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	<title>Interviste &#8211; Feel The Book</title>
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		<title>Intervista a Laura Gaeta, finalista del concorso Amazon Storyteller 2021 con il romanzo &#8220;E se lo dice Oscar&#8230;&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 15:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Romance]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Gaeta]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="188" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-300x188.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine diIntervista Feel the Book Laura Gaeta" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-300x188.png 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-768x480.png 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n.png 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buongiorno Feelers, oggi alle 17.00, ci sarà la premiazione in diretta del vincitore del concorso Amazon Storyteller. Il premio Amazon Storyteller è un&#8217;iniziativa dedicata alla scoperta di nuove produzioni letterarie, aperta a tutti gli autori indipendenti che pubblicano in italiano tramite KDP. Questi i cinque finalisti! &#160; Potete seguire l&#8217;evento qui: https://bit.ly/3DaBS5k Oppure qui: https://fb.me/e/34myauDhI?ti=wa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="188" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-300x188.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine diIntervista Feel the Book Laura Gaeta" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-300x188.png 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n-768x480.png 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/256076786_315868626696893_3424834386611025393_n.png 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buongiorno Feelers, oggi alle 17.00, ci sarà la premiazione in diretta del vincitore del concorso <em>Amazon Storyteller.</em></p>
<p>Il premio <em>Amazon Storyteller</em> è un&#8217;iniziativa dedicata alla scoperta di nuove produzioni letterarie, aperta a tutti gli autori indipendenti che pubblicano in italiano tramite KDP.</p>
<p>Questi i cinque finalisti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-11-alle-13.48.08.png"><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-11-alle-13.48.08-1024x308.png" width="786" height="237" /></a></p>
<p>Potete seguire l&#8217;evento qui: <a href="https://bit.ly/3DaBS5k">https://bit.ly/3DaBS5k</a></p>
<p>Oppure qui: <a href="https://fb.me/e/34myauDhI?ti=wa">https://fb.me/e/34myauDhI?ti=wa</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi di Feel the Book abbiamo avuto l&#8217;onore di poter intervistare una tra i finalisti, che con il suo romanzo rappresenta la categoria romance: &#8220;E se lo dice Oscar&#8230;&#8221;</p>
<p>Eccoci a voi con Laura Gaeta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-1024x56.png" width="583" height="32" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
INTERVISTA A LAURA GAETA
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10-2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10-2-768x1024.jpeg" width="450" height="600" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buongiorno, Laura.</p>
<p>Grazie per il tempo che ci stai dedicando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ciao a tutti e grazie a voi!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Iniziamo con il botto: come ti senti a essere una finalista nel concorso Amazon Storyteller 2021 con il romantic suspense “E se lo dice Oscar&#8230;”?</p>
<p><em>A dire il vero, ancora non realizzo XD
Scherzi a parte, è una sensazione meravigliosa: realizzare di essere arrivata fin lì con una mia storia è appagante e, forse per la prima volta, mi sono resa conto che le mie storie possono davvero valere qualcosa.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlaci un po’ di “E se lo dice Oscar&#8230;”</p>
<p><em>“E se lo dice Oscar…” è un romantic suspense ambientato in un locale di Drag Queen di Boston. È costellato di tanti protagonisti – non amo definirli primari e secondari – e tutti loro danno il proprio apporto alla storia, che a parer mio in alcuni tratti diventa quasi corale. È un libro che io in primis amerei leggere, di cui ho studiato tutto fin nei minimi particolari e che mi ha dato tanta gioia fin dalla stesura dei primi capitoli.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando hai deciso di scrivere?</p>
<p><em>In realtà, scrivo da sempre, fin da quando, da bimba, strappavo le ultime pagine dei libri perché il finale scelto dall’autore non incontrava i miei gusti. Scrivevo quindi io la conclusione più giusta e incollavo i fogli con la colla al posto delle pagine strappate. Ma per voi davvero Laurie doveva finire con Amy? Ma andiamo!</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>La tua prima pubblicazione ti ha vista in veste di coautrice per poi proseguire in solitaria. A oggi, dovessi ricevere un invito da una tua collega per la stesura di un romanzo a quattro mani, riproveresti l’esperienza? E se sì, con chi pensi di essere abbastanza in sintonia per replicare questa avventura?</p>
<p><em>Perché no? È stata una bellissima esperienza scrivere a quattro mani e mi piacerebbe molto rivivere gli scambi di opinione, le risate e le serate passate a decidere cosa fare e come proseguire.</em>
<em>Non saprei proprio che nome fare, ho tantissime amiche colleghe e mi sentirei di fare un torto a qualcuna di loro non nominandole tutte… Il mio sogno nel cassetto però rimane Stephen King XD</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Quale libro (o libri) vorresti avere scritto tu e perché.</p>
<p><em>Ce ne sono due. Il primo è “Dolores Claiborne”, di Stephen King. Il secondo è “Un uomo”, di Oriana Fallaci. Sono entrambi libri che mi hanno conquistata dalla prima all’ultima riga, due storie vere, crude. Dolorose e segnanti e, in entrambi i casi, gli autori sono stati capaci di lasciar trasparire emozioni e sentimenti anche con una sola parola. Ed è questo, a mio avviso, ciò che rende speciale uno scrittore.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i tanti romanzi e gli innumerevoli protagonisti, con chi hai un rapporto particolare? A chi di loro ti senti di dire “grazie”?</p>
<p><em>Bella domanda… D’acchito direi a tutti, perché ciascuno di loro ha liberato una parte di me. Se però ci penso più a fondo, direi Kai, la protagonista di “Salvami”. È proprio con lei che ho iniziato a inserire nei miei libri aneddoti del mio vissuto.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Uno o più generi in cui vorresti cimentarti e un genere che non scriveresti mai. Motiva.</p>
<p><em>Eh, qui mi parte lo spoiler XD! Sto per cimentarmi nella stesura del mio primo – e chissà, forse ultimo – libro di narrativa non di genere. Sono anni che ho questa storia nella mia testa e, finalmente, mi sono decisa a metterla nero su bianco. Speriamo bene!</em>
<em>Un genere che non scriverei mai? Credo fantascienza: ci vogliono competenze e attitudini particolari che io non credo di avere.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mondo del romance, specie negli ultimi tempi – e mi spiace dirlo, ma con notevole frequenza nell’ambito del self publishing –, pare essersi fatto un po’ (tanto) complicato. Nel 2015, quando ho iniziato a lavorare con le autrici self, le cose erano diverse: si respirava un clima molto più leggero, colmo di aspettativa&#8230; oserei dire “sereno”. Ora, soprattutto sui social, si leggono sempre più spesso polemiche di ogni tipo; inoltre ci sono tante persone – troppe a dire il vero – che si inventano come professionisti del settore e/o autori, senza però averne le capacità. Noto anche un fenomeno curioso: con allarmante frequenza sono le persone che per prime si indignano a causa dei commenti critici nei confronti del genere rosa (magari da parte di qualche spocchioso lettore di narrativa mainstream) quelle che di solito danno il via a polemiche di varia natura (perlopiù del tutto inutili e fatte solo per acchiappare like), fatto che, purtroppo, ha come logica conseguenza il far percepire sempre più negativamente il genere rosa. Un pessimo circolo vizioso, insomma: io da professionista del settore sono molto arrabbiata e delusa.
Qual è la tua opinione in merito?</p>
<p><em>Resto in silenzio, e non per codardia. La polemica non mi appartiene e cerco, laddove possibile, di non prendervi parte mai. Ovvio, anche io parto in quarta se vedo atteggiamenti da bullo o denigratori, ma cerco di respirare a fondo e di andare oltre, magari fermandomi a un mero confronto con il diretto interessato qualora la polemica riguardi anche me. C’è anche da dire che ho anche un nutrito gruppo di amiche con cui mi sfogo; quindi, arrivo sul social che ho già ripristinato il livello normale di circolazione sanguigna XD</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invidia tra autrici. È una mia impressione o in Italia si fa poco quadrato, anche se poi ci si lamenta fin troppo spesso che manca il sostegno e la collaborazione tra autori?</p>
<p><em>Non so se ritenermi fortunata, ma io non ho mai ritenuto che qualche collega potesse essere invidiosa di me. Certo, non ho mai raggiunto obiettivi tali da rendermi invidiabile, ma credo che l’invidia in sé sia un atteggiamento tenuto a prescindere dal successo di chi abbiamo davanti. Ho un bel gruppo di amiche/colleghe e ci sproniamo, sosteniamo. Se poi qualcuno dovesse invidiarmi, citerei mio padre e il suo celebre “leggi la targa”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>


<p>Tu nasci come autrice self, ma se ti arrivasse una proposta da una casa editrice&#8230;?</p>

<p><em>Dipenderebbe dalla casa editrice. Non ho smania di avere un logo sulla copertina dei miei libri, mi trovo benissimo come sto ora, libera di decidere come, quando e cosa fare, ma sarei falsa se dicessi che rifiuterei la proposta di una casa editrice solida.</em></p>



<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10-768x1024.jpeg" width="402" height="536" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>

<p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Lasciatelo dire, l’evoluzione della tua penna è palpabile. Sei nata come autrice di romanzi abbastanza ordinari, per approdare oggi alle tematiche più disparate, con personaggi fuori dall’ordinario e trame sempre più elaborate e differenti. La sensazione è che ti senta a tuo agio nella sperimentazione e come autrice non è possibile consideranti standardizzata. Ti ritrovi in questa descrizione? Cosa, a tuo parere, ti rende eclettica e in cosa pensi di dover ancora migliorare nei tuoi testi?</p>

<p><em>Adoro scrivere libri che io leggerei volentieri, pertanto cerco sempre di trovare ambientazioni e personaggi fuori dal comune. Mi diverto, e per me questo è l’aspetto fondamentale della scrittura. Mi piace l’idea di dare qualcosa di diverso ai miei lettori e sì, la definizione calza a pennello. Ovviamente, ci si può sempre migliorare, nella scrittura come anche nella vita stessa. Domani potremmo essere migliori di oggi – questa me la segno!</em></p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Un “grazie” che vorresti dire, ma che non hai ancora detto.</p>

