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Fare del sesso con il tuo incredibilmente sexy ex marito non è MAI una buona idea; soprattutto se lo odi a morte. Eppure, sembra che io non sia riuscita a farne a meno.
La storia è questa: tanto tempo fa, in una piccola città che ho cercato di dimenticare… ho sposato il carismatico e tipicamente americano “re del liceo”. Lui era sexy e affascinante; io timida e infatuata.
Avevamo entrambi diciotto anni e, naturalmente, non c’è stato il “vissero per sempre felici e contenti”: è accaduto l’opposto.
Avete pensato che quella fosse la fine? L’ho pensato anche io.
Sette anni dopo e senza nessun preavviso, Branson Hickey è di nuovo nella mia vita.
Molte cose sono cambiate e altre no.
Ancora lo desidero. Ancora non lo sopporto. E ancora penso a lui senza sosta, persino dopo tutto quello che ci siamo fatti. Mi sono chiesta a lungo se mi sarei mai più innamorata.
Ora mi chiedo se ho mai davvero smesso di amarlo.

Cecily Barnett, che solo una persona al mondo chiama Celly, studia Economia alla Central Arizona University ed è referente per gli alloggi al piano delle matricole di uno studentato, incarico che non prevedeva così gravoso. Tra falli giganti “vergati” sulla sua porta con il pennarello indelebile e studentesse che si buttano dal balcone senza centrare la piscina, di certo Cecily inizia ad apprezzare meno il vitto e l’alloggio gratis, nonché la stanza singola, che la sua posizione le garantisce.
Però, tutto sommato, la sua vita scorre tranquilla. Con gli anni ha superato il fatto di non aver studiato arte, come voleva, di essersi sposata troppo giovane, come forse non voleva, e di non avere in pratica una vita sociale.
Ero finita a Pittsburgh, a vivere con mia cugina Taylor e a fare doppi turni per un salario minimo, mentre provavo a dimenticare il ragazzo che mi aveva spezzato il cuore. Per un po’ mi ero sentita come se stessi annegando, ma, quando ero riemersa, qualcosa di importante si era indurito in me.
«Ora potrai andare alla scuola d’arte, Celly».
Era ciò che mi aveva detto lui il giorno in cui avevo ficcato i miei averi in alcuni sacchetti neri, della spazzatura, mentre mi mordevo la lingua fino a sentire il sapore del sangue. Non potevo sopportare che mi vedesse piangere. Aveva borbottato quelle parole come se pensasse che gli sarei stata grata dopo quello che mi aveva fatto. Non lo ero.
Branson Hickey è la prova vivente che si possono collezionare i titoli di “ex”: ex promessa del football, ex re del liceo, ex Ranger dell’Esercito e… ex marito di Cecily. Anni prima ha commesso un errore del quale si è pentito ogni giorno, anche se allora era convinto di avere agito con le migliori intenzioni. Quando decide di congedarsi dall’Esercito, la sua vita perde all’improvviso un importante obiettivo e Bran si ritrova a dover tirare le somme. Seguendo più un’ispirazione che effettuando una scelta consapevole, decide di studiare Geologia nella stessa università di Cecily.
Una volta certo di essere fuori dalla visuale di Cecily, smisi di correre. Durante gli anni nell’Esercito avevo corso abbastanza per sei uomini, cazzo, e comunque avrei potuto dare l’impressione di essere in giro a fare qualcosa di losco: ero un tizio muscoloso in blue jeans che schizzava via dall’ospedale a tarda notte. Non avevo bisogno di problemi, ne avevo già abbastanza nella mia testa a tenermi occupato.
Restando nell’ombra, osservai l’auto di Cecily uscire dal parcheggio col suo rumore scoppiettante. A giudicare dalla reazione della mia ex moglie, immaginai che quella sera fosse stata felice di vedermi come lo sarebbe stata se avesse sorpreso una tarantola ad arrampicarsi sulla sua gamba.
«Cazzo!», imprecai e piantai il palmo contro la base metallica di un lampione nelle vicinanze, per riuscire a pensare per un secondo. Avevo passato molto tempo a chiedermi come sarebbero andate le cose quando io e lei ci fossimo trovati di nuovo faccia a faccia.”
Potrebbe sembrare una coincidenza, ma in realtà il piano di Bran è semplice: vuole riprendersi l’unica donna che lo abbia mai fatto sentire davvero felice e per farlo sarà disposto a rimettersi in gioco, come mai prima.
Spiegata in due parole, la trama sembra molto semplice e lineare, simile a mille altre lette finora. Vi avviso subito che non è così.
Quello che sembra iniziare come un romance scanzonato, si rivela una lettura più profonda del previsto. L’autrice è abile a trascinarci in una doppia narrazione nella quale, oltre ai pov dei due protagonisti, assistiamo all’alternarsi di accadimenti del passato e del presente, in una giostra perfettamente orchestrata che, alla fine, ci condurrà a uno scontro/incontro tra ciò che Cecily e Bran erano e ciò che sono adesso.
«Celly», disse e fece un passo in avanti.
Scossi la testa e indietreggiai, finché non entrai in collisione con il muro di mattoni. «Non chiamarmi così».
«È il tuo nome».
Non avevo voglia di essere ragionevole. «Non mi interessa. Non puoi pronunciarlo».
«Non posso pronunciare il tuo nome?».
«No, non così».
«Così, come?»
«Come se mi conoscessi, Branson Hickey. Non mi conosci affatto».
«Ti conosco, Cecily», replicò lui, a voce bassa.
«Oh, col cazzo che mi conosci!»
Si guardò di nuovo attorno e inclinò la testa: sembrava confuso. «Cosa ti è successo? Eri una ragazza così vivace, piena di… colore».
Scossi la testa. «Non sono più una ragazza. Ecco cosa è successo».
«Celly».
«Sai, le tue capacità d’ascolto lasciano un po’ a desiderare. Ti ho detto di non chiamarmi così».
Bran emise un suono esasperato. «Dannazione, non possiamo avere una conversazione da adulti?».
«No». Scossi la testa, facendo oscillare lo chignon fino a farlo sciogliere. «Non credo».
Entrambi hanno sofferto per una scelta affrettata, si amavano, ma non era ancora il loro momento. Proprio colui che aveva posto fine alla relazione nel passato, è il primo a rendersi conto che hanno diritto a una seconda possibilità nel futuro, sempre che non sia troppo tardi.
Cecily è un personaggio bellissimo, ironica e tragica, con le sue paure e le sue speranze, mi ha fatto davvero commuovere in certi passaggi. Branson è l’uomo che tutte vorremmo incontrare, fa un percorso di crescita notevole e alla fine è impossibile non perdonargli gli errori commessi perché ci si rispecchia nei suoi sbagli imperfetti.
Una lettura piacevole, emozionante, di quelle che ti fanno smettere di leggere, chiudere gli occhi e recitare una preghiera perché tutto vada bene.
Consigliatissimo, anche per la scrittura chiara, scorrevole e la buona traduzione.
Una parola per la cover che di certo invoglia all’acquisto, anche l’occhio vuole la sua parte.
Cinque stelle meritate.


Recensione a cura di:

Editing a cura di:









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