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	<title>Valeria Biuso &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione doppia &#8211; &#8220;Anche la morte ascolta il jazz&#8221; di Valeria Biuso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 11:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa Storica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ianieri Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Biuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="195" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/Anche-la-morte-ascolta-il-Jazz-Feel-The-Book-195x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/Anche-la-morte-ascolta-il-Jazz-Feel-The-Book-195x300.jpg 195w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/Anche-la-morte-ascolta-il-Jazz-Feel-The-Book.jpg 325w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />Acquistabile qui William Brooks è un giovane scrittore alla ricerca d&#8217;ispirazione a zonzo per le livide strade della febbricitante e contraddittoria New York della fine degli anni &#8217;40. Scrive recensioni per il Partisan Review, la rivista più radicale della città, e frequenta i locali storici del bebop, costipati da morfinomani, perdigiorno e hipster. L&#8217;inaspettato incontro [&#8230;]]]></description>
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<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>William Brooks è un giovane scrittore alla ricerca d&#8217;ispirazione a zonzo per le livide strade della febbricitante e contraddittoria New York della fine degli anni &#8217;40. Scrive recensioni per il Partisan Review, la rivista più radicale della città, e frequenta i locali storici del bebop, costipati da morfinomani, perdigiorno e hipster. L&#8217;inaspettato incontro con un lontano parente, l&#8217;azzimato e nebuloso Noah Tats, riesce però a scuoterlo dal languore in cui si sentiva da tempo impaludato. Una seducente e misteriosa promessa di consapevolezza illumina d&#8217;improvviso l&#8217;orizzonte di William. Ma la strada è ancora percorsa da fittissime ombre e pesanti inquietudini&#8230; Valeria Biuso racconta la crisi identitaria di una generazione, evocando il relativismo dei nuovi valori fondamentali e le antinomie irrisolvibili che governano la società occidentale. Poesia beat, moda, jazz, esoterismo, gusto fantastico e controcultura hipster si fondono in un&#8217;appassionata e trasversale ricerca di autenticità.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></p>
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<p>di</p>
<a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Guest-start.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Guest-start-300x88.png" width="300" height="88" /></a>   Antonio Polizzi
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono autori la cui maestria è tale, nel descrivere i personaggi e gli ambienti dove ha luogo una storia, da riuscire ad annullare ogni distanza tra il lettore e le scene descritte. È il caso di Valeria Biuso, la cui New York della seconda metà degli anni ’40 prende vita fin dalle prime pagine nel suo “Anche la morte ascolta il jazz”, bellissimo romanzo che ci fa percorrere le strade sulle quali cammina anche William Brooks, il protagonista.</p>
<p>Aspirante scrittore e insoddisfatto redattore della rivista <em>Partisan Review</em>, William si aggira nei meandri della metropoli tanto quanto in quelli della sua mente, perennemente in cerca di qualcosa che continua a sfuggirgli: la felicità. Lo si potrebbe persino paragonare a un Ulisse metropolitano che tenta di far ritorno nella sua Itaca, laddove essa non è un’isola di prosperità e amore familiare, ma solo una meno pretenziosa “vita normale” che lo soddisfi appieno, condizione che a lui appare così irraggiungibile da arrivare a essere una nemesi esistenziale.
Proprio come l’eroe omerico, anche William è un naufrago, in cerca però di un’immaginaria spiaggia sulla quale approdare per salvarsi; ma si ritrova, invece, sospinto qua e là dal vento di una prepotente crisi che non riguarda solo lui, come individuo, ma un’intera generazione che vagabonda tra alcol e droghe, credendo che, nella bottiglia di whisky o nella siringa di morfina, possano dissolversi le angosce del presente e i timori riguardo al futuro. Ed è così che vivono anche gli amici di William, in un circolo vizioso che non sembra dare scampo, tra feste in cui annullarsi e sostanze stupefacenti che esaltano l’istante, ma uccidono l’eternità.