<p><em>Purtroppo non ho potuto dirlo perché sono scomparsi prima ancora che io iniziassi a pubblicare, ma il mio </em>grazie<em> più sentito va a mia madre a mio padre per avermi donato questa vena inesauribile di fantasia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavoratrice, autrice, madre, moglie e cuoca sopraffina anche extra “orario pasti” (eh eh, abbiamo le nostre spie 😉 ): ma come fai a conciliare tutto?</p>
<p><em>Sono tutte attività o ruoli che adoro e per me non è un sacrificio, anzi. Se mi dicessi, che so, va’ a raccogliere le more o a passeggiare nei boschi, mi darei malata, ma se devo fare qualcosa che amo ci metto tutta me stessa.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlaci di come ti approcci alla stesura di un romanzo. Sei metodica e programmi gli eventi o lasci libera la fantasia di direzionarti dove vuole?</p>
<p><em>Metodica? Io? Absolutely not. Di solito, la storia prende forma nella mia mente, e allora inizio a pensare, a collocare, a capire e a formare. E vado avanti finché non arrivo alla conclusione e solo in quel momento inizio a scrivere. Ovviamente, nel processo, cambio idea millemila volte!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>


<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10-3.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-18.21.10-3-768x1024.jpeg" width="451" height="602" /></a></p>


<p>Chi è il tuo primo lettore e quanto conta la sua opinione?</p>
<p><em>Mia figlia, Laetitia. È a lei che mando i capitoli non appena li chiudo, e aspetto fremente il suo giudizio.</em></p>

<p>
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domanda cattivella. Per promuovere un romanzo ci si affida ai blog. Cover reveal, segnalazioni e le recensioni che non sempre soddisfano le aspettative riposte. Cosa apprezzi e cosa ti disturba del rapporto autore/blog?</p>

<p><em>Apprezzo l’onestà e la disponibilità. Sono quel tipo di autore che manda ARC per tempo, che chiede collaborazioni con un largo preavviso, perché credo che quella dei blogger sia un’attività complicata da gestire con tutte le richieste che arrivano quotidianamente.</em>
<em>Quello che però mi dà fastidio è la mancanza di rispetto nei miei confronti: devo essere sincera, mi è successo poche volte, ma quelle mi sono bastate per depennare il blog dai miei contatti.</em></p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Un sogno che ancora non hai realizzato.</p>
<p><em>Avere la scarpiera di Kimora Lee Simmons.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Progetti di scrittura futuri.</p>
<p><em>Ho in testa tre trame autoconclusive, ma collegate fra loro. Anche qui ce ne saranno delle belle, sappiatelo! Poi, ho il progetto di narrativa, e spero tanto che vada in porto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/05/Stefy.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2021/05/Stefy-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p>e</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Intervista a Sarah Savioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Savioli]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-300x150.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine banner intervista Savioli Feel the Book" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-300x150.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-1024x512.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-768x384.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-1536x768.jpg 1536w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-e1594068776722.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi vi presentiamo l&#8217;intervista in esclusiva a Sarah Savioli, che ha esordito il 02 luglio scorso con Gli insospettabili pubblicato da Feltrinelli Editore. &#160; &#160; Ciao Sarah, grazie per il tempo che ci stai dedicando. Grazie a voi per il tempo e la cura che dedicate a me! &#160; &#160; Per rompere il ghiaccio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-300x150.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine banner intervista Savioli Feel the Book" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-300x150.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-1024x512.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-768x384.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-1536x768.jpg 1536w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2020/07/106275273_311496859983737_7135195948742486419_n-e1594068776722.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!
Oggi vi presentiamo
l&#8217;intervista in esclusiva a <strong>Sarah Savioli</strong>, che ha esordito il 02 luglio scorso con<strong><em> Gli insospettabili</em></strong>
pubblicato da <a href="https://www.feltrinellieditore.it">Feltrinelli Editore</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ciao Sarah, grazie per il tempo che ci stai dedicando.</strong></p>
<p>Grazie a voi per il tempo e la cura che dedicate a me!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per rompere il ghiaccio ti domando subito di raccontarci il tuo rapporto con i libri e qual è il romanzo che più ti rappresenta e/o al quale sei legata.</strong></p>

<p>Sono nata in una famiglia dove i libri non si limitavano a starsene buoni sulle librerie: diventavano sedie, tavolini, pericolosissimi sgabelli sui quali arrampicarsi, riempivano ogni pertugio, da una credenza nata per ospitare tazze e piattini, alla cassettiera per la biancheria fino ai mobiletti del bagno. Così i libri diventarono le mie costruzioni: impilati erano muri delle case per le bambole; appoggiati l’uno all’altro tetti o rocce sui quali far svettare animaletti di plastica. Ho quindi da sempre avuto con essi un rapporto molto fisico, li sento come creature vive e con una loro precisa volontà. Per questo, il romanzo che è stato il più importante per me è quello che mi ha scelto per primo e lo ha fatto fissandomi con gli occhi disegnati sulla copertina di una sua vecchissima edizione degli anni ’50: <em>Il buio oltre la siepe</em> di Harper Lee. Lo lessi da troppo piccola, avevo sette anni, ma ricordo perfettamente la magia che si dischiuse non appena lo cominciai e le parole iniziarono a disegnarmi intorno un mondo nuovo. A quell’età compresi pochissimo di quel contenuto immenso, ma sentii comunque il senso preciso dell’ingiustizia, della solitudine, della segregazione e dell’importanza dirompente dell’imparare che si può essere miti, ma solidi, pur di difendere le idee che si ritengono giuste. Queste sensazioni lasciarono in me un segno profondo e compresi la potenza di ciò che riposava fra quelle copertine e attendeva pazientemente solo di essere scoperto. Il mio mondo divenne d’un tratto illimitato e sapere che c’era così tanto da scoprire fu stupendo e commovente. E stupendo e commovente lo resta tutt’ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come nasce il tuo romanzo d’esordio?</strong></p>

<p><em>Gli insospettabili</em> è nato quattro anni fa, quando sono dovuta rimanere a casa dal lavoro per motivi di salute. Di quel periodo più che altro ricordo un gran senso di vuoto: fino ad allora avevo sempre lavorato buttandomi a capofitto in nuove avventure, non avevo mai temuto di rimettermi in gioco, anche dovendo partire da zero, e il mio impegno professionale mi aveva sempre definito e realizzato non totalmente, ma comunque in maniera profonda. Quello che mi stava succedendo, invece, sembrava aver fermato tutto: ovunque mi voltassi riuscivo a vedere solo i muri domestici e quello che non potevo più fare. Sapevo lucidamente di dovermi ricostruire, di dover gestire un modo nuovo di vivere perché nulla sarebbe più stato come prima, ma mi sentivo sempre meno sicura di potermi veramente accettare così costretta in quei nuovi limiti che percepivo sempre più come inadeguatezze. In uno di quei giorni tutti uguali e inconcludenti, cominciai a scrivere per gioco. Quaranta giorni, il testo era finito e mi aveva salvato la vita: come la lettura mi aveva donato un milione di mondi e vite da vivere, la scrittura mi permetteva di correre, saltare, volare e, anche se non potevo più fare tutto ciò che facevo prima, non mi ero mai sentita così libera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Gli Insospettabili</em> aveva inizialmente un altro titolo, <em>Acrobati</em>. Ci racconti perché lo avevi scelto e il riferimento?</strong></p>

<p>Pensai ad &#8220;Acrobati&#8221; perché se c’è una cosa che accomuna tutte le creature viventi è la loro fragilità, il loro vivere sospesi su un filo sottilissimo nel tentativo di mantenere l’equilibrio. Trovo di una poesia struggente questa caratteristica che ci accomuna e penso che potrebbe davvero essere la chiave per comprenderci tutti meglio se solo avessimo il coraggio di mollare le nostre rassicuranti, monolitiche e falsissime sicurezze.</p>

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<p><strong>Quale tra gli animali presenti nel romanzo ti ha divertito maggiormente, mentre lo caratterizzavi?</strong></p>

<p>Mi hanno divertito tanto gli uccellini del parco e mi sono sempre chiesta che cosa si raccontino fra loro quando stanno tutti vicini su un albero. Metteranno a punto delle strategie di bombardamento passanti? Saremo interessanti per loro o siamo solo dei misteriosi &#8220;cosi a due zampe&#8221;? Si chiederanno come facciamo a sopravvivere così irrimediabilmente ancorati al terreno? Mi hanno sempre fatto tanta simpatia e tenerezza, così cicciuti e delicati come sono. Chissà&#8230; forse anche noi facciamo simpatia e tenerezza a loro, così cicciuti e delicati come siamo.</p>

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<p><strong>Ci sarà una nuova avventura di Anna e del burbero Cantoni?</strong></p>

<p>Lo spero… nella mia testa quei due hanno ancora moltissime altre litigate da fare.</p>

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<p><strong>Stai seguendo un corso da editor. C’è un classico di cui avresti voluto curare l’editing per consigliare all’autore una strada diversa?</strong></p>

<p>Non credo. Non perché i classici mi piacciano tutti o li veneri in maniera fideistica, ma perché se sono diventati classici e vengono letti da anni e da migliaia di persone vuol dire che hanno dato e continuano a dare tutto quello che possono e devono. Non c’è nulla da modificare in una storia che cammina da sola, ha vita propria, diviene emozione e rinnova ogni volta il suo senso. Vince la storia proprio così com’è.</p>

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<p><strong>Dalla tua biografia (le poche note che ho letto) sei un perito tecnico-scientifico forense. Parlaci un po’ di cosa comporta il tuo lavoro e di come ha influito sul tuo romanzo.</strong></p>

