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Ero solo una bambina quando ho deciso che da grande avrei sposato Toren Grace. Al compimento del mio diciottesimo compleanno, mi sono accorta che era quello che volevo sul serio. Il problema? Ha quindici anni più di me. Ed è il migliore amico di mio padre. Toren è la persona più affidabile che conosco e anche se so che è l’ultimo uomo sulla faccia della terra che dovrei desiderare, non posso fare a meno di pensare a lui. è protettivo, rassicurante e possiede uno straordinario senso di lealtà. Ecco perché, quando l’ho baciato, ho mandato in tilt il suo mondo. Negare quello che entrambi abbiamo sentito, è impossibile. Ma Toren non rischierebbe mai l’amicizia con mio padre e fa il possibile per starmi lontano. Io, però, sono determinata. Perché non ho intenzione di rinunciare alle scintille che ho sentito quando ci siamo baciati.

Quando hai la fortuna di leggere un libro del genere non vorresti fare altro che gridare: “Prendetelo, vi prego! Leggetelo, leggetelo, leggetelo”, ma mi rendo conto che forse dovrei spiegarvi anche il perché dovreste farlo. Ebbene, ci proverò, anche se sono ancora totalmente scombussolata da tutte le emozioni che ho provato, da tutti i sorrisi e le lacrime che si sono susseguiti nel corso della lettura, per cui mi sembra quasi di essere rimasta a corto di parole. Ma proviamoci lo stesso!
Toren Grace ha solo quindici anni quando i suoi migliori amici e coetanei, Asher ed Ember, mettono al mondo la piccola Kenzi. Toren, diventandone così il padrino e rimanendo al suo fianco in ogni fase della sua crescita: è il suo punto fisso, la costante della sua vita, soprattutto perché Asher ed Ember sono due musicisti spesso in viaggio e lasciano la piccola allo “zio” Tor, che la considera il suo “angelo” e ha promesso di proteggerla fino alla morte. Tra i due si stabilirà un legame profondo e unico sin dal primo sguardo e avremo la fortuna di leggerlo e assaporarlo attraverso dei piccoli flashback all’inizio dei capitoli che vi faranno sciogliere il cuore. Il mio l’hanno praticamente fatto a pezzi: Tor è stata la prima parola di Kenzi, il suo mondo, il motivo del suo sorriso, il suo custode.
In quel momento, si è creata una connessione.
È fatta.
Mi ha conquistato.
Mia nipote.
La mia figlioccia.
L’amore della mia vita.
Toren dapprima sarà uno zio protettivo per lei, poi il suo migliore amico e confidente ma, quando Kenzi si avvicinerà al suo diciottesimo compleanno, qualcosa nel loro rapporto cambierà, diventando sempre più fisico e sensuale fino a quando un bacio non farà implodere il loro equilibrio.
Gli occhi chiusi fremono mentre precipito sempre di più verso di lui, ma lui si tira indietro appena in tempo e soffochiamo contemporaneamente un gemito di sorpresa, guardandoci negli occhi, increduli. Lasciando andare la mia mano, mi afferra dietro il collo, portando avidamente la mia bocca di nuovo sulla sua, e io mi aggrappo al suo braccio per non rischiare di cadere indietro.
Lui cercherà in tutti i modi di combattere questi nuovi sentimenti che prova per lei, soffocandoli, rinchiudendoli in un angolo nascosto dentro di sé, perché non vuole tradire la fiducia dei suoi migliori amici e non vuole sporcare la cosa più pura e bella della sua vita, temendo che tutto questo possa essere malato.
Non l’ho pensato veramente. Non ho provato nulla. Non l’ho tenuta più stretta a me. Non l’ho implorata in silenzio di non togliermi più le mani di dosso. Non ho desiderato accarezzarle il viso e prometterle il mondo. Non mi è piaciuto vederla con addosso nient’altro che la mia maglietta in mezzo la cucina.
Non permetterò più alla mia mente di pensare ancora a lei.
Non desidererò mai, mai più qualcosa che so di non poter avere.
Ma come si fa a mettere a tacere il proprio cuore? Come si fa a dire che sia sbagliato quando sembra la cosa più giusta del mondo?
Questa è una storia che ti rapisce sin dalla prima pagina, ti trattiene a sé, ti conquista, ti entra dentro fino a prendere possesso del tuo cuore e non te lo da’ indietro allo stesso modo. Ti cambia inevitabilmente.