Eppure non appaiono per nulla come una masnada di disperati che odia la vita o la disprezza, anzi, la capacità narrativa dell’autrice è anche quella di aver delineato alcuni personaggi secondari in maniera appositamente sfocata, allo scopo di farci vedere dei contorni morbidi, diversi cioè da quelle personalità nette e precise alle quali magari siamo abituati. In questo modo, il lettore può crearsi una sua immagine di questi coprotagonisti, la cui vita ruota intorno a William, non come dei poeti maledetti, ma piuttosto come dei testimoni di un declino sociale e culturale che appare inevitabile, così difficile da arrestare, e che ci porta quasi a giustificare il loro comportamento.
E anche William, come Ulisse, ha il suo Mentore: una figura che, nel romanzo, appare spesso all’improvviso e che risponde al nome di Noah Tats. Il personaggio di Noah, fedele al suo nome biblico, fa alcune tra le apparizioni più importanti proprio sotto una scrosciante pioggia, un simbolico diluvio che lava via i nefasti pensieri che William ha sulla morte. Noah si presenta come un parente lontano la cui ascendenza, come sostiene egli stesso, si perde “tra le radici genealogiche”. Noah è un personaggio che trova sempre il modo di far riflettere William su degli aspetti che vanno oltre il semplice materialismo, oltre la realtà percepita dai cinque sensi, e questo attraverso dei consigli che abbracciano ora una filosofia dai tratti orientali, ora una moderna psicologia motivazionale; il tutto però con una precisa spinta ad andare fino in fondo, a terminare il romanzo al quale il giovane sta ormai lavorando da troppo tempo, e a scoprire un significato più profondo che si rivelerà, proprio attraverso Noah, solo alla fine di questa storia. Tuttavia, William sembra compiere una parabola discendente che non può essere fermata da nessuno e, man mano che la narrazione prosegue, ci appare come un eroe che, ben lungi dal risorgere, sembra morire lentamente. In questa lenta discesa verso il fondo, William arriva a essere spettatore della propria esistenza, diventando “come una pietra di fiume” che subisce gli eventi, senza poter far nulla per modificarli. Anche la sua storia con Dahlia, la fidanzata, una poetessa che compone versi Zen ed è rossa nei capelli e nel cuore, perché in grado di declamare a memoria Marx, rischia di passargli attraverso come un’entità fantasma, priva di qualsiasi consistenza.</p>
<p>Come accennavo all’inizio, grande pregio dell’autrice, a mio avviso, è la cura certosina riservata alla descrizione di ogni scena, tanto che ci sembra di percorrere con William le strade di New York, accumulando miglia sotto ai piedi, o di essere seduti sui larghi sedili in pelle delle auto di quell’epoca, sgangherate quanto le vite dell’aspirante scrittore e dei suoi amici.
Una tecnica e uno stile, quelli della Biuso, dai quali si evince l’amore che deve avere per Céline e per Kerouac.
Infine, come si intuisce dal titolo stesso, in questo romanzo non c’è solo un ritmo narrativo dato dall’intersecarsi delle parole e delle frasi, ma anche un ritmo musicale dato da tutti gli accenni ai jazz club, nei quali William, solcando New York con il suo mal di vivere, approda spesso: punti fissi nella sua mappa di viaggio, sono i luoghi d’eccellenza dove i <em>b</em>opper come lui assistono agli ipnotici virtuosismi delle jam session. E al tavolo, mentre è seduto accanto a William, tra una sigaretta Gauloise e un whisky a buon mercato, anche al lettore pare di ascoltare le note di Gillespie, che si spingono oltre i confini del romanzo, in un intreccio dove nulla è ciò che sembra.</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-5-stelle.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-5-stelle-300x118.png" width="300" height="118" /></a></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="300" height="16" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione.png"><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></a></p>
<p>di</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/01/Aoidos-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi è il vero protagonista di questo romanzo? Will Brooks, forse, o il suo spleen decadente? Il suo romanzo incompiuto? No, credo che la vera protagonista sia la città che non dorme mai, questa New York pesta e ubriaca, morfinomane e indifferente, dentro cui Will e gli altri personaggi si muovono come fantasmi, alla ricerca di una qualche ragione per continuare a vivere, pur spesso non sospettandolo. Si trascinano da un bar all’altro, ascoltano jazz, fanno sesso, si incontrano, si scontrano, ma ogni cosa è niente, nessuno lascia una traccia, nessuno guarda oltre se stesso.</p>
<p>Doug, uno degli incontri, dice, in una notte di marijuana e alcol:</p>

