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	<title>Hanya Yanagyhara &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione &#8211; &#8220;Una vita come tante&#8221; di Hanya Yanagihara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 05:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LGBT+]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Rainbow]]></category>
		<category><![CDATA[Hanya Yanagyhara]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="193" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/01/UNA-VITA-COME-TANTE-feel-the-book-193x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="UNA VITA COME TANTE feel the book" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/01/UNA-VITA-COME-TANTE-feel-the-book-193x300.jpg 193w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/01/UNA-VITA-COME-TANTE-feel-the-book.jpg 321w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" />Sellerio Editore &#8211; Acquistabile qui &#160; In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all&#8217;inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall&#8217;ambizione. Willem, dall&#8217;animo gentile, vuole fare l’attore. [&#8230;]]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all&#8217;inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall&#8217;ambizione. Willem, dall&#8217;animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell&#8217;arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere taumaturgico dell’amicizia.</p>
<p><em>Una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo. Caso editoriale del 2015, forse il più importante romanzo letterario dell’anno, opera di rara potenza e originalità, &#8216;Una vita come tante&#8217; è doloroso e spiazzante, scioccante e magnetico. Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, emotivo e realistico, ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente verità.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></p>
<p>Tu: sì, proprio tu.</p>
<p>Tu che sei incuriosito dal titolo di questo romanzo, dalla foto di Peter Huyar che campeggia in copertina e che ha questa espressione strana, di piacere e sofferenza; tu, che non sei spaventato dalla mole dell’opera, e che a differenza mia sai già che leggerai 1094 pagine con la scioltezza di un maratoneta che corre una corsa campestre delle medie. Tu, che sei appassionato di narrativa contemporanea e sei un lettore attento alla prosa, alla potenza delle parole, alla costruzione delle frasi, alle virgole e tutto il resto; fatti una domanda.</p>
<p>Quanto sei coraggioso?</p>
<p>Perché il “problema” di questo romanzo, non è la mole, non lo stile, non è nemmeno la scelta della struttura narrativa (che alterna abilmente una seconda persona al presente, una terza al presente e una terza al passato, all’inizio confondendo un po’ le idee, ma di sicuro una scelta strategica). Il “problema” di questo romanzo incredibile è che l’unico vero protagonista è il dolore, e se non sei pronto a tollerarlo (perché, ti avverto, raggiunge il buio profondissimo che ognuno di noi si porta dentro) ti prego, fatti un favore, punta la tua ambizione su qualcos’altro.</p>
<p>Non ti ho spaventato?</p>
<p>Bene. Allora, cominciamo.</p>
<p>Adesso aprilo, sfoglialo. Leggilo.</p>
<p>Immergiti nelle parole, e osserva da uno spiraglio la vita di questi quattro amici, figli di grandi ambizioni e speranze. Li vedi? Immagini Malcom e il suo desiderio di diventare architetto? Lo stravagante Jb che interpreta il ruolo di artista eclettico e incompreso? Oppure Willelm, il più bello di tutti, mentre serve ai tavoli dell’Ortolan come cameriere e spera, un giorno, di diventare attore?</p>
<p>Ora respira e aspetta.</p>
<p>Ecco, arriva Jude.</p>
<p>Non fartene una colpa: è così che deve andare. Jude entra in scena e non esiste nient’altro.</p>