<p>Quello del perito tecnico scientifico è un lavoro che ho amato moltissimo, ma che ormai non pratico più da molti anni. Su questo mestiere esiste un immaginario televisivo molto a effetto, ma in realtà io ero solo un topino da laboratorio. Nel romanzo penso abbia influito il fatto che in quella fase lavorativa ho imparato che quando c’è un evento violento, è come se un palo venisse piantato con un colpo secco nel centro di un lago ghiacciato: le crepe si irradiano in maniera incontrollabile e tutto diviene insicuro, fragile, irrimediabilmente fratturato. Un intero universo si spacca e nulla è più lo stesso. La forza distruttiva della violenza è molto maggiore di quanto non si possa pensare e colpisce sia chi la subisce sia chi la mette in atto. La violenza non lascia nessuno incolume. Qualcosa si spacca, sempre e comunque e non guarisce mai più per tutti coloro che ne sono coinvolti.</p>

<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Autori o autrici che ti hanno ispirata? Non solo per quanto concerne la scrittura, ma anche in altri aspetti dalla vita.</strong></p>

<p>Risposta immediata: Daniel Pennac. Ho un’adorazione sconfinata per i suoi libri e per la persona che è. Ogni volta che leggo una sua intervista o lo vedo in un filmato mi perdo ad ascoltarlo incantata e commossa. Non so più quante volte ho letto il suo <em>Diario di scuola</em> e quanto a ogni rilettura mi abbia insegnato, quanti preconcetti mi abbia smontato. Il mio sogno un giorno è quello di arrivare di fronte a lui con la mia copia consuntissima di quel libro e riuscire a farmela autografare, anche se so che, se dovesse succedere, farei una pessima figura: con lui lì a un passo, inizierei a parlare in maniera sconclusionata, incomprensibile e poi sverrei andando per terra come un sacco di patate.</p>

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<p><strong>Quanto è importante per una scrittrice leggere? Ti faccio questa domanda, poiché a volte mi è capitato di avere l’impressione che alcuni autori, con un certo seguito/nome, arrivino, una volta affermatisi, a considerare il “fattore lettura” come secondario, nella loro formazione. </strong></p>

<p>Per me la lettura è da sempre importante quanto respirare, è un nutrimento essenziale senza il quale non mi resterebbe che una lenta morte per inedia. Credo che finché manteniamo viva la nostra curiosità e il nostro desiderio di crescere, ogni possibilità ci sia ancora concessa. Leggere alimenta proprio questi aspetti, è un’esperienza che ci apre porte su modi di sentire e vivere che non potremmo mai permetterci in altra maniera, ci fa essere, ma anche divenire e continuare a divenire, pagina dopo pagina. Ecco, leggere per me non è solo importante, è vitale e il giorno in cui dovessi non viverlo più come tale, temo che nel mio caso ci sarebbe un problema molto serio.</p>

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<p><strong>Come ti vedi da qui a dieci anni (leggasi anche quanti libri hai in previsione di scrivere).</strong></p>

<p>Uh, domanda complicatissima per una persona come me che è incapace di prevedere perfino cosa preparerà per cena. Non ho proprio idea di quanti libri scriverò, però spero che fra dieci, venti, cinquant’anni, il primo pensiero resti quello di continuare a imparare, lavorando a testa bassa, con la concentrazione e l’umiltà dell’onesto artigiano.</p>

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<p><strong>Cosa ne pensi del mondo dell’autopubblicazione? Proveresti mai quella strada?</strong></p>

<p>È un mondo che conosco poco perché ho avuto la fortuna di poter imboccare un’altra strada. Personalmente non la sceglierei perché sono un’inetta su qualsiasi aspetto di natura promozionale, però se qualcuno crede in ciò che ha scritto penso sia giusto che abbia modo di mettersi in gioco. La trovo un’opportunità in più e quindi se così è, ben venga.</p>

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<p><strong>Il libro che vorresti aver scritto.</strong></p>

<p><em>Molto forte, incredibilmente vicino</em> di Safran Foer. Non sarà il libro perfetto, ma come ho letto la domanda non ho avuto dubbi. Anche se non so il perché, questa è la risposta di testa, cuore e pancia più onesta e diretta che potessi dare. Sulla motivazione… ci devo proprio ragionare!</p>

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<p><strong>Un consiglio per chi vuole approcciarsi alla scrittura.</strong></p>

<p>Il mio consiglio è banalissimo ed è quello di leggere il più possibile. Leggere arricchisce le persone che siamo, ci dona nuovi mondi, ma anche nuove parole per descrivere quello che abbiamo. Nutriamoci di questa varietà e colorata moltitudine di modi di comunicare la vita e pian piano, lì in mezzo, lasciamo che cominci a germogliare anche il modo di esprimerci che sentiamo nostro.</p>