<p><em> A che serve essere egoisti? Meglio essere dei camaleonti. Anche Keats voleva esserlo. Dobbiamo liberarci, fratello mio. Nessun impegno, nessuna lotta, nessuna rabbia, nessun movimento. Solo resistenza passiva.</em></p>

<p>E così trascorrono le ore  e i giorni, e le notti, nella consapevolezza, a volte ridicola, del non essere nulla in quella enorme città.</p>
<p>Solo una persona è in grado di scuotere Will dal torpore di un’esistenza in vuoto pneumatico, Noah Tats, enigmatico figuro che sbuca fuori inatteso e nei più strani frangenti. Will parla con Noah, tira fuori il meglio e il peggio, racconta a lui più di quanto non racconti neanche a se stesso.</p>
<p>E Will, con furore, rimette mano al suo libro, e, con assoluto disincanto, mette fine alla sua ultima storia d’amore, vedendo se stesso e lei:</p>

<p><em>… come due passeggeri del Titanic, impegnati a danzare sul ponte, a tempo con i boati e le grida dell’ineluttabile e ridicola catastrofe. In verità, nessuno dei due era mai salito a bordo. Ci trovavamo, forse, sul molo di partenza, lontanissimi dagli avventurieri, dai disperati e dagli innamorati che ballavano o bestemmiavano mentre la nave colava a picco nell’oceano.</em></p>

<p>Poi la storia si conclude, con un anagramma e un senso assoluto di premonizione, quel tocco di paranormale che, lui da solo, incanta.</p>
<p>Molto attenta mi è parsa l’autrice a disseminare nel corso del testo impressioni e citazioni, pungoli letterari per estimatori e lettori accorti. Nonostante ciò, alcune lentezze e qualche vezzo linguistico tolgono gusto alla lettura.</p>
<p>E poi, Jack Kerouac diceva, non senza un certo autocompiacimento: &#8220;La Beat Generation è un gruppo di bambini all’angolo della strada che parlano della fine del mondo.&#8221;</p>
<p>E se lo diceva lui…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-3-stelle-e-mezza-300x118.png" width="300" height="118" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Lilith-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Blog Tour &#8211; &#8220;Anche la morte ascolta il jazz&#8221; di Valeria Biuso. Terza tappa: La Golden Age di Hollywood.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 05:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog Tour Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Anche la morte ascolta il jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Silver - Servizi Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Biuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="157" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-300x157.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-300x157.png 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-768x402.png 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-1024x536.png 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-e1522134118398.png 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#160; &#160; Benvenuti! Oggi Feel the Book ospita la terza tappa del Blog Tour dedicato al romanzo di Valeria Biuso &#8220;Anche la morte ascolta il jazz&#8220;! Ingrediente principale del viaggio di oggi sono delle curiosità legate agli attori della Golden Age di Hollywood citati nel romanzo! Buona lettura! &#160; &#160; Il crollo del ’29 trascinò [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="157" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-300x157.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-300x157.png 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-768x402.png 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-1024x536.png 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Banner-ufficale-evento-e1522134118398.png 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Benvenuti!</p>
<p>Oggi <em>Feel the Book</em> ospita la<strong> terza tappa</strong> del Blog Tour dedicato al romanzo di Valeria Biuso
&#8220;<strong>Anche la morte ascolta il jazz</strong>&#8220;!</p>
<p>Ingrediente principale del viaggio di oggi sono delle curiosità legate agli attori della Golden Age di Hollywood citati nel romanzo!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="300" height="16" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il crollo del ’29 trascinò con sé un periodo di grande depressione, l’economia era precipitata e milioni di americani si ritrovarono sul lastrico. Solo un’industria rimase indenne al colpo: Hollywood. Con il passaggio prima al sonoro e poi al technicolor, il cinema conobbe un’ondata di successo senza pari, che permise alle case cinematografiche di triplicare la produzione fino a toccare una vetta di quasi un migliaio di film all’anno! Si trattava della cosiddetta “Golden Age”: un’era di rifioritura filmica che durò dagli anni ’30 fino agli inizi degli anni ’60.</p>
<p>&nbsp;</p>


