eden non mi è piaciuta. sulla carta doveva essere una tosta ma alla fine si fa buttare giu da tutto.
Io come Chiara no n ho apprezzato il libro. La parte romance era fuori luogo e Eden una protagonista insopportabile. Però mi fa piacere che a te sia piaciuto più che a me