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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Grazie per aver risposto alle nostre domande e un grande in bocca al lupo per la tua carriera di scrittrice! </strong></p>
<p>Grazie mille a voi per aver pensato a me e per aver avuto la pazienza di ascoltarmi. A presto.</p>
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<p>Acquista il libro di Sarah qui!</p>
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<p>Intervista a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/KailaSwarte.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/KailaSwarte-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
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		<title>In esclusiva per Feel the Book Monica intervista Agnes Moon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Goddess]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 07:00:14 +0000</pubDate>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Agnes-Moon-Legami-di-sangue-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Agnes-Moon-Legami-di-sangue-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-1-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a>Non sapete di cosa stiamo parlando?</p>
<p>No, no, no! Non ci posso credere!</p>
<p>Va be&#8217;, siccome tutto può essere, allora ve lo spiego: <em>L&#8217;Acrobata</em>, primo romanzo della serie <em>Legami di Sangue</em>, dopo la sua traduzione in inglese è stato letto da Adrian Buckle, direttore del Unifaun Theatre di Malta, che ha pensato potesse essere adattato per il palcoscenico. Tra il dire e il fare cosa c&#8217;è di mezzo? Eh sì, una chat dove ha contattato Agnes e&#8230; il resto è storia!</p>
<p>Ma come quale? Va bene, non vi basta il riassunto, ho capito! Cliccate <a href="https://www.feelthebook.com/lacrobata-di-agnes-moon-e-ora-una-piece-teatrale/">qui</a> per leggere la prima intervista per i retroscena 😉</p>
<p>E adesso la parola all&#8217;inviata &#8220;super speciale&#8221; Monica!</p>
<p>X<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/Interview-300x119.png" width="300" height="119" /></p>
<p><strong>Monica</strong>: Ciao Agnes, mi fa piacere incontrarti  dopo tutto questo tempo. È da un po’ che ci giriamo intorno, ma non c’è mai stata occasione di conoscerci (e se qualcuno sta pensando a Psycho… be&#8217;, come biasimarlo?). Cominciamo con la prima domanda, com&#8217;è stato il viaggio in aereo fino a Malta? </p>
<p><strong>Agnes</strong>: Come ben sai, ho il terrore di volare e ho preferito prendere un mezzo più consono e sicuro, nella fattispecie: la macchina, il traghetto, di nuovo la macchina, un altro traghetto e ritorno. In totale circa 48 ore di viaggio, ma con la scusa meschina di una luna di miele tutta per noi, mio marito si è lasciato convincere. È siciliano, è bastato dirgli che volevo taaanto visitare Taormina e Noto et voilà, il gioco era fatto.</p>
<p><strong>Monica: Cos’hai provato nel momento in cui sei entrata in teatro?</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Agnes-Moon-Arts-Council-Malta-Legami-di-sangue-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Agnes-Moon-Arts-Council-Malta-Legami-di-sangue-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-1-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a>Agnes</strong>: È stata un’emozione irripetibile, anche perché sono salita sul set e ho scoperto che Romualdo Moretti, lo scenografo italiano che ha curato ambienti e arredamento, era riuscito a cogliere in maniera perfetta lo stile misterioso e decadente che avevo immaginato per la villa di Vincent. Il teatro è semicircolare e il pubblico ha una visione completa della scena, inoltre la prima fila è distante pochi centimetri dagli attori. Questo permette di vivere in maniera intensa ed emozionante ogni minuto dello spettacolo. I tre schermi piatti, dai quali si diffonde la splendida musica dei Depeche Mode, sono fondamentali nei momenti in cui Vincent intravede l’Acrobata introdursi in casa, e quando scopre che lo scaltro ladruncolo – che crede incatenato al letto – si aggira non visto alla ricerca della daga.</p>
<p><strong>Monica: Mi stai dicendo che sei salita sul set e hai toccato tutto?</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Sì, per prima cosa ho preso in mano la frusta (ahahha), poi la DaguedesAnges e infine mi sono seduta sulla chaise longue utilizzata per esigenze di scena al posto del letto al baldacchino. Ero nel mio universo! Quello creato per i miei amati Vincent e Liam e non potevo essere più felice.</p>
<p><strong>Monica: Ho saputo che eri nervosa all’idea di conoscere il cast – non chiedermi chi me l’ha detto, ma lo so per certo – ci puoi dire come è andata?</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: E sì, avevo il timore di andare a rompere le scatole, specie durante le prove, invece mi sono ritrovata circondata da persone gentili e disponibili con le quali mi sono trovata subito a mio agio. Marco Michel, l’attore che impersona Vincent, è una persona squisita che oltretutto parla l’italiano in quanto è nato in Svizzera, mentre Cody Edward, il giovane interprete di Liam, viene da New York. Capirlo è stata una vera sfida, ma la sua travolgente simpatia ha reso tutto più facile. Il resto del cast è composto dal britannico Mark Windsor, al quale sono toccati i ruoli più ostici (Gottenbraun, Curt e il pedofilo Steven) e da un trio di giovanissimi e talentuosi attori: Martin Székely, Jamie Cardona e Rambert Attard, rispettivamente Bastien, Mal/Philip e Boris.</p>
<p><strong>Monica: Dicci la verità, li immaginavi così mentre scrivevi il libro?</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Marco-Michel-e-Cody-Edward-in-The-Acrobat-di-Agnes-Moon-spettacolo-teatrale-di-Adrian-Buckle-fotografia-di-Darrin-Zimmat-Lupi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Marco-Michel-e-Cody-Edward-in-The-Acrobat-di-Agnes-Moon-spettacolo-teatrale-di-Adrian-Buckle-fotografia-di-Darrin-Zimmat-Lupi-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a>Agnes</strong>: La verità è che sono stata incredibilmente fortunata. Cody è identico a come immaginavo Liam mentre scrivevo il romanzo, ed è bravissimo a interpretarne le intemperanze, il linguaggio sboccato (mai sentiti tanti fuck in vita mia) e le dolci debolezze. Marco non si avvicina come colori, ma per carisma e prestanza è un Vincent perfetto, il suo magnifico stile di recitazione  fa il resto. C’è  da dire che sul palco hanno una chimica pazzesca, una sintonia che gli ha permesso di esprimere al meglio tutta la gamma di emozioni che i due protagonisti sperimentano durante l’evolversi della storia. Odio, amore, lussuria…</p>
<p>Quanto a Mark… è un cattivo perfetto! Lo so pare brutto dirlo, ma ha senza dubbio il giusto <em>physique du rôle</em>, senza contare che è talmente bravo da rendere difficile riconoscerlo tra un ruolo e l’altro. Rambert è muscoloso a cazzuto come Boris, Martin raffinato ed elegante come il suo alter ego Bastien e Jamie sembra piccolo e dolce quando recita nel ruolo di Mal, ma si tramuta nel potente e irriverente Philip con incredibile facilità.</p>
<p><strong>Monica: Foto? Riprese? Non ci fai vedere nulla? </strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Ahimè, le uniche foto che vedrete sono quelle di scena, scattate da due fotografi professionisti il giorno della prova generale. Durante lo spettacolo era tassativamente vietato fare foto, peggio ancora riprendere. Purtroppo non ci sarà un video, a causa di alcune scene di nudo la cui visione si è preferito limitare al pubblico presente in sala. Comprensibile, ma devo ammettere che mi è dispiaciuto molto, mi sarebbe piaciuto poter rivedere lo spettacolo ogni volta che volevo. Le scene di nudo non erano poi così… no, va be&#8217;, devo dire la verità! Erano incredibilmente sensuali. Comunque non fare la gnorri, cara Monica, tu le hai viste, no? Basterà cercare di non dimenticarle.</p>
<p><strong>Monica (sospira)</strong>: <strong>Come potrei?</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Appunto.</p>
<p><strong>Monica: C’erano molti spettatori in sala? Qualcuno dall’Italia è venuto a vedere lo spettacolo?</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Il teatro era pieno ed è stata  un’emozione difficile da descrivere rendermi conto che così tante persone stavano godendosi le avventure del mio amato Acrobata. Dall’Italia è arrivata un’unica lettrice a supportarmi, ammetto che mi sarebbe piaciuto incontrarne di più – e un po’ ci avevo sperato – ma capisco che logistica, tempi e costi abbiano giocato un ruolo di rilievo. Comunque Dafne è stata ampiamente premiata perché le ho presentato il cast, ha potuto fare le foto insieme a loro e le hanno anche autografato il libro.</p>
<p><strong>Monica: Un uccellino mi ha detto che a fine spettacolo c’è stata un’intervista. Mi chiedo in che lingua, visto che entrambe sappiamo che a scuola…</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Zitta, spiona! L’intervista era in inglese, e nonostante abbia sudato le proverbiali sette camicie, me la sono cavata alla grande, almeno spero. Adrian Buckle, il produttore dello spettacolo, mi ha anche presentato alcuni giornalisti ed è andato tutto bene.</p>
<p><strong>Monica: Ma se un paio parlavano italiano!</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Va be&#8217;, quisquilie.</p>
<p><strong>Monica: Dopo la premiere sei andata a festeggiare con il cast? </strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Certo che sì! Siamo andati nel pub dove Oliver Reed ha bevuto così tanto da morirne! Non conoscevo questo aneddoto, ma considerato l’alcol che ho visto ingurgitare, non fatico a crederci. Mi sono sentita molto artista, molto bohémienne, almeno fino alla mattina dopo, quando mi sono svegliata con un incredibile mal di testa.</p>
<p><strong>Monica: Curiosità? Gossip? </strong></p>
<p><strong><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Cody-Edward-Marco-Michel-e-Agnes-Moon-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-di-Malta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2019/02/Cody-Edward-Marco-Michel-e-Agnes-Moon-The-Acrobat-Unifaun-Theatre-di-Malta-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a>Agnes (scuotendo il capo)</strong>: Sai benissimo che ci sono dei gossip, ma non mi sembra giusto parlarne. Però posso raccontare però qualche piccola curiosità. Ad esempio, la famosa frustata che Vincent dà a Liam era vera! Ogni sera il povero Cody si beccava una frustata che gli lasciava un segno rosso sulla schiena, per non parlare di tutte le botte che prendeva a destra e manca. Gli ho chiesto se mi odiasse per quello che gli facevo sopportare, ma si è limitato a ridacchiare e a dirmi che era divertente. E poi gli sputi! Non potevo crederci, Liam sputa davvero in faccia a Vincent, ben due volte a ogni spettacolo, che moltiplicato per nove fa diciotto. Non proprio piacevole per Marco, ma sempre meglio di tutte le botte che prende Cody.</p>
<p><strong>Monica: Dai, dicci qualche altra cosa!!</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Be&#8217;, ci sono stati dei problemi con il collare che si è rotto sul più bello, costringendo gli attori a improvvisare. Devo dire che sono stati bravissimi, hanno finto che fosse normale che si rompesse, e hanno cambiato in corsa alcune battute per renderlo credibile. <em>Chapeau</em> a entrambi!</p>
<p><strong>Monica: Il giorno della partenza come stavi?</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Molto triste, non volevo partire, e avrei voluto avere la possibilità di vedere gli spettacoli fino al 24 febbraio. Purtroppo non era possibile, senza contare che ero in debito di una luna di miele con mio marito.</p>
<p><strong>Monica</strong>: <strong>Già, quel poveretto! Si è visto tre spettacoli di fila senza capire una parola, circondato da persone che parlavano una lingua sconosciuta, ha fatto foto a comando e sopportato il tuo nervosismo e le tue ansie… non ti puoi lamentare.</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Ehi, ma tu che ne sai?</p>
<p><strong>Monica: Sempre il solito uccellino.</strong></p>
<p><strong>Agnes</strong>: Un uccellino piuttosto linguacciuto, oserei dire! Comunque, hai ragione, mio marito è stato fantastico a supportarmi in tutto questo e non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Comunque l’ho fatto per lui, almeno ha visitato la sua terra!</p>
<p><strong>Monica: Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la tua gentilezza e disponibilità, vuoi aggiungere qualcosa? </strong></p>
<p><strong>Agnes (strizza l’occhio a Monica)</strong>: È stato un piacere essere qui con voi! Vorrei salutare tutti i lettori di Feel di Book, quanto a te… ci vediamo a casa!</p>
<p><strong>⇔</strong></p>
<p></p>
<p>⇔</p>
<p>Un grazie di cuore ad Agnes per la disponibilità, e noi tutti di Feel ti rinnoviamo i complimenti per questa bellissima avventura e&#8230; be&#8217;, speriamo che in futuro la pièce teatrale possa avere spazio anche in Italia.  Sarebbe davvero magnifico!</p>
<p>Oh, dimenticavo: grazie Monica XD</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/La-Serie.png" width="260" height="97" /></p>
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<strong>⇔</strong>
<p><a href="https://www.facebook.com/Agnes-Moon-Autrice-romanzi-MM-1654889251418574/"><strong>Potete trovare Agnes sulla sua pagina facebook cliccando qui</strong></a></p>
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		<title>BlogTour&#038;Giveaway: &#8220;Generazione Bataclan&#8221; di Maria Laura Caroniti. Quinta tappa: Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog Tour Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Laura Caroniti]]></category>
		<category><![CDATA[Mursia Editore]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="225" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-300x225.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Blog Tour con date Generazione Bataclan M.L Caroniti Feel the Book" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-300x225.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-768x576.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-1024x768.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-e1543917418696.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi vi presentiamo la quinta e ultima tappa del Blog Tour dedicato a &#8220;Generazione Bataclan&#8221; di Maria Laura Caroniti, edito da Mursia Editore. &#160; Vi ricordo che alla fine dell&#8217;intervista ci sono le regole per partecipare al Giveaway, che dà la possibilità di vincere una copia cartacea del romanzo entro le 23.59 del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="225" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-300x225.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Blog Tour con date Generazione Bataclan M.L Caroniti Feel the Book" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-300x225.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-768x576.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-1024x768.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Blog-Tour-con-date-e1543917418696.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!
Oggi vi presentiamo
la quinta e ultima tappa del Blog Tour dedicato a <em>&#8220;Generazione Bataclan&#8221;</em> di <strong>Maria Laura Caroniti</strong>, edito da<strong> Mursia Editore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi ricordo che alla fine dell&#8217;intervista ci sono le regole per partecipare al Giveaway, che dà la possibilità di vincere una copia cartacea del romanzo entro le 23.59 del 5 dicembre 2018.</p>