Ciò che ho amato tantissimo di questa storia è il fatto che l’autrice, in un meraviglioso alternarsi di pov che vi farà innamorare di entrambi i personaggi, riesca a mantenere un’atmosfera dolce e quasi fiabesca, insieme a un’intensa sensualità ed eroticità. Ma non fraintendetemi, questo non è un forbidden puramente erotico: le scene di sesso ci sono, sono descritte bene e hanno una forte carica sensuale, ma è soprattutto la storia d’amore tra due anime destinate a incontrarsi, che si sono ritrovate dal primo sguardo e che non possono fare a meno di amarsi sin dall’inizio dei tempi.
È una storia che trascende qualunque categoria, unica nel suo genere, che si impregna del concetto di destino, di amore, di amicizia, di passione, di famiglia, di speranza e di seconde possibilità.
Non potrete fare a meno di innamorarvi di Toren, perché sebbene Kenzi sia una ragazza matura e forte, determinata a stare con l’amore della sua vita, è lui che vi farà battere il cuore così ferocemente che vi sembrerà di avere un infarto. Posso già rassicurarvi, non siete in pericolo di vita, dovrete solo godervi quelle emozioni che prendono possesso di voi. Non ve ne pentirete.
«Mi guardi esattamente come quando eri una bambina».
«E come sarebbe?»
«Come se fossi l’unica cosa che ti va di guardare».
Senza spezzare il contatto visivo, sorrido alla verità nelle sue parole.
«Forse lo sei».
Toren è sexy da morire, ha un corpo scolpito con tanto di tatuaggi e capelli lunghi, senza contare che il suo carisma lo rende terribilmente affascinante, ma è molto più di questo: è un uomo tormentato, ha sofferto tanto per una serie di circostanze che non voglio svelarvi per farvele godere in pieno, è alla ricerca della sua casa, del suo posto nel mondo, sapendo però che Kenzi è sempre stata ovunque lui volesse essere. Lei è la sua casa, lui la stava aspettando anche senza saperlo.
Mi rivolgo a chi potrebbe avere ancora dei dubbi su questo libro per quanto riguarda il rapporto tra Toren e Kenzi: non c’è niente di malato o perverso nella loro storia, lui non l’ha mai toccata prima dei diciotto anni, era davvero lì per lei per affetto e per un amore così puro che non potrete fare a meno di inchinarvi di fronte a tanta deferenza. Nel corso della lettura mi è balzato subito in mente un paragone con l’imprinting che Jacob ha nei confronti di Renesmee, la figlia di Bella ed Edward in Breaking Dawn (la saga di Twilight per intenderci): la dinamica è esattamente quella, perché Toren capisce di volerla come donna solo quando lei è diventata effettivamente adulta, come se la sabbia nella clessidra si fosse finalmente esaurita e il destino reclamasse la loro unione.
«Hai idea di quanto ti ami?».
Il suo ampio petto di espande e si contrae lentamente, e capisco che sta cercando di mantenere il controllo. Di evitare un altro scontro. Mentre tocca distrattamente il peluche in mezzo a noi, risponde con tono dolce, ma al tempo stesso malinconico. «Spero tanto quanto ti ami io».
L’unico punto che forse mi ha delusa è il finale un po’ affrettato, perché per quanto la lunghezza del romanzo sia considerevole, non pesa affatto, anzi, sembrerà che sia troppo breve, perché la loro storia meriterebbe pagine e pagine e quindi quel finale, a mio avviso, meritava di più. Ma comunque è un’opinione totalmente soggettiva che non altererà minimamente ciò che penso di questo romanzo, che per me rientra a tutti gli effetti tra i miei indimenticabili.
Ritorno quindi al punto iniziale e vi ripeto di leggerlo, anzi vi prego di farlo, perché questa storia non ha nulla di scontato, ci insegna che l’amore può guarire, che la magia sta anche in queste piccole cose che troppo spesso diamo per scontate, ma che se abbiamo il coraggio di coglierle e di tenerle strette possono cambiare l’intero corso della nostra vita.
Penso che tutte le relazioni comincino con una linea invisibile e, anche se non riusciamo a vederla, sappiamo che è lì perché la percepiamo. Rispettiamo quella linea perché è quella che mantiene intatti i limiti della relazione. […]
La linea tra me e Tor è unica nel suo genere, perché va a zig zag tra la sfera della famiglia e quella dell’amicizia, ma ora comincia a sbiadirsi e non riesco più a definirla. Non so più dove vada tracciata, anzi, non so nemmeno se voglio tracciarne una.


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