
Probabilmente non conoscete l’«organizzazione» per cui lavorano Guy, Emily e Eric, eppure gioca un ruolo fondamentale nella vostra vita. Perché tutte quelle cose, normalmente etichettate come coincidenze, sono, in realtà, decise, studiate e minuziosamente pianificate. Incontrare un vecchio amico è un caso? Perdere le chiavi dell’auto il giorno prima delle vacanze è uno scherzo del destino? Nient’affatto. Guy, Emily ed Eric hanno indirizzato la vostra esistenza perché quelle cose succedessero proprio in quel momento. E si occupano di
far accadere anche cose molto importanti: la scoperta rivoluzionaria di uno scienziato, l’incontro tra un artista e la sua musa; la scintilla dell’amore tra due sconosciuti…
Ma adesso tocca all’abile, rigoroso Guy assumersi un compito di enorme responsabilità: la coincidenza più difficile e pericolosa che gli sia mai capitato di creare. Eppure, quando lui capirà la profonda trasformazione che sta per subire la sua vita e quella dei suoi compagni, sarà costretto a fermarsi e a riflettere sulla vera natura del destino, del libero arbitrio e dell’amore. E poi agire di conseguenza. Ma a quale prezzo?

Emily, Guy e Eric sono creatori di coincidenze. Sembrano persone comuni, ma vivono al nostro fianco e con il loro lavoro fanno nascere amori, rivelano talenti e migliorano il mondo. O almeno ci provano. Muovono a volte piccolissimi dettagli, ma che possono influenzare molte persone.
Le regole che devono seguire sono rigide e importanti. Sono regole e logiche che nascono principalmente dalla comprensione dell’animo umano, del suo modo di scegliere, della difficoltà a volte di vedere oltre e buttarsi.
Ma se c’era una cosa che il corso gli aveva insegnato era che non bisogna mai, mai, mai tentare di definire le persone con una parola sola. Gli esseri umani sono troppo complessi. Cadere nella trappola degli aggettivi è il primo stadio del distorcere la percezione della persona per la quale si sta creando una coincidenza. Tutte le parole sono trappole semantiche, ma gli aggettivi sono particolarmente perniciosi, sono come paludi.
Poeti nascosti dentro timidi ragionieri, persone buone che devono sembrare cattive per sconfiggere un male più grande, errori che devono essere commessi per rivelare nuove possibilità, questi sono i successi dei Creatori di Coincidenze.
E mentre conosciamo i protagonisti, impariamo, con dei capitoli scritti come libri di testo, le logiche su cui si basa il loro lavoro, e per quanto questi manuali diano al libro un’atmosfera fantastica leggermente surreale, dall’altra parte espongono grandi verità. Perché anche se le persone non sono definibili il comportamento di massima può essere previsto. E mentre legge, il lettore guarda dentro se stesso e si rende conto di far parte dello schema, di essere facilmente interpretabile da qualcuno che sappia leggere i segni.
E i Creatori di coincidenze li devono sapere vedere.
«Ultima domanda», aveva detto il Generale. «In che buca è finita la nove nell’ultimo tiro?» Tutti e tre erano rimasti in silenzio. Nessuno se n’era accorto. «Segnatevi questo come il vostro primo e ultimo fallimento», aveva detto il Generale, appoggiando la stecca. Sul tavolo. «Con tutto il rispetto per la visione d’insieme, non si può tenere d’occhio una partita per tutta la sua durata e poi distrarsi e perdersi l’ultima giocata. Cominciate a farci l’abitudine. Dovrete accorgervi di molte più cose di quanto non vi rendiate conto.»
Ma anche i Creatori di Coincidenze devono scegliere. Guy ed Emily si trovano davanti a una scelta. La loro vita regolare, talmente rigida da essere una gabbia in cui tutte le loro capacità li vincolano, o un’alternativa sconosciuta, nata da una loro scelta libera ma le cui conseguenze non possono essere previste?
«E poi ho avuto l’opportunità di essere attivo, di cambiare le cose, di volgerle nel modo che mi sembrava più giusto. Ma invece di farlo, sono diventato schiavo delle buste. Mi sono lasciato assorbire dal sistema, semplicemente perché era comodo, piacevole e offriva un senso di appartenenza a qualcosa.»
È un romanzo insolito, che fa riflettere ma anche incuriosisce: indizi inducono il lettore a chiedersi dove voglia andare a parare, e il timore che la scelta di Guy sia sbagliata sorge spontaneamente mentre la matassa si sbroglia.
Tenero e profondo allo stesso tempo, è un libro che parla della realtà pur presentando un mondo non reale, parla di Emily e Guy ma anche di noi stessi, delle scelte che influenzano la nostra vita, in una narrazione scorrevole e piacevole che non annoia. Un romanzo per chi cerca qualcosa che esuli dai soliti schemi, un po’ magico, ma allo stesso tempo reale.

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