<p>Vi ricordo inoltre che tutti i blog che hanno partecipato al Blog Tour ospiteranno, a partire dal 10 dicembre, anche un Review Tour del romanzo! Trovate le date e i blog indicati sull&#8217;immagine in fondo all&#8217;articolo.</p>
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<p>E ora diamo un caloroso benvenuto nel nostro salotto virtuale a Maria Laura e al via con l&#8217;intervista! 🙂</p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/47210052_189563185325182_4115614542665351168_n.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/47210052_189563185325182_4115614542665351168_n.jpg" width="585" height="439" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La tua biografia è oltremodo interessante. Insegnante, emigrata, moglie e madre, ma soprattutto <em>viaggiatrice nel DNA</em>, ora insediata in quel di Groningen: ti va di parlarci di te a 360°?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al secolo Maria Laura Caroniti, preferisco essere chiamata semplicemente &#8220;Laura”. Eppure quando è stato il momento di decidere con quale nome firmare la pubblicazione ho voluto il mio nome per intero: per dire grazie alla bambina che ero, quella che a nove anni scriveva le sue storie con una macchina per scrivere Olivetti lettera 32.</p>
<p>Un’amica che mi conosce bene, quando le ho detto che avrei pubblicato a breve, mi ha domandato per prima cosa: “Come ti firmerai?”, questo per dire che anche le piccole cose non sono mai da trascurare. Sono i dettagli a fare le storie, anche quelle personali.</p>
<p>Per il resto, fortemente radicata nel territorio, siciliana e italiana, l’ultimo progetto che avrei mai pensato di valutare era l’espatrio, ma si sa… proprio quando credi in qualcosa, con una manata la vita ti cambia le carte in tavola. E mi sono ritrovata dapprima a fare la spola tra l’Italia e la Francia, poi mi sono trasferita oltralpe. Ho cambiato diversi Paesi, e da tre anni vivo in Olanda. Tuttavia sono sempre stata una viaggiatrice, mai una turista, forse per questo i vari cambiamenti non mi hanno destabilizzata più di tanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto influisce sul tuo stile e sulle scelte di cosa raccontare il fatto di essere “cittadina del mondo”, nonché l’aver vissuto in città diverse, quindi approcciando realtà diverse, con abitudini differenti e, non da ultimo, l’aver parlato e ascoltato lingue che non sono l’italiano?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molto, moltissimo. La mia scrittura è figlia delle differenze incontrate. Non credo sarei stata in grado di rendere “vivi” i personaggi dei miei romanzi, se prima non avessi sperimentato esperienze tanto diverse.</p>
<p>Quando lasci il tuo Paese, vai incontro a più di un’incognita. Quando abbandoni la tua <em>comfort zone</em>, ti esponi al rischio, all’incomunicabilità, alla zona grigia dell’interlingua. Se espatri perdi i tuoi riferimenti, metti in discussione chi sei, diventi per un periodo invisibile: ed è in questo periodo di invisibilità che ho affinato gli altri sensi. Ora noto le voci, gli accenti, la gestualità; riconosco alcuni stereotipi come tali, altri come modelli culturali difficili da sradicare; vedo il generale dal particolare. Io stessa non sono la persona di prima, quella che ha lasciato l’Italia dieci anni fa. La caratterizzazione dei personaggi e i dialoghi sono due punti forti della mia scrittura grazie alla mia vita da expat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parliamo di “Generazione Bataclan”, edito da Mursia e finalista al concorso “Romanzo italiano”, organizzato da Radio RTL 102.5 e Ugo Mursia Editore. Descrivici come ti sentivi quando hai saputo di essere una dei tre finalisti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Seguire l’andamento dei concorsi letterari è una pratica che ho sempre fatto: fin da piccola stavo attenta ai nomi e ai titoli che uscivano da premi prestigiosi quali lo Strega, il Campiello, il Bancarella. Crescendo ho seguito altre realtà. Quando ho avuto un paio di storie pronte ho deciso di metterle in gara, più per vedere se reggevano con altre opere in concorso che per altro. Il premio &#8220;Mursia-Romanzo italiano&#8221; prevedeva la valutazione da parte di tre giurie e, quindi, tre passaggi: prima c’è stata la scrematura su 1500 testi, poi si è arrivati a dieci semi-finalisti, e quindi alla terzina finalista. Ho vissuto ogni passaggio con tranquillità: nessuna ansia da prestazione. Era il testo in concorso, non io. E una storia deve avere la forza per viaggiare da sola: l’autore non è importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il tuo romanzo finalista nel concorso “Romanzo italiano”, ora edito da Mursia, nella sua collana di narrativa, si intitola “Generazione Bataclan”. Perché? E non intendo riferirmi solo al titolo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è una bella domanda, grazie! “<em>Générazione Bataclan</em>” è un’espressione coniata dal quotidiano francese <em>Libération</em>, ripresa poi nel discorso presidenziale di Hollande post-attentati: amata, bistrattata, rifiutata; dal punto di vista narrativo era perfetta per vestire i personaggi che abitano il romanzo, anche quelli secondari che incarnano, a torto o a ragione, quell’immagine di “giovani, allegri, aperti, cosmopoliti” data da Libération.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I personaggi di “Generazione Bataclan”. Tre donne, tre età diverse, tre storie, ma un solo nome: Anna. C’è qualcosa, un significato, che ti ha spinto a scegliere questo nome per tutte e tre le protagoniste del tuo romanzo?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ogni storia, un lettore troverà nel romanzo quello che vuole, un’affinità, un messaggio tagliato su misura. C’è chi godrà della storia senza porsi domande, chi se ne farà per poi darsi le risposte: sono tutti approcci corretti. Non c’è un modo “giusto” o “sbagliato” per avvicinarsi al romanzo.</p>
<p>L’incipit si è fissato nella memoria, mentre guardavo le prime immagini degli attentati al telegiornale; successivamente la storia si è chiarita così in fretta da costringermi a scriverla a partire dal giorno dopo.</p>
<p>Avendo chiaro fin da subito la vicenda, il nome è venuto da sé: &#8220;Anna&#8221; ha la particolarità di essere un nome palindromo, che può essere letto al contrario e rimanere invariato. Da qui l’idea di un’Anna allo specchio. Tre protagoniste, tre generazioni, tre vissuti: un unico femminile, come se tutte fossero età della vita di una donna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I luoghi di “Generazione Bataclan”. Parigi è stata una scelta in qualche modo obbligata, vero?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, altre città sono state segnate da vari attentati. Tuttavia Parigi ha sconvolto l’immaginario mondiale perché città-simbolo come New York. Sarebbe stata la stessa cosa se fosse successo a Roma o a Gerusalemme. Ci sono molte città importanti, ma poche sono anche simboliche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai deciso di presentare una Parigi che è diversa da come si immagina (romantica, luminosa carica di esperienze indimenticabili), una Parigi fatta di disillusioni e sogni infranti (ma anche, poi, di vita e rinascita). Non solo è ferita, ma ferisce. Da dove nasce questa scelta?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parigi non è soltanto la <strong>Ville Lumière</strong> (la &#8220;città delle luci&#8221;): è una metropoli dura, con un tessuto sociale difficile, in cui ricchezza e povertà, ambizioni e delusioni, si incastrano in maniera indissolubile. Chi racconta solo l’immagine edulcorata di Parigi non la conosce, o l’ha conosciuta da turista o la conosce e la vende così perché è questo che molti vogliono: un souvenir da bancarella, un ricordo rassicurante, l’idea della città dell’amore. È come la Toscana, terra amena, proposta agli americani; Amsterdam, sesso e droga, nell’immaginario italiano o la Venezia romantica, da gita in gondola nei canali, e la Roma godereccia e fancazzista proposta in giro per il mondo: città-caricature, con una percentuale bassa di verità.</p>
<p>Parigi ferisce, sì, ma qui si ritrova ferita. Eppure, nelle sue ore più buie, come già accaduto durante la Seconda Guerra mondiale, i suoi abitanti hanno dimostrato un’attitudine capace di cambiare corso alla Storia: Parigi è e sarà sempre una città resiliente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prossimi progetti in uscita?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al prossimo Salone del Libro di Torino verrà lanciato un romanzo storico-sentimentale cui sono molto legata. Sarà edito dalla Dark Zone e sarà una storia forte, intensa e piuttosto dura.</p>
<p>Sempre nel 2019 dovrebbe essere pubblicato “Il faro delle anime ritrovate” per Triskell edizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parlando di narrativa commerciale, quale genere non scriveresti mai?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mai dire mai. So, comunque, di avere dei limiti ben precisi per cui un thriller o un noir appartengono a generi lontani dal mio sentire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Narrativa commerciale o narrativa non di genere? Pregi, difetti, dal tuo punto di vista.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli unici difetti stanno nella cattiva narrativa, il genere non è importante.
Personalmente, poi, non amo molto i paletti: storie che devono mantenersi dentro rigidi binari per accontentare il pubblico mi mettono ansia. Io, come lettrice, voglio accettare il gioco dell’autore, essere sorpresa, colpita, anche ferita se capita; voglio terminare un romanzo e restare ferma per qualche secondo a ripensare ai personaggi, prima di essere espulsa definitivamente da quel mondo letterario e ritornare nel mio, reale.</p>
<p>Io, come autrice, non voglio paletti: seguo le storie così come mi esplodono in testa, assumendone i rischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scrittura sperimentale: sì, no? Scriveresti mai un testo del genere?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accidenti, sì! Scriverla, però, la vedo dura: è più complicato di quello che si immagini, la lascio pertanto a chi la sa fare, e fare bene, io mi limito a leggerla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Self o casa editrice. Motiva la tua scelta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Entrambe. Penso che siano due strade che possano insegnare molto a chi vuole cimentarsi con la scrittura.</p>
<p>Il self ti butta in pasto ai lettori fin da subito e, errore dopo errore, sei costretto a pensare al tuo testo come un prodotto, e ad affinarlo per il pubblico.</p>
<p>Un’auto-pubblicazione di buona qualità non ha niente da invidiare a una pubblicazione fatta dai ¾ delle case editrici di oggi; menzione a parte va a poche CE che appartengono a gruppi editoriali importanti.</p>
<p>Un’auto-pubblicazione buona nel mare di prodotti self mediocri, però, rischia di affondare senza essere notata: il rischio allora per l’autore è quello di essere omologati a firme improvvisate e finire nel calderone di una pessima narrativa, perché la percentuale di testi immaturi è alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda la pubblicazione tradizionale dipende da quale casa editrice lavori al progetto. Non basta un’etichetta per sentirsi scrittori. In generale sono due i punti da tenere sempre in mente.
Primo: mai cedere alle lusinghe dell’editoria a pagamento: si tratta di stamperie che vivono sui sogni di aspiranti scrittori e con la <em>vanity press </em>il rischio di bruciarsi è certo.
Secondo: informarsi se, una volta scelti, la casa editrice si occupi di editing sull’opera, di realizzare una cover professionale, e quale sarà la distribuzione.</p>
<p>Fioccano ogni giorno nuove case editrici digitali, ma poche sono affidabili e le stesse devono saper garantire ai propri autori uno standard di qualità, se non riescono a stare al passo rischiano di affondare come impresa e di portar giù chi ha creduto al loro progetto. La professionalità deve essere sempre garantita da ambo le parti. La cosa peggiore che possa accadere a un autore è credere a una casa editrice, affidarle il proprio testo e ottenere un risultato che avrebbe potuto avere da solo, o con uno staff scelto personalmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C’è un autore o un’autrice che ti ha ispirato e ti ha spinto, prima a diventare scrittrice e poi ti ha ispirata durante la tua carriera?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>No, la scrittura è personale quanto le impronte digitali. Ispirarsi o invidiare un autore non ha senso. Apprezzare o ammettere che un autore sia genericamente bravo o abbia una buona scrittura è dote da lettore forte.</p>
<p>Io amo i libri, amo le storie capaci di agganciarmi, plaudo quando riconosco una trama ben costruita, non m’importa quasi mai dell’autore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci puoi parlare del tuo <em>nom de plume</em>? ;P O, meglio, cosa scrivi sotto pseudonimo? E perché?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, ho un alias. Sotto pseudonimo scrivo narrativa erotica e mi diverto parecchio 😉 Mi permette di alternare storie più leggere alle altre un po’ più impegnate, che occupano il 90% del tempo impiegato per la scrittura, e soprattutto a non perdere mai di vista il motivo per cui ho scelto di scrivere: costruire un personaggio credibile, dare attenzione alla trama, e stare bene. Tengo le due strade separate non certo per pudore o per vergogna: qualsiasi genere ha la stessa dignità e, torniamo al discorso fatto prima, la differenza sta nel come si confeziona una storia. E il mondo narrativo creato sotto pseudonimo è il mio isolotto privato in pieno oceano: pochi conoscono il mio alias, sto fuori da simpatie e antipatie di autrici, lettori o blog; e sono felice così.</p>
<p>Un giorno forse lo dirò, o no, non è importante. Se, poi, qualcuno dovesse scoprirlo non succederà proprio niente: non è un segreto di Stato o tale da dover essere difeso a ogni costo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che tipo di rapporto hai con la scrittura? Sei disciplinata, scrivi un po’ tutti i giorni, o quasi, o abbandoni la penna per mesi, per magari fare tutta una “tirata unica” quando senti che è arrivato il momento giusto?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Disciplinatissima. Scrivo ogni giorno, anche poche cartelle, ma lo faccio sempre. Cerco di mantenere una routine e attenermi a un piano iniziale che varia, però, da progetto a progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando termini un romanzo, lo hai letto e riletto, corretto e ricorretto, riesci facilmente a dire “stop” oppure continueresti con le revisioni all’infinito?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sento” quando il romanzo è finito, e quando non lo è. Non basta mettere un punto: poi ci sono le revisioni e, spesso, le riscritture di porzioni o interi capitoli. Ci sono state storie particolarmente fortunate, che hanno necessitato pochissimi interventi, e altre che mi hanno impegnato per anni, ma arriva un momento in cui “sento” che la storia è pronta e devo lasciarla andare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai una persona di fiducia (o più persone) a cui ti affidi in fase di rilettura/correzioni/cazziatone?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, e si contano sulle dita di una mano. Non faccio quasi mai leggere le storie che sto scrivendo, e non chiedo letture in corso se non da persone di cui mi fido, ma i miei beta-reader sono fissi. Quest’anno ho chiesto ad altre due persone di aggiungersi: in un caso sono stata fortunata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C’è una storia che vorresti raccontare, ma non ti senti ancora pronta per farlo?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, e credo che non avrò pace finché non ci riuscirò. È una storia cui tengo tantissimo, ma per cui serve tempo, documentazione storica capillare, e dedizione. So che un giorno riuscirò a scriverla, quando sarò più brava. E non avrà importanza il risultato, in quel caso, ma sarà una promessa mantenuta. E mi riporterà a Parigi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto di te metti nelle sue storie? Prendi spunto da amici o famigliari o anche solo una persona che incontri per strada o tutto si crea in autonomia nella tua mente?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto e niente. Io non sono i miei personaggi: ho troppo rispetto per ognuno di loro per infilargli in bocca le mie parole, le mie credenze, il mio mondo. Ogni personaggio ha un’identità propria, con le sue fragilità e la sua forza, il suo carattere, le sue idiosincrasie. Non forzo mai la mano, li lascio liberi di agire, pensare, fallire. Poi è chiaro che racconto meglio quei luoghi, o quelle esperienze, che ho vissuto in prima persona o le hanno vissute amici e conoscenti, ma non sono narrazioni esclusive. A volte capitano personaggi estremamente lontani da me e, in quei casi, posso solo mettermi al servizio loro e della storia che vogliono raccontare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come ti approcci alla ricerca per i tuoi testi? Ti documenti prima di scrivere quando l’idea è ancora solo in embrione o invece lo fai in corso d’opera?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni romanzo ha la sua genesi. Ci sono state storie che hanno richiesto una documentazione e una pre-produzione, altre un controllo quando il primo draft era ormai finito.</p>
