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	<title>Christina Dalcher &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Recensione &#8211; &#8220;Vox&#8221; di Christina Dalcher</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 05:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Editrice Nord]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="198" height="300" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/10/Vox-Feel-The-Book-198x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/10/Vox-Feel-The-Book-198x300.jpg 198w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/10/Vox-Feel-The-Book.jpg 330w" sizes="auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px" /><p><a href="https://amzn.to/2ODg6kD">Acquistabile qui</a></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Trama-e1497258320440.png" width="250" height="117" /></p>
<p>Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere.</p>
<p>Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.</p>
<p>Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi.</p>
<p>Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Ogni giorno pronunciamo in media 16.000 parole.</p>
<p>Parole che usiamo per lavorare, per chiacchierare con gli amici, per esprimere la nostra opinione.</p>
<p>Ma, se non facciamo sentire la nostra voce, ci rimarrà solo il silenzio…</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Recensione-300x109.png" width="300" height="109" /></p>
<p>Liberamente ispirato a <em>Il racconto dell’ancella</em> di Margaret Atwood, Vox di Christina Dalcher ci restituisce la stessa atmosfera possibile e inquietante che il racconto distopico della Atwood ci ha regalato nel 1985.</p>
<p>È un’America moderna e claustrofobica quella descritta nelle pagine di Vox, contemporanea e non futuristica. La <strong>Bible Belt</strong>, la cintura di Stati estremamente cattolici che -attenzione!- esiste realmente, ha esteso i suoi confini, inglobando anche le zone democratiche e riducendo la percentuale dei governatori considerati fuori norma: donne, afroamericani, omosessuali.</p>
<p>Il politico deve rappresentare la nuova America “pura” e deve essere maschio, bianco, etero e cristiano. Deve essere credente e avere con sé una moglie mite che si occupi di lui, della casa e dei figli.</p>
<p>Un reverendo predicatore che, inizialmente, veniva additato come un fenomeno da tv spazzatura acquista consensi, le femministe che cercano di mettere in guardia chiunque per la deriva integralista e sessista su cui gli USA stanno approdando vengono zittite dalle stesse donne che appoggiano l’idea di una figura maschile forte, protettiva e presente.</p>
<p>I consensi dell’elettorato portano al cambiamento delle rappresentanze politiche nei vari Stati, e la corsa a Presidente viene vinta da un uomo di facciata, un burattino gestito dal fratello che è la vera anima politica e dal Reverendo.</p>
<p>La retorica aumenta. Il populismo imperversa. Alle donne viene precluso il mondo del lavoro e il rinnovo dei passaporti, alle neonate non vengono rilasciati i documenti.</p>
<p>Le libertà vengono limitate, ma soltanto a una parte della popolazione: quella femminile che, improvvisamente, non ha più diritto a un conto in banca, a un cellulare, a guardare programmi alla tv, a leggere, a tutti quegli aspetti che vengono bollati come impuri. E poi la decisione: un contatore da applicare al polso di tutte le donne, di qualsiasi età.</p>
<p>Cento parole al giorno è il limite permesso, oltre il quale una scarica elettrica si abbatte sulle dissidenti.</p>
<p>Poco importa che siano bambine, tutte devono contribuire all’idea di una famiglia senza conflitti. Tutte devono farsi bastare la provvista di parole, imparando a limitarsi, a non dire, a offrire il silenzio ai propri cari come manicaretti, ai figli e ai mariti che, godendo di questo potere, rafforzano il sistema.</p>
<p>Agli uomini è permesso tutto, anche canali per adulti resi accessibili dal governo; diventano capi e padroni; anche i figli nei confronti delle madri, per non parlare delle sorelle.</p>
<p>Come succede nella famiglia di Jean, scienziata neurolinguista, che dall’oggi al domani si trova estromessa dal proprio laboratorio a un passo da una scoperta rivoluzionaria, e deve confrontarsi con le dinamiche familiari presiedute da un marito debole e un figlio sessista. Preoccupata per sé e per la figlia che sta crescendo senza sapere cosa sia giocare, cantare, leggere; repressa e involuta perché il controllo del linguaggio porta a una eliminazione di tutte quelle parti del discorso che verrebbero conteggiate e che devono essere bypassate per necessità.</p>
<p>Ma un individuo può permettersi di utilizzare solo cento parole al giorno? Può una donna esistere nel ruolo di moglie e di madre? Può una ragazza rischiare la propria incolumità se decide di fare sesso prematrimoniale?</p>
<p>E Jean che si è innamorata di un altro uomo, un collega, sa quanto la sua stessa vita sia in pericolo se il marito dovesse scoprire il suo segreto …</p>
<p>… o se dovesse farlo il Reverendo che un giorno qualunque piomba a casa sua, chiedendo di tornare al lavoro per un progetto top-secret legato alla sua precedente ricerca.</p>
<p>L’offerta è allettante: uno stipendio da favola, la rimozione temporanea del contatore dal polso suo e da quello della figlia e, cosa che il Reverendo non sa, la possibilità per Jean di rivedere l’uomo che ama.</p>
<p>Un’offerta troppo allettante per non celare qualcosa di grosso …</p>
<p>Un distopico sociale e politico quello creato dalla Dalcher che si legge con piacere, la scrittura è alta senza risultare verbosa, la tensione costante e la vicenda privata di Jean si intreccia magistralmente a considerazioni generali che non possono essere sottovalutate, oggi più di ieri.</p>
<p>Cinque stelle per tre quarti del libro, la valutazione si abbassa nell’epilogo: meno coraggioso rispetto all’impianto generale.</p>
<p>Resta, comunque, un romanzo d’impatto, con un messaggio importante, e in genere una delle migliori pubblicazioni recenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Voto-4-stelle-300x118.png" width="300" height="118" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Sensualità-2-300x90.png" width="300" height="90" /></p>
<p>Recensione a cura di:</p>
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<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/Dancing-Fairy-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
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