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	<title>un requiem tedesco &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione &#8211; &#8220;Un requiem tedesco&#8221; di  Philip Kerr (#3 Bernie Gunther; Berlin Noir, La trilogia berlinese)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FranLu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 06:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Berlin Noir]]></category>
		<category><![CDATA[Bernie Gunther]]></category>
		<category><![CDATA[Fazi Editore]]></category>
		<category><![CDATA[La trilogia berlinese di Bernie Gunther]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Kerr]]></category>
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<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>Capitolo conclusivo dell’acclamata trilogia berlinese del maestro Philip Kerr, <em>Un requiem tedesco</em> vede il detective Bernie Gunther entrare nel nuovo e terrificante mondo della Vienna del dopoguerra.</p>
<p>Nell’aspro inverno del 1947 la morsa dei russi si fa sempre più stretta intorno a Berlino. Così, quando un enigmatico colonnello chiede a Bernie Gunther di andare a Vienna, dove il suo ex collega della Kripo Emil Becker è accusato di omicidio, il detective non esita a lungo. Nonostante il passato sgradevole di Becker, Gunther è convinto che sparare a un cacciatore di nazisti americano non sia da lui. Ma Vienna non è il luogo pacifico che si aspettava. Il comunismo è il nuovo nemico e, una volta chiuso il processo di Norimberga, vengono forgiate strane alleanze contro la Minaccia Rossa – allineamenti al cui confronto molte delle atrocità commesse in tempo di guerra appaiono innocue. In mezzo alle rovine della città agonizzante, Gunther, circondato da ex nazisti braccati, uomini disposti a barattare qualsiasi cosa e belle donne pronte a vendere se stesse, si troverà suo malgrado coinvolto nel gioco di spionaggio e controspionaggio fra i due grandi schieramenti. Evocando vividamente l’atmosfera della Vienna del dopoguerra, Philip Kerr trasla tutto il ritmo e l’arguzia mordente di cui è capace all’interno del groviglio di colpa, sospetto e doppio gioco che ha gettato le basi per la guerra fredda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione.png" width="360" height="131" /></p>
<p>La guerra è finita, la Germania è sconfitta, piegata, in macerie.</p>
<p>Bernie è tra quei milioni di tedeschi che deve fare i conti con la storia. C’è scarsa traccia dell’uomo affascinante, intelligente e sarcastico che abbiamo conosciuto nei primi due volumi. Le esperienze sul Fronte Orientale, la prigionia sovietica, il ritorno in una Berlino occupata, la fame, il freddo e un matrimonio che ha perso la via, hanno trasformato l’uomo capace di non piegarsi alle imposizioni naziste nell’ombra di quel che era. Ma una serie di eventi non casuali lo richiama al suo lavoro di un tempo e Bernie deve recarsi a Vienna, dove un suo ex collega dei tempi della Kripo è finito in carcere con l’accusa di aver assassinato un ufficiale americano. Tutti sono interessati a quell’omicidio, i russi per primi, e alla morte violenta di una coppia di ebrei cacciatori di nazisti sopravvissuti ai lager. Bernie accetta. Perché Berlino è spettrale, perché nulla lo trattiene e perché è un bravo sbirro. Ha intuito e un cervello sopraffino e, nonostante tutto, ha ancora una coscienza. Tra una Berlino affamata e in macerie, che corre verso il Blocco, e Vienna, dove si dipanano un groviglio di spie, doppi e tripli giochi, ex SS in cerca di nuove opportunità, giovani donne sopravvissute, mercato nero, nuovi nemici e nessuna alleanza, Bernie ritrova se stesso e, forse, fa i conti col suo passato.</p>

Aggrappato all’esterno di una carrozza del tram che mi riportava in centro, distolsi il pensiero dalla mia posizione precaria per inventare una quantità di eleganti titoli per la mia professione piuttosto volgare: “Professionista di stile di vita maschile e solitario”; “Agente investigativo non metafisico”; “Intermediario di ricerca per perplessi ansiosi”; “Avvocato confidenziale per sfollati e dispersi”; “Cercatore di Graal su misura”; “Cacciatore di verità”. Quest’ultimo mi piaceva più di tutti. 

<p>Con “Un requiem tedesco” si conclude la Trilogia berlinese di Philip Kerr, i cui primi volumi  ci hanno accompagnati a vedere, con gli occhi intelligenti e sarcastici del protagonista, l’ascesa al potere e le nefandezze del nazionalsocialismo.  Un romanzo avvincente, come gli altri che lo hanno preceduto, solo un po’ più amaro. Il meccanismo narrativo è accuratissimo e perfetto, i grandi fatti della Storia e i personaggi che l’hanno abitata si mescolano alla finzione perfettamente. Nulla è fuori posto, nulla è di troppo. È il racconto del Mondo che sarà, è la spy-story tinta di giallo che tutti gli amanti del genere vogliono leggere, è il cinema in bianco e nero fatto di intrigo, fascino, mistero, strade lucide di pioggia e disincanto.</p>
<p>Philip Kerr è stato un narratore d’eccellenza e il suo Bernie Gunther è tra i più iconici investigatori della letteratura di genere. Grazie Fazi, davvero, per averci restituito Kerr. Un grande classico, assolutamente da leggere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-5-stelle.png" width="300" height="118" /></p>
<p>Recensione a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/01/Aoidos.png" width="340" height="100" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Ash.png" width="340" height="100" /></p>
<a href="https://www.feelthebook.com/?s=Philip+Kerr+">Qui le recensioni dei primi romanzi della serie.</a>
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