<p>L’unica cosa certa è che la documentazione è necessaria. <em>Prima </em>per la creazione, <em>durante </em>per la progettazione, o <em>dopo </em>per la verifica, e non importa il genere: documentarsi serve. E in alcuni casi è divertente: penso al genere erotico, e rido.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Consigli per un esordiente in Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avere pazienza: la fretta non è una buona consigliera. Fretta di mettere punto alla storia, fretta di considerarla finita quando sarebbe ancora da sbozzare; fretta di pubblicare che può portare a firmare un contratto vincolante con realtà non solide o peggio; fretta di dirsi &#8220;autori&#8221;, rilasciando un prodotto mediocre perché mancante di editing, di cura nella cover, e simili.</p>
<p>Una storia ha bisogno di tempo, che può variare da mesi ad anni.</p>
<p>Non soccombere alle richieste dei lettori se premono per un’uscita anticipata: i lettori devono fare i lettori, non le groupies; gli scrittori devono soltanto scrivere pensando a cosa sia meglio per i propri personaggi, non per i lettori trasformatisi in fandom.</p>
<p>Fare molta attenzione alle agenzie letterarie: soltanto se cercano un autore, possono essere un buon aiuto nella ricerca di una grande casa editrice; se l’autore le corteggia rischia di trovarsi davanti a proposte di servizi editoriali, non di rappresentanza; e anche in caso di rappresentanza il rischio di essere poi parcheggiati è alto.</p>
<p>Partecipare ai concorsi letterari: quelli seri, quelli che offrono un premio in pubblicazione con buone realtà editoriali senza richiedere un contributo economico per l’iscrizione. L’unico concorso con tassa di lettura da prendere in considerazione è il Premio Calvino.</p>
<p>E leggere, leggere, leggere. Pensare di non avere tempo per la lettura, o di voler soltanto scrivere perché quello è l’unico interesse, è il primo passo per rimanere fermi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/47189832_294985844469584_2153130095475163136_n.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/47189832_294985844469584_2153130095475163136_n.jpg" width="530" height="397" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grazie a Laura per averci fatto compagnia e aver risposto alle nostre domande!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="300" height="16" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giveaway</strong></p>
<p>Il giveaway è iniziato il giorno 21 novembre 2018 e terminerà il giorno 5 dicembre 2018.
Il premio in palio è una copia cartacea di “Generazione Bataclan”.
L’autrice sorteggerà il vincitore il giorno 6 dicembre 2018 e il nominativo verrà pubblicato sulla pagina autrice, la quale provvederà anche a contattare il vincitore via MP.</p>
<p>Per partecipare al giveaway.</p>
<p>Per partecipare al giveaway è necessario compilare il form, accedendo al link di rafflecopter.com, qui sotto riportato, e facendo login con i dati del proprio account Facebook oppure inserendo il proprio indirizzo e-mail.
Condizioni:</p>
<p>1)    Like alla pagina autrice ( <a href="https://www.facebook.com/m.laura.caroniti.author/">https://www.facebook.com/m.laura.caroniti.author/</a>);
2)    Like alle pagine dei blog ospitanti la tappa;
3)    Condivisione in modalità pubblica della tappa e tag a due persone (opzione facoltativa).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.rafflecopter.com/rafl/display/0b4d02ce1/">a Rafflecopter giveaway</a>
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<p>Se avete perso le tappe precedenti, qui trovate i blog ospitanti e le date per poterle recuperare!</p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Calendario-Blog-Tour-e1543920258200.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Calendario-Blog-Tour-573x1024.jpg" width="356" height="636" /></a></p>
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Il <strong>Review Tour</strong> avrà inizio la settimana prossima e qui ci sono le date e i blog!
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/12/Calendario-Review-Tour-generazione-bataclan-maria-laura-caroniti-665x1024.jpg" width="473" height="728" /></p>
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		<title>Due chiacchiere con&#8230; Mary Lin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 05:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Mary Lin" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-e1530823360813.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Mary Lin per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? La mia vita influenza la scrittura a piccole dosi. Mi spiego: i personaggi prendono vita da soli, ma possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Mary Lin" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31764723_10216952588066600_7880745571995090944_o-e1530823360813.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!</p>
<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Mary Lin per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="356" height="19" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?</strong></p>
<p><strong>
</strong>La mia vita influenza la scrittura a piccole dosi. Mi spiego: i personaggi prendono vita da soli, ma possono carpire alcuni tratti di persone che conosco e questo li rende più umani, perché i dettagli fanno la differenza. Un gusto personale, un pensiero fugace che catturo in un paragrafo, anche il modo di sorridere di un amico può finire tra le mie righe.
La scrittura influenza la mia vita, invece, perché baso le mie giornate su questo e tendo a volerle dare la priorità sul resto.<strong>
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?</strong></p>
<p><strong>
</strong>Non ho ricordi di me che non sia con il naso tra le pagine di un libro o un diario. Alle medie inforcavo la mia fiammante bici e correvo all’edicola sotto casa. Compravo tutti i romanzi di R.L. Stine, autore che mi piaceva e che sfornava romanzi come se piovesse, e i diari su cui scrivevo le mie personali storie horror. Ho ricevuto una macchina da scrivere in prima media, consumando pagine su pagine e inchiostro. Infine i miei genitori decisero di regalarmi il computer con “la mela” e da ragazzina non sapevo neanche che valore avessi per le mani. Scrivevo solo storie horror o con i serial killer. Alle superiori, con i primi amori e i drammi adolescenziali, iniziai a scrivere storie d’amore che <em>Dawson’s Creek</em> e <em>The O.C</em>. spostatevi. Ma fu all’università che capii che la scrittura era la strada che volevo percorrere, grazie alle fanfiction su attori e cantanti asiatici che condividevo con le mie amiche del forum che divenne la mia seconda famiglia. Condividevo le fanfiction, non gli attori e i cantanti, sia chiaro.
Quindi non c’è un motivo particolare che mi abbia spinto a scrivere. La scrittura faceva e fa parte di me.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando ti senti ispirata per scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?</strong></p>
<p>Purtroppo sono molto limitata in questo, perché scrivo soltanto in un momento preciso della giornata, in un preciso posto, con una precisa luce e con precisi oggetti che mi circondano e che in <em>quel </em>periodo mi ispirano. C’è il periodo delle sei del pomeriggio in cucina, poi quello delle tre di notte, nello studio, anche quello delle quattro in giardino. Ah, ovviamente il computer sul quale scrivo deve essere <em>quel </em>computer o non riesco.
Credo di essere pazza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.</strong></p>
<p><strong>
</strong>Tre aggettivi per descrivermi: criptica, orgogliosa, altruista.
Tre aggettivi per descrivere <em>Madness</em>: ironico, malato, romantico.<strong>
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?</strong></p>
<p>Ancora ne rimango sorpresa e mi carica nel fare sempre meglio, per ringraziare loro di tutto il calore e l’energia che mi infondono.<strong>
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa alla quale stai lavorando o alla quale vorresti lavorare?</strong></p>
<p><strong>
</strong>Piccolo spoiler sul mio prossimo lavoro? A Damien non piacciono i vestiti. Scherzo! Non posso dire molto, perché il prossimo <em>Rebel</em> avrà una storia che deve sorprendere. Sicuramente sarà diversa dagli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
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		<title>Due chiacchiere con&#8230; Sara Fusco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Pagani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 10:27:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Romance]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Sara Fusco" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-e1530643127183.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Sara Fusco per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? La scrittura influenza la mia vita sotto ogni suo aspetto, perché mi ritrovo a guardare il mondo che mi circonda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Sara Fusco" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/07/31789390_10216952587586588_7786995644333293568_o-e1530643127183.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!</p>
<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Sara Fusco per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-300x16.png" width="431" height="23" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?</strong></p>
<p>La scrittura influenza la mia vita sotto ogni suo aspetto, perché mi ritrovo a guardare il mondo che mi circonda e ogni cosa che mi capita con occhi diversi. Mi domando se posso scrivere di certi avvenimenti nei romanzi, come posso renderli al meglio, cosa posso aggiungere e cosa togliere. Basta poco, un piccolo dettaglio, e mentre vivo la vita di tutti i giorni mi ritrovo in una storia nuova da raccontare. Questo già fa capire quanto anche la vita influenza la mia scrittura.</p>
<p>Quindi potrei riassumere così: &#8220;La scrittura influenza la mia vita in positivo, perché mi salva in ogni momento, e la vita di tutti i giorni influenza la scrittura aiutandomi a rendere tutto più reale e concreto.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere?</strong></p>
<p>Fin da bambina ho sempre avuto molto da dire. Mi sentivo diversa, spesso sola e incompresa, e la scrittura mi ha salvato. All’inizio abbozzavo delle storie brevi, anche delle fan-fiction o poesie, ma, con il tempo, il bisogno di scrivere altro è diventato prepotente, così mi sono dedicata ai romanzi. Senza la scrittura non sarei me stessa, è davvero vitale, fonte di ossigeno. Che io sia triste o felice, ho sempre bisogno di carta e penna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando ti senti ispirata per scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?</strong></p>
<p>Mi sento ispirata soprattutto durante la notte, quando di solito tendiamo a pensare molto di più. Tutto poi dipende da cosa sto scrivendo, ma, a essere sincera, mi sono resa conto che sono molto più ispirata quando sono giù di morale. Esorcizzo il dolore scrivendo e, spesso, mi sono resa conto che ciò che scrivo in quegli attimi lo trovo molto più valido di tutto il resto.</p>
<p>La scrittura è veramente magica.<strong>
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.</strong></p>
<p>Sono puntigliosa, curiosa e solitaria.
Per la mia ultima opera pubblicata: sensibile, speranzosa, dolce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?</strong></p>
<p>È una sensazione molto strana. È una cosa che mi terrorizza e, allo stesso tempo, mi fa stare bene. Terrorizza perché sai che qualcuno sta leggendo la storia per cui tu hai lavorato duramente e in cui c’è tantissimo di te stessa, e non hai la minima idea di cosa possa pensarne al riguardo. Ma quando poi i lettori ti contattano per ringraziarti (e anche maledirti con affetto, quando li fai soffrire) è davvero meraviglioso. Il contatto con i lettori è fondamentale, per noi autori. Ci dà la carica per andare avanti e non fermarci mai. Bastano poche parole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa alla quale stai lavorando o alla quale vorresti lavorare?</strong></p>
<p>Sto lavorando a due storie, di due generi completamente differenti su cui in realtà non posso dire molto. Sono un fantasy dark e un contemporary romance, ed entrambi mi hanno permesso di scoprire lati di me stessa, del mio essere autrice, che non sapevo esistessero. Sono due storie molto diverse ma, entrambe, avranno al loro centro l’amore. Da una parte un amore tormentato e deviato, dall’altra parte un amore dolce e a tratti anche frizzante. Insomma, la parola d’ordine è sempre <strong>amore</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88-1-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><a href="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Aletheia-giusta-300x88.png" width="300" height="88" /></a></p>
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		<title>Due chiacchiere con&#8230; Ella Blake</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 05:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Ella Blake Feelthebook" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-e1529273954792.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Ella Blake per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? Tanto, a volte troppo, sia una che l’altra. La scrittura influenza la mia vita perché mentre cucino, guido, faccio tutte quelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Ella Blake Feelthebook" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29749271_10216681819537556_4801359662861091421_o-e1529273954792.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!</p>
<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Ella Blake per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-1024x56.png" width="960" height="53" /></p>
<p>&nbsp;</p>
Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?