<p>Lo guardi materializzarsi davanti a te e accanto a loro, e ti sembra un animale raro, di una bellezza unica. Un predatore? ti chiedi. Dovrebbe, dato che è un avvocato spietato e perspicace. Eppure ti accorgi che lui è diverso. Si muove nel mondo con cautela, non si lascia sfiorare da chicchessia, ha già calcolato la distanza di sicurezza dagli altri, e si è imposto di non travalicarla mai, né di lasciare che nessun altro la superi. Tant’è che da animale raro lo vedi trasformarsi in una specie di Dio, una creatura ultraterrena, dotata di immense qualità, personali e morali e di infinita saggezza. E ti chiedi anche come sia possibile che un’anima così gentile, timida e riservata, così vicina alla perfezione, riesca a gestire il poker di traumi che si intuiscono nascosti nel suo passato. E ti chiedi – anche – di che materiale sia fatto quel buio in cui spesso lo vedi affogare (catrame? petrolio?) e se ci resterà invischiato per sempre oppure riuscirà a uscirne.</p>
<p>Jude – come avrai intuito – è il legittimo protagonista di questa storia. È l’ago di una bilancia che pende sempre dalla parte sbagliata, segnato da una vita iniziata male, un’infanzia andata peggio (ma peggio del peggio che puoi immaginare) e un destino irrimediabilmente deviato. Leggendo alcuni passaggi ti fermi e riprendi fiato. In altri scoppi a singhiozzare e ti pare persino di fare un torto a te stesso, perché ti sei fatto carico, senza saperlo e senza che nessuno te lo abbia chiesto, di una parte della sua disperazione nell’irrealizzabile tentativo di alleggerirgli il peso che lo schiaccia. A questi si alternano momenti in cui cerchi – come fanno i personaggi che ruotano attorno a lui – di tendergli una mano, di prenderlo per le spalle e scuoterlo e gridargli: ce la puoi fare, ce la puoi fare!</p>
<p>Ma la Yanagihara affonda il coltello nella piaga con una ferocia e un sadismo sconcertante. Ti fa provare non solo il dolore fisico – l’unica cosa che sappiamo, all’inizio, in merito alla sua zoppia e alle tremende crisi di Jude è che sono la conseguenza di un incidente d’auto accadutogli prima del college – ma soprattutto quello psicologico, culla di traumi ben più laceranti.</p>
<p>Insomma, soffri. Piangi. Ti disperi. Cerchi un filo di speranza a cui aggrapparti, anche se sei perfettamente consapevole che non esiste.</p>
<p>Senti sulla tua pelle la lama con cui Jude cerca di fuggire dalla sua disperazione, un taglio per ogni terribile ricordo, uno per ogni grande gioia; e anche nei passaggi in cui ti illudi di poter riprendere fiato, rimani invischiato in una immobilità intrisa di tristezza, perché sai che Jude non è in grado di distinguere la felicità, di apprezzarla e accoglierla. Sai che per lui la felicità è solamente l’anticamera del dolore; è un regalo immeritato, qualcosa per cui non può essere grato e ringraziare, come farebbe chiunque altro, ma solo chiedere scusa.</p>
<p>Il suo passato viene alla luce come le vecchie rotaie di una linea in disuso: il treno della verità vi sfreccia sopra e solleva gli strati di paura e silenzio, rivelando, sempre più velocemente, le atrocità che ha subito e il modo in cui si ripercuotono sul presente. Tutti i personaggi si stringono intorno al protagonista in una catena di solidarietà commovente. E così ti accorgi che dietro al dolore c’è un mondo sommerso in cui la Yanigihara ha voluto abilmente – e crudelmente – condurci: la diversità; l’amicizia; l’amore – quello che si nutre del poco che l’altro può concedere e che tuttavia è sorprendente e puro oltre ogni immaginazione – e temi forti e spaventosi, come l’abbandono, la pedofilia, e i traumi, terribili, di chi ha conosciuto la privazione e l’abuso da bambino. E qui mi fermo. Perché il resto voglio proprio lasciartelo elaborare; perché meriti di attribuire a questa storia le tue conclusioni.</p>
<p>L’ultima cosa che voglio dire è che sono stata molto, ma molto felice di leggere questo romanzo e che, aimè, non gli ho trovato un difetto, nemmeno nelle grandiosità delle 1094 pagine della brossura.</p>
<p>Non so, però, se sia giusto consigliarlo a mani basse, se tutti siano pronti per immergersi in questa storia.</p>
<p>Ripeto il mio avvertimento iniziale.</p>
<p>Quanto sei coraggioso?</p>
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<p>Recensione a cura di:</p>
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<p>Editing a cura di:</p>
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<p>x</p>
<p>x</p>
<p></p>
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