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	<title>Silvia Avallone &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione &#8211; &#8220;Acciaio&#8221; di Silvia Avallone</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2019 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Italia]]></category>
		<category><![CDATA[BUR]]></category>
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<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d&#8217;uscita. Poi un giorno arriva l&#8217;amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l&#8217;amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un&#8217;Italia in cerca d&#8217;identità e di voce, apre uno squarcio su un&#8217;inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></p>
<p>Ho letto qualche giorno fa un aforisma perfetto per introdurre questa storia. Dice: “Ogni scrittore parla di sé. Se è bravo ti illude che parli di te.” Non so chi l’abbia coniato, ma in quel che intende, c’è del vero. Soprattutto di fronte a un romanzo come questo, fatto di parole schiette e vibranti che permettono di indossare i panni di ogni singolo personaggio, persino le comparse: parole che scivolano, stordiscono, drogano. E poi annientano.</p>
<p>La Avallone racconta di una città operaia. Piombino, le acciaierie Lucchini, il mare, i locali, i casermoni, non sono uno sfondo piatto su cui si intrecciano le fabule, ma i protagonisti che con gli altri respirano, vibrano e si muovono.</p>
<p>In questo romanzo, nulla è fermo.</p>
<p>I palazzi di via Stalingrado, la spiaggia che brilla sotto il sole, la lontana, sognata Elba che si staglia tra cielo e mare, definiscono un contorno vivido e pulsante, che incornicia abilmente uno spaccato di vita vera.</p>
<p>L’acciaio è seduto sullo scranno; le bramme e le billette, le ciminiere e gli altiforni, diventano i mattoni di un mostro gigantesco e imperturbabile, una città nella citta, in cui il calore quasi insopportabile si fonde coi sogni.</p>
<p>Su questo sfondo vibrante i personaggi sono tratteggiati in modo così reale da essere indimenticabili.</p>
<p>Anna e Francesca.</p>
<p>Un’amicizia che nasce dall’infanzia e affronta i passaggi obbligati della vita. Un’amicizia eterna, che sembra soccombere di fronte all’adolescenza esplosiva di desideri e consapevolezze nuove. I loro corpi, perfetti e bellissimi, cambiano, si cercano, si intrecciano in un rapporto esclusivo che le incolla l’una all’altra, e poi le allontana. Anna, il fratello Alessio, Francesca e un padre violento, sono protagonisti autentici che bucano la carta, che si siedono accanto al lettore e parlano, per raccontare con viva voce la loro storia.</p>
<p>In un quartiere popolare dove qualcuno cerca di sopravvivere al degrado, dove nascono sogni, desideri, amori, l’Acciaio scandisce lo scorrere del tempo.</p>
<p>La narrazione, fatta di metafore originalissime e uno stile diretto e crudo, racconta di famiglie danneggiate, di violenza, di povertà, senza indorare la pillola per illuderci che possa essere migliore. Tuttavia le speranze riescono a galleggiare sopra la superficie del metallo fuso, non si inabissano, ma rimangono lì in attesa che qualcuno riesca a realizzarle.</p>
<p>La Piombino raccontata dall’autrice potrebbe essere una delle tante città d’Italia in cui, nei quartieri più degradati, gli adolescenti lottano per sopravvivere a un mondo spietato, invidioso della loro spensieratezza. Il sentimento che lega Anna e Francesca è bisogno puro e struggente, che sembra non riuscire a mantenere la promessa del “per sempre”.</p>
<p>Accanto al loro piccolo dramma, Alessio e Elena si ritrovano per perdersi ancora, Cristiano cresce un figlio nato troppo presto, Arturo crede alle sue bugie e Enrico subisce la giusta punizione per la sua follia.</p>
<p>“Acciaio” è questo. Un intreccio di vite normali, che osservate alla lente d’ingrandimento divengono straordinarie.</p>
<p>E mentre l’Elba continua a stagliarsi tra mare e cielo e a essere il sogno che tutti i protagonisti vorrebbero sfiorare almeno una volta nella vita, vi troverete ad amare Via Stalingrado, i casermoni, la sabbia bruna che brilla sotto il sole; vi troverete in un fiume in piena che scuoterà la vostra coscienza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-5-stelle-300x118.png" width="300" height="118" /></p>
<p>Recensione a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Ash-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
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<p>&nbsp;</p>
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