<p>Tanto, a volte troppo, sia una che l’altra. La scrittura influenza la mia vita perché mentre cucino, guido, faccio tutte quelle cose normalissime che fanno le persone, continuo a pensare a cosa posso scrivere, a come posso migliorare una frase, a cosa aggiungere o togliere a un testo che ho già scritto. Allo stesso modo, la mia vita influenza la mia scrittura perché spesso prendo spunto da quel che vedo, può essere anche solo una strada, un vicolo o due persone che parlano. È una ruota che non si ferma mai.</p>

<p>&nbsp;</p>
Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere?

<p>Nulla di particolarmente avvincente. Fin da bambina, nella mia testa si sono sviluppate tante storie, mi è sempre piaciuto portarle avanti soprattutto prima di dormire. Invece di contare le pecore, mi raccontavo le storie. Crescendo ho iniziato a scriverle, conservo ancora il file di una storiella scritta in seconda media (un regno distrutto, una principessa rapita e una coraggiosa guardia del corpo che la cerca in lungo e in largo e la salva :D).</p>
<p>Quindi, non so in realtà cosa mi ha spinto. La necessità di scrivere è sempre stata lì, nella mia testa.</p>

<p>&nbsp;</p>
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?

<p>Purtroppo no, con la famiglia e il lavoro, è difficile avere un momento sempre per me da dedicare alla scrittura. Ogni secondo è buono, scrivo appena ne ho la possibilità, soprattutto sui quaderni che posso portare sempre con me, cosa spesso difficile con un PC. Potendo, passerei ogni momento della giornata a scrivere. Quando studiavo era molto più semplice, adesso è più complesso, ma non rinuncio. Mi rendo conto che quando non mi dedico per un lungo periodo alla scrittura, mi manca emotivamente.</p>

<p>&nbsp;</p>
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.

<p>Tre aggettivi per descrivere me, direi: estroversa, insicura e sognatrice.</p>
<p>Tre aggettivi per descrivere la mia ultima opera, direi: sofferta, emozionante (sembro egocentrica a dirlo? :D) e imperfetta.</p>

<p>&nbsp;</p>
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?

<p>Terribile all’inizio. Come ho detto prima, sono una persona molto insicura, prima di dire cosa penso, valuto tutto le possibili conseguenze. Pubblicare un romanzo e avere un seguito è stato un brivido di piacere e ammetto che ha leggermente sollevato la mia bassa autostima. Mi piace soprattutto perché non seguono me, ma i personaggi che ho creato e amo, è una grande soddisfazione e un bell’incentivo per proseguire lungo questa strada difficile.</p>

<p>&nbsp;</p>
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?

<p>Al momento sto lavorando a tre diversi romanzi.</p>
<p>Il romanzo parla di Mattia, il fratello di Ramo, che già avete in parte conosciuto in Così vicini. Ho già lasciato molti estratti di questo testo e il pubblico non vede l’ora di leggerlo, lo so, ma ci vuole ancora un po’ di tempo per fare un buon lavoro.</p>
<p>Inoltre ho iniziato la stesura di un romanzo fantasy, nello specifico una threesome, ambientato su una Terra distrutta da una guerra soprannaturale, in cui gli esseri umani sono ormai quasi estinti. Non vi dico altro 😛</p>
<p>Ultimo, ma non per importanza nei miei pensieri, sto scrivendo la storia di un ragazzo con davvero un sacco di problemi, che finisce in ospedale a causa di un’aggressione e ritroverà se stesso e la voglia di vivere solo grazie all’aiuto dell’infermiere che si prenderà cura di lui.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88-1-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Ash-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Due chiacchiere con&#8230;  Michela Monti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Michela Monti Feelthebook" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-e1529273369226.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Michela Monti per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? La mia vita viene influenzata dalla scrittura, la mia e quella degli altri autori, moltissimo. Ci sono momenti in cui ho [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Michela Monti Feelthebook" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/06/29872933_10216681856218473_4936262131009010812_o-e1529273369226.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!</p>
<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Michela Monti per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-1024x56.png" width="960" height="53" /></p>
<p>&nbsp;</p>
Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?