<p>Sembra assurdo pensare che in una situazione di crisi gli americani preferissero spendere il poco denaro a disposizione per recarsi al cinema, eppure è proprio quello che accadde, fungendo così da motore per il futuro monopolio Hollywoodiano. D’altronde, ciò che veniva messo in scena era l’illusione di una realtà diversa e spesso ottimistica, un mezzo per fuggire dalla bruttura del quotidiano. Tra i generi più celebri spiccavano infatti il western, il noir, il musical, la <em>screwball comedy</em> e i film di gangster: tutti accomunati, in un modo o nell’altro, dalla propugnazione dei tipici valori americani.</p>


<div id="attachment_18367" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-18367" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-18367" class="wp-caption-text">The three M&#8217;s: Jane Mansfield, Mamie Van Doren e Marilyn Monroe davanti alla roulette di Van Doren.</p></div>


<p>Dalle f<em>emmes fatales</em>, come Ava Gardner, Lauren Bacall, Greta Garbo, Veronika Lake, Lara Turner, Vivien Leigh e Marilyn Monroe, ai casanova come Glenn Ford, Humphrey Bogart, Andrew Garfield, James Dean, Clark Gable e Marlon Brando, tutti i protagonisti della “Golden Age” rispondevano a una serie di canoni non solo fisici, ma anche di condotta, ben radicati nella società americana. L’ambiente hollywoodiano era infatti assai meno idilliaco di quel che appariva. Segnata dal sessismo, dai pregiudizi razziali, dal bigottismo e dall’omofobia, l’industria del cinema aveva &#8211; quasi per paradosso &#8211; rinchiuso in una gabbia dorata molti dei suoi stessi protagonisti, obbligati a sottostare a tacite regole formali.</p>


<p>&nbsp;</p>


<p>Per ovviare ai suoi lineamenti, ritenuti troppo “esotici” dal produttore Harry Cohn a causa delle sue origini latine, Rita Hayworth dovette subire una serie di dolorosi interventi di elettrolisi per allargare la fronte e tingere di rosso i suoi capelli mori. D’altro canto, andò cementandosi una vera e propria rivalità, divenuta iconica, tra le attrici bionde e le brune, dove le prime furono idealmente riunite in un triumvirato elitista, “The three M’s”, composto da Marilyn Monroe, Mamie Van Doren e Jayne Mansfield.</p>


<div id="attachment_18369" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-18369" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-3-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-18369" class="wp-caption-text">Rita Hayworth, Glenn Ford e Mark Roberts in Gilda.</p></div>


<p>&nbsp;</p>
<p>L’omosessualità era ancora un grande tabù e costrinse a vivere in segreto e con il timore dello scandalo alcune tra le relazioni più intense del cinema, come quella tra Greta Garbo e Marlene Dietrich o tra James Dean e Marlon Brando.</p>
<div id="attachment_18370" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-18370" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-4-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-18370" class="wp-caption-text">© Getty, Marlon Brando e James Dean sul set di Gioventù Bruciata</p></div>
<p>&nbsp;</p>


<p>Paragonabili ai nostri Angelina Jolie e Brad Pitt o almeno, fino al momento in cui i due sembravano inseparabili, al centro del chiacchiericcio hollywoodiano c’era l’intramontabile coppia formata da Lauren Bacall e Humphrey Bogart. Lei aveva 19 anni quando conobbe il futuro marito, già quarantenne, sul set di <em>To Have and Have not</em>. Fu una delle relazioni più longeve del cinema, tanto che, alla morte del marito, Lauren Bacall continuò a essere chiamata “la vedova Bogart”, confermando più volte che Humphrey fosse stato l’unico amore della sua vita.</p>


<div id="attachment_18368" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-18368" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/Anche-la-morte-ascolta-il-jazz-Valeria-Busio-feel-the-book-2-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p id="caption-attachment-18368" class="wp-caption-text">© C.Everett/REX, Lauren Bacall e Humphrey    Bogart, 1945</p></div>


