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Jodie e David vivono fin da bambini sotto lo stesso tetto da quando i genitori di lei sono morti in un tragico incidente stradale. Con il passare degli anni l’affetto che li unisce si trasforma in amore profondo e bruciante passione. La loro storia, per quanto segreta, è così solida da sembrare inattaccabile. Eppure, durante l’ultimo anno di università, all’improvviso e senza spiegazioni, David lascia Jodie, spezzandole il cuore. Jodie prova in tutti i modi a capire cosa sia successo al ragazzo che diceva di volerla sposare, perché si sia allontanato e l’abbia sostituita con una nuova ragazza che esibisce a ogni occasione. Ma, notte dopo notte, all’interno delle mura della loro casa, David cede e torna da Jodie, maledicendo se stesso perché non sa controllare il desiderio che ancora ha di lei. Jodie capisce che lui nasconde un segreto, qualcosa di inconfessabile che lo ha cambiato e che rischia di distruggere per sempre il loro amore…

Premetto è una recensione di pancia.
Ho appena concluso la lettura di questo nuovo romanzo di Robin C e devo dire che ne sono rimasta delusa. Delusa per come non hanno reagito i personaggi, dimostrandosi assolutamente incapaci ripercorrendo meccanismi identici per tutta la durata della storia, delusa per la facilità con cui il cattivo di turno manipola la situazione e le persone, delusa per un finale che, purtroppo, già dopo i primi capitoli, appare scontato. Non metto in dubbio né lo stile, né le scelte dell’autrice, ma io come lettrice ho accusato il colpo.
Questa storia è un copione già scritto, i giochi si svelano subito e fin dall’inizio i due ragazzi protagonisti sono stravolti dagli eventi, schiacciati da un “segreto” che li annienta, non c’è reazione da parte loro, soprattutto da parte di David che si dimostra totalmente inetto, incapace di scegliere, di prendere una qualsiasi posizione, incapace di difendere se stesso e Jodie. Passa da un proposito all’altro spezzandosi cuore e cervello, cerca di proteggere ma ferisce, cede alle manipolazioni senza un briciolo di attività cerebrale.
L’artefice di tutto manipola non solo le vite dei ragazzi ma anche quella di tutti i comprimari, con una facilità davvero disarmante, nessuno che controlli, tutti accettano passivamente le sue parole, che sono finalizzate solo ed esclusivamente a far soldi. Uomo meschino e arrivista, passa sopra tutto e tutti come uno schiacciasassi circondato da personaggi totalmente passivi. Non riesco a pensare che tutto sia così facile, che ogni pedina esegua esattamente le mosse previste senza nessun tipo di imprevisto o di deviazione.
Unica all’oscuro del segreto, manipolata da tutti è Jodie che nella sua ignoranza pare reagire, si aggrappa con forza ad un amore che la prende totalmente non capisce cosa succede, e nonostante tutto cerca di non mollare riuscendo solo ad annullarsi come persona. Anche lei non fa altro alla fine che ripiegarsi su se stessa, accettando passivamente un destino scritto da altri.
Ecco quello che contesto alla storia, personaggi senza personalità.
Robin C non scrive mai romanzi pieni di cuoricini, ma sinceramente questo mi pare un eccesso di (posso dirlo?) cattiveria. Cattiveria nei confronti dei personaggi e dei lettori che vedono scorrere pagine e pagine intrise di dolore, spettatori anch’essi passivi del disastro senza un possibile spiraglio.
Come ho detto non mi aspettavo un romance con tanto di happy end, ma nemmeno un finale così. L’unica cosa che spero è che ci si trovi di fronte ad un primo libro, che in futuro i due protagonisti, magari dopo anni di sofferenze, abbiamo comunque un riscatto.


Recensione a cura di:

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