<p>La mia vita viene influenzata dalla scrittura, la mia e quella degli altri autori, moltissimo. Ci sono momenti in cui ho bisogno di leggere e mi rifugio negli autori che amo. La mia scrittura è influenzata dalla mia vita, perché sono cresciuta in un modo molto inquadrato, quindi poca descrizione, dialogo, elementi romantici il giusto. Ci sarà sempre una parte thriller, una gialla, un morto (almeno uno che ci sta sempre bene!).</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?
<p>Ho iniziato a scrivere prestissimo, se si può considerare scrivere i testi di canzoni che poi obblighi tua madre a cantare. Poi leggendo la saga di Twilight e mi sono fatta prendere così tanto dalla storia, da quella magia di fondo, che mi ha portata a voler continuare la storia di alcuni personaggi in una fanfiction. Mi sono resa conto che erano più di 270 pagine e con alcune considerazioni sono arrivata poi a scrivere 83500.</p>
<p>&nbsp;</p>
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?

<p>Più ispirata dipende, può esserci qualsiasi cosa che accende la lampadina e ti dà l’incipit. Il momento in cui è più facile è la notte, perché durante il giorno ci si distrae con i social, messaggi  o la telefonata alla quale non puoi dire di no, e ti perdi. La sera mi concentro di più e butto giù anche tre capitoli a notte.</p>

<p>&nbsp;</p>
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.

<p>Testarda, orientata, curiosa. Per descrivere 83500: poco classificabile per il genere, asciutto di descrizioni, emotivo e ansiogeno.</p>

<p>&nbsp;</p>
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?

<p>Mi fa strano, stranissimo, ma davvero bello. Mi mette ansia, perché quando scrivi alla fine consegni una parte di te, anche se è la storia della protagonista, in qualche modo hai paura di quello che possano pensare gli altri, ma d’altro canto è bello.</p>

<p>&nbsp;</p>
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?

<p>Da quello che mi hanno detto i lettori, 83500 non è un libro facilissimo perché non è lineare, ci sono salti temporali e realtà diverse. In alcune parti della lettura hai sensazione di perdertele, ma in realtà verranno svelate nel seguito, come la nascita del personaggio di Gabriel.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88-1-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Harley-Quinn-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
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		<title>Due chiacchiere con&#8230; Marion Seals</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 05:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Marion Seals" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-e1526534145288.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Marion Seals per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? Diciamo che se non scrivo per un po’ sto male, quindi direi che l’influenza è notevole. Senza contare le idee che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Marion Seals" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/03/29873385_10216681793496905_6920023311992745924_o-e1526534145288.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Buondì, Feelers!</p>
<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Marion Seals per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-1024x56.png" width="960" height="53" /></p>
<p>&nbsp;</p>
Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?

<p>Diciamo che se non scrivo per un po’ sto male, quindi direi che l’influenza è notevole. Senza contare le idee che arrivano all’improvviso e che non ti lasciano in pace, per cui si può dire che vengo molestata dalla scrittura. Al contrario, cerco di far sì che la vita non influenzi troppo la scrittura, per cui evito di scrivere “certe” scene in periodi nei quali sono stressata o poco felice e ne approfitto per scrivere “altre” scene. Poi aiuta molto scrivere in contemporanea diversi generi perché vai in decompressione e le performance aumentano.</p>

<p>&nbsp;</p>
Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?

<p>Non lo so, sinceramente. Ho sempre scritto, in un modo o nell’altro. Fa parte di me esattamente come la lettura. Tuttavia, se parli dell’entrata nel mondo dei “professionisti” è presto detto. Durante la seconda gravidanza avevo un sacco di tempo libero e allora ho iniziato a buttare giù delle trame e poi è nato tutto molto spontaneamente. Ci ho messo altri due anni a farlo leggere a qualcuno però.</p>

<p>&nbsp;</p>
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?

<p>Purtroppo è la notte a ispirarmi. Di solito durante il giorno rileggo e modifico, ma è la notte il momento in cui produco il nuovo testo. Con buona pace del mio riposo.</p>

<p>&nbsp;</p>
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.

<p>Per descrivere me: fantasiosa, permalosa, caparbia.</p>
<p>La mia ultima opera è: tollerante, potente, commovente.</p>
<p>&nbsp;</p>
Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?

<p>Ancora mi chiedo perché&#8230; scherzo. Sono felice che qualcuno possa passare bei momenti leggendo i miei libri perché questo crea vicinanza tra me e loro. Mi piace l’idea che abbiano provato le stesse emozioni che ho sentito io mentre scrivevo. La mia idea più appagante è stato il gruppo autrice, in un periodo nel quale non erano tantissime ad averlo, men che meno self misconosciute quale io ero. Ho sentito spesso critiche in tal senso: ma non bastava la pagina? Questa è quella più carina, le altre le lascio alla vostra fantasia. Invece io adoro il mio gruppo perché mi consente di incontrare e conoscere persone che condividono la mia stessa passione. Questo è impagabile.
Poi ammetto che alimentano il mio ego, ma se scrivi per un pubblico è normale cercare conferme, chi dice il contrario dovrebbe risolversi qualche nodo interno.</p>

<p>&nbsp;</p>
Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?

<p>Sto scrivendo il terzo capitolo della serie The Dark Side e terminando il secondo capitolo di Point Break.</p>
<p>Per la prima dico che un personaggio che sembrava in un certo modo si rivelerà l’opposto e questo sarà devastante per tutti (non è Damon, lui non cambia perché ricordo è psicopatico); per la seconda dico che fino all’ultimo ero indecisa sul finale e spero di aver fatto un&#8230; buon lavoro.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/04/Victor-300x88-1-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Ash-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
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		<title>Due chiacchiere con&#8230; Aurora Corsini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 06:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Due chiacchiere con...]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/29744494_10216681853258399_8371967803891949337_o-300x200.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Immagine di Due chiacchiere con... Aurora Corsini" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/29744494_10216681853258399_8371967803891949337_o-300x200.jpg 300w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/29744494_10216681853258399_8371967803891949337_o-768x512.jpg 768w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/29744494_10216681853258399_8371967803891949337_o-1024x683.jpg 1024w, https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2018/04/29744494_10216681853258399_8371967803891949337_o-e1526533843782.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Buondì, Feelers! Oggi, nel salotto virtuale di Feel the Book, ospitiamo Aurora Corsini per un’intervista esclusiva! Buona lettura! &#160; &#160; Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura? Essendo una mamma, la scrittura influenza molto la mia vita. Devo scrivere nei ritagli di tempo, tipo quando i bambini sono [&#8230;]]]></description>
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<p>Oggi, nel salotto virtuale di <strong>Feel the Book</strong>, ospitiamo Aurora Corsini per un’intervista esclusiva!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/06/Separatore-Viola-1024x56.png" width="960" height="53" /></p>
<p>&nbsp;</p>
Quanto la scrittura influenza la tua vita? E quanto la tua vita influenza la scrittura?

<p>Essendo una mamma, la scrittura influenza molto la mia vita. Devo scrivere nei ritagli di tempo, tipo quando i bambini sono a scuola e mi impongo di spegnere tutto il resto per dedicarmi alla scrittura. Paradossalmente, anche scrivendo fantasy, finisce molto di me nei personaggi, in alcune esperienze o emozioni. Stavo scrivendo una scena di Kane, è un mio personaggio da tre anni e mezzo, mentre gli facevo dire questa frase che per lui era importante, mi sono emozionata tantissimo e piangevo. Sì, faccio anche questo mentre scrivo.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
Cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere?
<p>Da ragazza ho sempre scribacchiato, ho ancora un racconto scritto con una vecchia Olivetti. Durante gli anni dell’università ho continuato a leggere, ma non avevo abbastanza tempo per poter anche scrivere. Quando è nata la mia prima figlia, che non dormiva mai, duranti le notti insonni pian piano nella mia testa si è cominciata a formare questa storia, ma non era come le precedenti volte, era molto più intensa. Mio marito mi ha incoraggiato a scriverla, così da non dimenticarla; e da lì non mi sono più fermata.</p>
<p>&nbsp;</p>
Quando ti senti ispirata a scrivere? C’è un momento preciso della giornata che dedichi alla tua passione?

<p>Più che sentirmi ispirata è proprio il momento in cui posso, quindi come dicevo prima, la mattina. Ho bisogno di calma e tranquillità per organizzare le idee, poi mentre sono in fase di stesura mi capita di prendere appunti sulla mia agenda in qualsiasi momento.</p>

<p>&nbsp;</p>
Tre aggettivi per descriverti e tre per descrivere quello che hai cercato di trasmettere con la tua ultima opera pubblicata.

<p>Sono una persona pigra, fondamentalmente timida, anche se non è un aggettivo quello che mi caratterizza è che sono una lettrice.
L’ultimo libro pubblicato è Macana: il libro più sensuale che ho scritto; lo trovo divertente , perché i protagonisti bisticciano tantissimo e mi sono divertita a scriverlo; c’è la una buona dose di sadismo.</p>

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Com’è stata la sensazione di avere un seguito, un pubblico che ti leggeva e ti rispondeva sui social?

<p>Ancora adesso è incredibile. Prima di tutto il libro lo scrivi per te stesso, per buttare giù la storia che hai dentro. Non pensi mai che possa piacere, però è molto bello sapere che un’altra persona ha provato le mie stesse emozioni di quando l’ho scritto, e poi scoprire che ha trovato anche molto altro.</p>

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Puoi concederci un piccolo spoiler su qualcosa a cui stai lavorando o su cui vorresti lavorare?

<p>La serie che sto scrivendo è “Le luci dell’Eos” di cui sono stati pubblicati due libri e due racconti. Il terzo è in fase di editing e sarà interamente dedicato ai licantropi, perché il protagonista è uno dei lupi dell’Eos e l’ho fatto soffrire abbastanza.</p>

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<p>Intervista a cura di:</p>
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<p>Editing a cura di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.feelthebook.com/wp-content/uploads/2017/05/Harley-Quinn-300x88.png" width="300" height="88" /></p>
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