
Inghilterra, 1813. Che cosa può mai fare un duca quando la promessa sposa che aveva accuratamente selezionato lo abbandona piuttosto che sposarsi senza amore? Per salvare il suo orgoglio non gli rimane che sposare la prima donna che gli cade tra le braccia.
Joyous Fiona MacQuarrie ha stregato il Duca di Belmore appena è apparsa dal nulla e lo ha steso… letteralmente. Quando l’orgoglio di Alec lo porta a sposarla, Joy sconvolge la vita di questo serissimo e altezzoso duca inglese. È una strega scozzese che non sempre riesce a controllare i suoi poteri magici. Ben presto la vita di Alec piomba nello scompiglio. Questa bellissima giovane incanta chiunque gli stia intorno, accende la sua passione quando la bacia, ma rischia di causare uno scandalo mai visto con i suoi poteri magici. Stregati dalla passione, questi due cuori solitari sono i classici opposti che si attraggono in una storia irresistibilmente divertente e tenera.
Questo libro è la traduzione integrale di “Bewitching”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma sensibilmente ridotta con il titolo “Joy la strega”. Se avete amato Joy, adorerete la traduzione integrale del testo originale, e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente

La storia che oggi vi presento, in realtà è una ritraduzione di una delle maestre del romance, che per me è sempre stata una garanzia. Ve lo dico, questo libro è fatto per anime veramente romantiche, a cui non dispiace un bel pizzico di magia.
Magia che però non sempre va a buon fine; infatti, la nostra Joyous Fiona MacQuarrie è si una strega, discendente di un’antica stirpe di maghi, ma in definitiva è una pasticciona. È piccola e bruna, ha occhi verdi, sopracciglia nere e un neo sbarazzino e malizioso sopra il labbro superiore: in sostanza una versione umana dei folletti dei boschi.
Come famiglio ha una donnola ermellino di nome Belzebù, che dorme o mangia.
La nostra protagonista si ritrova a doversela cavare da sola per una serie di eventi che la porteranno come sempre a sbagliare incantesimo e a cadere, letteralmente, in testa al nostro protagonista: l’algido, impassibile e rigido Alec Gerald Castelmaine, Duca di Belmore. Un perfetto esponente della nobiltà inglese, snob e assolutamente consapevole di essere attraente. Labbra sensuali stirate in una linea dura, bel viso con zigomi marcati e naso aquilino, occhi color ghiaccio e capelli striati di grigio, retaggio dei Belmore.
In sostanza, la perfezione.
I nostri protagonisti si trovano esattamente ai poli opposti: lui maniaco del controllo e cinico, lei gioia incarnata che vede la magia in tutto.
Il Duca deciderà di sposare Joy e, se anche lei cercherà di dirgli chi è veramente, solo dopo le nozze, quando la ragazza lo manderà letteralmente in aria, Alec capirà che la sua Scozzesina è davvero una strega.
Le scene sono molto divertenti, da commedia degli equivoci, così come alcuni personaggi secondari, che aiutano la narrazione.
“Alec, stai urlando.”
“Sì, lo so, ed è una bellissima sensazione.”
Alec le proibirà di usare la magia, e Joy, da donna innamorata, accetterà.
Lei riuscirà a vedere oltre l’aristocratico: per Joy, Alec è il suo Alec.
Allo stesso tempo, il Duca combatterà più che può la profonda attrazione che prova per lei. “Amore” è un insulto per Alec.
Ma il cambiamento è inevitabile, e la crescita, come si sa, risulterà dolorosa.
“I suoi occhi erano gli occhi di un uomo il cui cuore anelava un po’ di magia.”
Ad accompagnarli ci sarà spesso l’intervento della strega madrina, zia di Joy, che si presenterà nella storia sotto varie forme.
La sensualità scorrerà sulle pagine, così come le scene di sesso che non sono mai volgari o fuori luogo. Lo stile è fluido ed elegante, la storia è scorrevole e, per quanto la trama non sia tra le più brillanti, è veramente ben scritta e divertente, con dialoghi esilaranti. Nonostante il romanzo abbia la sua età, io lo consiglio, anche perché le scene tagliate nella prima versione erano tante, e durante la lettura risultavano pesare.


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