<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Estratto.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Estratto-300x133.png" width="300" height="133" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La conosci da un giorno e ti ha già ridotto così? Ascoltami attentamente: lasciala perdere. Non ne vale mai la pena».
«È vero, cazzo!»
«Infatti, mica dico stronzate. Sai per chi vale la pena? Per Rita Hayworth… ma non credo che donne simili siano alla tua portata, quindi. Non ci pensare. Rita! Quella è una femmina!»
«Bellissima!» gioii immaginando Tine, o forse Dahlia.
«Già, bellissima… Altro che pena, cosa non farei per una donna del genere! Speriamo che Lindsay sia ancora a letto&#8230; Oh! Mi ha tenuto il broncio una settimana dopo che siamo andati a vedere <em>The lady from Shanghai</em>. Dice di odiarmi e poi fa tanto la gelosa. Vedi come sono le femmine? Come se Rita sapesse della mia esistenza! Cosa dicevamo? Ah, sì, ti devi sciogliere un po’, Will. Mica sei sposato! Chi cazzo te lo fa fare?»
«Non lo so… L’amore? La solitudine?»
«Ma quale amore!»</p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="300" height="16" /></a></p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/12/Blog-Tour.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/12/Blog-Tour-300x105.png" width="300" height="105" /></a></p>
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<p><strong>dal 13.03. al 24.04.2018</strong></p>
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<p>Venite a scoprire con noi l’America di fine anni ’40, dal cinema alla musica, dalla controcultura hipster ai luoghi simbolo di quel periodo. William Brooks, il protagonista di “Anche la morte ascolta il jazz”, vi aspetta!</p>
<p>Partecipate all’evento Facebook per vincere una copia cartacea o digitale di “Anche la morte ascolta il jazz” e due illustrazioni originali a tema, create proprio dall’autrice!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/196525594442120/">https://www.facebook.com/events/196525594442120/</a></p>
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<p>Hashtag ufficiale: #BTNewYork40</p>
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<strong>Tappe</strong>
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<p><strong>Prima tappa:</strong></p>
<p>13.03.2018: Presentazione del romanzo e del blog tour – Tre domande all’autrice</p>
<p>Blog: Zebuk (<a href="http://zebuk.it">http://zebuk.it</a>)</p>
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<p><strong>Seconda tappa:</strong></p>
<p>20.03.2018: La controcultura hipster</p>
<p>Blog: Les fleurs du mal (<a href="https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/">https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/</a>)</p>
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<p><strong>Terza tappa:</strong></p>
<p>27.03.2018: Golden Age Hollywood</p>
<p>Blog: Feel the book (<a href="https://www.feelthebook.com/">https://www.feelthebook.com/</a>)</p>
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<p><strong>Quarta tappa:</strong></p>
<p>03.04.2018: Playlist bebop</p>
<p>Blog: Viaggiatrice Pigra (<a href="http://viaggiatricepigra.blogspot.it/">http://viaggiatricepigra.blogspot.it/</a>)</p>
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<p><strong>Quinta tappa:</strong></p>
<p>10.04.2018: Ambientazione: la New York di fine anni  ’40</p>
<p>Blog: Le parole segrete dei libri (<a href="http://leparolesegretedeilibri.com/">http://leparolesegretedeilibri.com/</a>)</p>
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<p><strong>Sesta tappa:</strong></p>
<p>17.04.2018: Moda e costumi nella New York di fine anni ’40</p>
<p>Blog: FantasyAmo (<a href="https://aratakblog.blogspot.it/">https://aratakblog.blogspot.it/</a>)</p>
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<p><strong>Settima tappa:</strong></p>
<p>24.04.2018: Estrazione e annuncio vincitori nell’evento Facebook del blog tour!</p>
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<p>Ecco i premi in palio:</p>

Copia cartacea di “Anche la morte ascolta il jazz”;
Copia digitale di “Anche la morte ascolta il jazz” + Illustrazione (cm. 20&#215;30) a tema;
Illustrazione (cm. 20&#215;30) a tema.

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<p>Condizioni per partecipare:</p>

Gradita ma non obbligatoria la condivisione di questo evento sulla vostra bacheca, con modalità della privacy impostata su “pubblica”;
Gradito ma non obbligatorio il “mi piace” alle pagine dell’autrice e dei blog che partecipano all’evento;
Obbligatorio invece è il commento sotto il video di benvenuto di Valeria Biuso, in cui dovrete confermare di voler partecipare. Se poi taggate anche due amici che potrebbero essere interessati al libro o alle tematiche dell’evento ci farebbe molto piacere!

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<p><strong>Credits: </strong>
Elaborazione grafica: Franlu  <a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/FranLu.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/FranLu-300x88.png" width="154" height="45" /></a>
Immagini: © C.Everett/REX
© Getty</p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
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